[corner-ad id=1]Si sente spessissimo parlare di consumo critico ma poi ci si concentra soprattutto su singoli casi sfuggendo ai temi principali del concetto. Nella serie di articoli dedicati all’economia solidale ed ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) abbiamo pubblicato questa settimana due contributi molto approfonditi sulla storia più recente del consumo critico e le sue implicazioni politiche come strumento di “dissuasione” a metodi lavorativi disumani nei confronti dei produttori. Degna di nota anche l’analisi sulla “localizzazione” della produzione agricola (prodotti a chilometro zero) come reazione alla globalizzazione e la sua sostanziale insostenibilità se applicata al settore alimentare.
Non mancano però esempi paradosso di prodotti importanti da paesi dell’altra parte del mondo che bruciano meno anidride carbonica di quelli prodotti in casa nostra.
Quì l’articolo sulla localizzazione dei consumi
http://romanews.it/blog/wiki/reti-alimentari-civiche/
e quì la storia recente della nuova coscienza sul consumo critico
http://romanews.it/blog/wiki/il-consumo-critico-e-i-gruppi-di-acquisto-solidali/

Gli articoli sono tratti dalla tesi di laurea del Dr. Giacomo Crisci:
“Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso
dei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma”

Università ROMA TRE – Facoltà di Economia “Federico Caffè” – Anno accademico 2012/2013

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