Categoria: MEDICINA ALTERNATIVA

  • Come si fa a  riconoscere un sapone naturale da quelli industriali?

    Come si fa a riconoscere un sapone naturale da quelli industriali?

    [corner-ad id=1]Il sapone è un prodotto chimico usato dagli essere umani da probabilmente 4000 anni.
    Si hanno infatti ritrovamenti di sostanze chimiche analoghe al sapone in Mesopotamia in insediamenti umani risalenti al 2800 avanti Cristo ed istruzioni per preparare il sapone in una tavoletta con caratteri cuneiformi del 2200 avanti Cristo.
    Resta comunque un prodotto chimico e quindi artificiale ma è considerato, anche se impropriamente, un prodotto naturale. Probabilmente perché si è soliti definire naturale tutto ciò che non è pericoloso per la salute o per l’ambiente. In effetti il sapone prodotto da grassi organici e soda per la sua biodegradabilità al 100% si può considerare naturale.
    Bisogna comunque aver chiaro che il sapone senza la chimica non potrebbe esistere come anche la stessa vita degli esseri viventi.

    Ma come si fa a  riconoscere un sapone naturale da quelli industriali?

    Vi è mai capitato di comprare un sapone e di leggere sull’etichetta vera Marsiglia? Oppure sapone naturale all’olio di oliva? Quanto c’è di vero e di naturale nei saponi acquistati? Per rispondere a questa domanda dobbiamo imparare a leggere l’INCI ( International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

    Si tratta dell’elenco degli ingredienti che la legge impone di riportare in etichetta su tutti i prodotti di cosmetica, ma purtroppo non sui detersivi, per i quali bisogna cercarlo su Intenet. Non è di facile comprensione, ma vale la pena capire un po’ come si compone, almeno per orientarvi in parte degli acquisti). Gli ingredienti sono riportati in ordine decrescente, per primo si trova quello contenuto in percentuale maggiore e via via si scende fino agli ingredienti presenti in minore quantità. Non esiste alcun obbligo di riportare in etichetta le percentuali precise degli ingredienti, sia per quelli contenuti in quantità elevate sia per gli altri.
    Questo può essere ritenuto ingannevole per noi consumatori, in quanto per esempio nulla vieta in un sapone venga evidenziata la presenza dell’olio d’oliva anche se contenuta in percentuali irrisorie come l’1% o il 2%.

    Gli ingredienti vegetali che non sono stati lavorati chimicamente vengono espressi con il nome botanico il latino  a cui fa seguito il nome in inglese della parte utilizzata del vegetale. Per esempio in etichetta per l’olio di lavanda si troverà scritto “Lavandula Angustifolia oil” ove “Lavandula Angustifolia” corrisponde al nome botanico latino della pianta e “oil” al termine inglese che sta per olio. Oppure se sono presenti i fiori di lavanda si leggerà “Lavandula Angustifolia flower”  dove “flower” è termine inglese per fiore.
    Gli ingredienti che invece hanno subito una lavorazione chimica prendono direttamente il nome inglese corrispondente, per esempio per l’acido citrico  si leggerà Citric Acid.

    Nei saponi gli oli saponificati vengono espressi con il termine “Sodium” se si tratta di saponi dove è stato impiegato idrossido di sodio e “Potassium” se invece è stato utilizzato l’idrossido di potassio (in genere nei saponi liquidi ) per la saponificazione, a cui fa seguito il nome in inglese dell’olio seguito dal suffisso “ate” che ha lo scopo di distinguere un olio saponificato da uno che non lo è.

    Esempi:
    Sodium Olivate
    Olio di oliva saponificato nei saponi solidi
    Sodium Cocoate
    Olio di cocco saponificato nei saponi solidi
    Sodium Peanutate
    Olio di arachide saponificato nei saponi solidi
    Sodium Tallowate
    sego bovino saponificato nei saponi solidi
    Potassium Castorate
    Olio di ricino saponificato nei saponi solidi
    Potassium Palmate
    Olio di palma saponificato nei saponi solidi

    Informazioni tratte dal libro
    Saponi e detersivi naturali di Liliana Paoletti in vendita presso helpinthecity.org/libri solidali
    NB: Il ricavato della vendita dei libri verrà utilizzato per il progetto helpinthecity.org dedicato alla  conoscenza della presenza delle associazioni di volontariato sul territorio.

