La visione dei GAS di Roma

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Nei GAS di Roma esistono due concezioni riferite alla loro attività (Fonte et al., 2011; Fonte e Salvioni, 2013). Nonostante la diversità di ideologie, alcuni vedono i GAS come “servizio” per i propri colleghi o soci, con l’obiettivo principalmente di offrire un canale alternativo, più “umano” che possa garantire un buon rapporto qualità prezzo;

**I GAP sono originati dalle iniziative contro il carovita promosse da Rifondazione Comunista ma oggi operano in modo del tutto indipendente.

 

altri (la maggioranza) hanno un approccio più politico: vedono gli acquisti tramite i GAS come una strategia di consumo critico, che mira a cambiare la struttura dell’economia e della società. Tra questi ultimi una parte vuole indurre il cambiamento nel sistema a partire da un cambiamento ‘immateriale’, inteso come cambiamento culturale e nelle relazioni sociali e chi invece intende la trasformazione in maniera strutturale, come impatto economico, considerato il solo capace di provocare un cambiamento socio-politico (Fonte e Salvioni, 2013). Queste due visioni non sono contraddittorie ma convivono nello stesso gruppo.

I GAS di Roma esprimono un interesse comune per i cibi biologici e, in particolare, per la questione legata alla non accessibilità di questi prodotti all’interno dei canali convenzionali. L’obiettivo comune sembra essere quello di costruire un sistema per l’approvvigionamento di alimenti biologici accessibile anche a redditi medi e medio-bassi (Fonte et al., 2011; Brunori et al., 2010).

Questo punto di vista è dovuto al fatto che, nonostante gli alimenti biologici siano considerati piùl sani e di migliore qualità degli alimenti convenzionali e che siano ambiti da tutti, nei negozi specializzati o nei supermercati non sono accessibili a tutti per i prezzi troppo elevati. Secondo alcuni partecipanti dei GAS di Roma i prezzi dei prodotti biologici nei negozi specializzati (paragonati a “negozi di gioielleria”) sono “esagerati” e “inaccessibili” (Fonte, 2011).

Tali valutazioni rendono più esplicito quanto già e espresso nel Documento base, dove i GAS sottolineano la necessità di rendere disponibili i prodotti biologici alle fasce di reddito basse o medio-basse: “trattandosi spesso di prodotti di nicchia, con uno scarso mercato e una scarsa capacità distributiva da parte dei produttori, i prezzi sono alti e disincentivanti per le molte famiglie a basso reddito. Il GAS, oltre ad aumentare gli sbocchi di mercato di questi prodotti, consente di far accostare al consumo critico anche chi sarebbe altrimenti tagliato fuori per motivi di reddito”.

L’organizzazione dei GAS di Roma risponde sia al problema della produzione di alimenti sani, sia a quello della distribuzione degli stessi a prezzi accessibili. L’attuazione del consumo critico nei GAS prende avvio dal cibo, poiché è considerato un’esigenza primaria che può creare quel legame particolare, intimo tra i componenti del GAS e fungere da tramite per trasmettere determinati “valori” e avere un impatto politico concreto, per la transizione verso un modello più sostenibile.

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Nella filiera dei GAS si riflette la volontà di individuare quello che e un prezzo “giusto”anziche “minimo”, giusto sia per i produttori che per i consumatori, in un’ottica di sostenibilità economica di lungo periodo, tenendo conto dei valori ambientali e sociali incorporati nei prodotti. Secondo) la loro visione, la determinazione dovrebbe tener conto anche dei rischi e della discontinuità degli acquisti (Fonte e Salvioni, 2013; Fonte et al., 2011), visione che corrisponde alla definizione di sicurezza alimentare.Vista questa necessità, i GAS di Roma promuovono la costruzione di una relazione di fiducia con il produttore, in cui si presuppone che il prezzo da lui stabilito sia il prezzo “giusto”, anche se ovviamente si fa contestualmente una comparazione tra prezzi al consumo e ne può scaturire un negoziato.