  • Psicoterapia e Medicina naturale a Roma – Dottor Aldo Cichetti

    Psicoterapia e Medicina naturale a Roma – Dottor Aldo Cichetti

    Psicoterapia junghiana, EMDR, omeopatia classica, floriterapia: una buona sinergia per la cura “ecologica”  del malessere psichico e fisico

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    L’abbinamento tra psicoterapia e medicina naturale può forse sorprendere, visto che, molto spesso, queste discipline fanno riferimento a mondi culturali molto lontani tra di loro; ma appare meno strano se si pensa che le psicoterapie – alcune in  particolare – hanno in comune con le medicine non convenzionali il  fatto di non imporre un percorso di guarigione esterno, ma di stimolare le ‘naturali’ forze di guarigione di cui sono  dotati gli esseri umani.

    Questa caratteristica è molto evidente, ad esempio, nella psicoterapia junghiana, basata sull’idea di un finalismo psichico e sul concetto di individuazione, con l’interpretazione dei sogni come ‘via maestra’ per cogliere il messaggio che viene dal ‘Sé guida’. Ma è presente, a ben vedere, anche in una psicoterapia  nuova e rivoluzionaria come l’ EMDR, che aiuta la psiche ferita da un trauma a compiere il proprio percorso di guarigione, stimolando il ‘Sistema di Elaborazione delle Informazioni’: un sistema innato di autoguarigione psichica che, nell’esperienza pratica, ha molte affinità con il costrutto junghiano del Sé.

    Sul fronte delle medicine naturali, invece, agiscono in questo modo, tra le altre, l’omeopatia classica e la floriterapia di Bach, che rinforzano la ‘Forza vitale’ dell’organismo umano.

    Si può dire, in sostanza, che tutte queste discipline agiscono sul medesimo nucleo vitale degli esseri umani, che ognuna di esse considera da una prospettiva diversa, un particolare punto di vista da cui guarda al medesimo Sistema innato di autoguarigione psico-fisica, che permette di guarire l’organismo malato (Forza vitale degli omeopati, o Vis Medicatrix Naturae degli antichi medici); di curare le conseguenze dei traumi psichici (Sistema di elaborazione dell’informazione, come lo definisce l’EMDR); ed anche di guidarci verso la nostra realizzazione individuale (compito del Sé nella teoria junghiana).

    Naturalmente, anche altre medicine agiscono rinforzando questo sistema di autoguarigione, e basti pensare alla medicina tradizionale cinese. Pur avendola studiata e praticata per molti anni, non la inserisco tra queste discipline soltanto per le difficoltà pratiche di abbinarla al ‘setting’ psicoterapeutico. Ma ho sempre presente la straordinaria ‘mappa topografica’ che ci fornisce, con le corrispondenze tra organi vitali, emozioni e distretti corporei.

    Il metodo di cura integrato che utilizzo comprende, quindi, da un lato la psicoterapia junghiana e l’EMDR, e dall’altro la medicina omeopatica e la floriterapia, di ognuna delle quali ho seguito lo specifico percorso formativo, dopo la laurea in Medicina, la specializzazione in Psichiatria e la qualifica di Psicoterapeuta.
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    Ogni disciplina viene applicata nel rispetto delle proprie regole, con colloqui periodici, ai quali si aggiunge la prescrizione di un farmaco omeopatico e/o di una miscela di fiori di Bach, il cui effetto viene monitorato durante la terapia.

    Questa è, a mio giudizio, la strategia ottimale per la cura di disturbi psicologici come ansia, depressione, problemi di relazione, fobie, i cosiddetti ‘attacchi di panico’,  e via dicendo. In alcuni casi, però, quando i sintomi sono più lievi (ad esempio, un’insonnia non grave), oppure nel caso di sintomi soprattutto fisici (cefalee, gastriti, problemi reumatici, malattie della pelle, ecc.) o, infine, se il paziente ha già in corso una psicoterapia, è possibile affidarsi soprattutto al potere terapeutico dei rimedi omeopatici, che agiscono, sempre e comunque, sia sulla ‘mente’ che sul ‘corpo’.

    Gli incontri, in questi casi, non differiscono molto dalle normali visite omeopatiche: sono più distanziati nel tempo, e gli elementi psicologici sono al servizio della terapia omeopatica: aiutano a cogliere il significato del sintomo ( che è sempre presente, sia nei sintomi psichici che in quelli fisici), ad inquadrare meglio le problematiche del paziente, e, quindi, a scegliere il rimedio omeopatico ed i fiori di Bach più adatti.