Esemplare e, in questo caso, il progetto di prefinanziamento con l’Azienda Agricola il Papavero del maggio del 2013 (Riquadro X), in cui i GAS di Roma hanno stipulato un accordo per andare incontro ai diversi punti critici che venivano riscontrati nell’approvvigionamento di fragole e pesche.

L’accordo di prefinanziamento tra l’Azienda Agricola “Il Papavero” e i GAS di Roma.

Nel maggio 2013 é stato definito un accordo di prefinanziamento tra 25 GAS di Roma e l’azienda Agricola Biologica “Il Papavero”, produttore di fragole e pesche. L’Azienda, situata ad Acilia, è nata nel 1938 e ha acquisito la certificazione biologica nel 1994. Questa decisione ha portato i titolari, Angelo e Fiorella, a intraprendere la strada della filiera corta: “Abbiamo deciso di avere un contatto diretto con chi consumava i nostri prodotti, dando importanza anche all’aspetto sociale. Ci siamo avvicinati a questo mondo alternativo dei GAS che è una valida alternativa al malato sistema distributivo the governa la nostra società. Siamo arrivati al prefinanziamento, perche ci è sembrata una risposta veramente valida alla domanda di cambiamento nostra e dei GAS”. Il prefinanziamento ha permesso all’Azienda di pianificare la produzione con la certezza di trovare sbocco all’offerta e di non incorrere nell’eventualità di dover buttare il prodotto per mancanza di acquirenti. Il prezzo proposto dal produttore stato discusso con i GAS coinvolti ed è stato reputato equo. In seno all’accordo è stato anche stabilito che il prezzo del 2013 fosse pari a quello 2012 (scontando quindi l’aumento IVA e di altre imposte e tasse che hanno inciso sui costi di produzione) e non fosse soggetto alla variabilità stagionale, sia nel caso di diminuzione che di aumento della quantità prodotta (salva la possibilità di concedere sconti). I GAS hanno così condiviso il rischio di impresa con “Il Papavero” e si sono impegnati nell’acquistare la produzione del 2013 (da Aprile a Luglio) al prezzo concordato di 4,20 Euro al kg per le Fragole e 2,80 Euro al kg per le Pesche (incluso il trasporto). Dopo la stipula dell’accordo i GAS hanno versato il 40% dell’importo prefinanziato e l’Azienda si é impegnata a dare precedenza alla fornitura dei GAS sottoscriventi nel caso si verificasse, per motivi naturali e imprevisti, una diminuzione della quantità effettivamente prodotta. In questo caso l’azienda si è anche impegnata a portare in acconto all’anno successivo la quota prefinanziata e non acquistata, oppure a restituirla nel caso in cui un GAS volesse recedere dall’accordo. In aggiunta ha garantito un’informazione costante sull’andamento della produzione, la possibilità di accesso alla documentazione di certificazione e la possibilità di concordare date di incontro in Azienda. Angelo e Fiorella sostengono che con l’accordo e cambiata la responsabilità di consumatori: “… i GAS hanno fatto proprio il progetto e si sono sentiti coinvolti (… ) si sono mostrati disponibili a ricevere tempestivamente gli esuberi di prodotto(…) lo scorso anno abbiamo buttato della frutta perché non vi era un contatto consapevole e tempestivo, la maturazione può infatti essere improvvisa e bisogna agire rapidamente (…) Quest’anno si e iniziata la produzione con la consapevolezza che la frutta prodotta sarebbe stata ordinata, che il prezzo (di vendita e trasporto) avrebbe remunerato l’attività e che sarebbe rimasto costante e accessibile per i consumatori… “
Articolo tratto dalla tesi di laurea del Dr. Giacomo Crisci:
“Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso
dei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma”

Università ROMA TRE – Facoltà di Economia “Federico Caffè” – Anno accademico 2012/2013

Vedi sullo stesso argomento
http://romanews.it/blog/economia-solidale/gas-gruppi-acquisto-solidale-roma/

Per leggere tutti gli articoli vai alla sezione WIKI del nostro blog dedicata alla Economia solidale
http://romanews.it/blog/wiki/filiera-corta-prezzo-giusto-e-sviluppo-sostenibile

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