    In ogni caso, la cura prende in considerazione tutti i sintomi del paziente, sia psichici che fisici, con l’obiettivo di curarli, quando possibile, e, negli altri casi, di integrarsi con le altre terapie, rinforzandone l’effetto, grazie all’attivazione del sistema di autoguarigione.

    In questo senso, quindi, si può definire ‘ecologica’, perché non agisce soltanto su un particolare ‘distretto’ psichico o fisico, ma cerca di individuare le radici profonde del dis-agio che ogni individuo esprime attraverso i sintomi, per aiutarlo a raggiungere quel livello ottimale di equilibrio psicofisico che, come ben sapeva Jung, è anche la meta del cammino che proprio questi sintomi, se li si ascolta, permettono di intraprendere.

    QUesti i contatti per avere maggiori informazioni

    Dr. Aldo Cichetti
    tel. : 06/44291832 – 3292925811

    Roma
    Via Udine, 5 – 00161 Roma

    San Benedetto del Tronto (AP)
    via Simone Formentini, 80 – cap 63039

    E-mail   [email protected]

  • Che cosa è l’omeopatia?

    Che cosa è l’omeopatia?

    È la medicina fondata da Samuel Hahnemann (1755-1843): essa si basa sulla “Legge della similitudine”: una sostanza che provoca a dosi ponderali (cioè misurabili) un effetto, può a basse dosi (anche infinitesimali) essere utilizzata per guarire da quegli stessi sintomi che provoca.
    È un concetto a prima vista contraddittorio, ma per renderlo più comprensibile, si può fare un esempio a tutti noto: il vaccino antinfluenzale; come sappiamo, prima dell’arrivo dell’influenza invernale è consigliabile una somministrazione di vaccino per prevenire l’insorgenza dell’influenza e di tutti i fastidiosi e pericolosi sintomi che l’accompagnano: il vaccino contiene dei piccoli frammenti inattivati del virus influenzale, infatti ne viene modificata ogni anno la composizione in base ai diversi virus influenzali presenti in ogni stagione; questi frammenti stimolano il nostro organismo a riconoscere il vero virus quando dovesse attaccarci, predisponendo difese adeguate.

    Nell’Omeopatia somministriamo basse dosi di un rimedio per stimolare l’organismo a reagire contro quella stessa causa, o contro cause che producono gli stessi sintomi.

    Come scegliere il giusto rimedio L’omeopatia è una medicina molto difficile: la scelta del rimedio va esclusivamente lasciata al medico omeopata, poiché ogni persona può reagire in maniera diversa allo stesso sintomo e quindi aver bisogno di un rimedio diverso; per capire la complessità della scelta va detto che i rimedi omeopatici possono essere di estrazione animale, vegetale o minerale e i cosiddetti ceppi omeopatici sono migliaia. Per venire incontro alle esigenze del soggetto che si cura con l’omeopatia esistono in commercio i rimedi “complessi”, che contengono contemporaneamente più rimedi; anche in questo caso è consigliabile un consiglio professionale del medico o del farmacista.

    Forme farmaceutiche
    Granuli: Piccole sfere di saccarosio e lattosio impregnate con il rimedio omeopatico; si usano per via orale, attraverso assorbimento sublinguale 3/5 alla volta, più volte al giorno secondo il caso. Globuli: Sfere più grandi dei granuli, contenute in un tubo, somministrate in un’unica volta. Esistono altre forme farmaceutiche quali gocce, compresse, pomate…

    Le diluizioni omeopatiche
    Le più comuni sono le CH (centesimali, 5CH, 30CH..) e le K (Korsakoviane, 35K,1000K….), così chiamate in base al metodo di preparazione. I numeri indicano il diverso grado di concentrazione, o meglio di diluizione del principio attivo; più alto è il numero maggiore è la diluizione, cioè minore è la concentrazione, più in profondità si dice agisce il rimedio, cioè più sulle cause che sui sintomi.

    Da segnalare
    L’omeopatia non ha effetti collaterali: ciò è vero, ma non significa che si può prendere alla leggera, poiché se non giustamente consigliata può non avere alcun effetto sulla patologia in corso.

    I rimedi vanno presi per via orale, facendoli assorbire per via sublinguale, poiché in questo modo l’assorbimento è molto rapido. È preferibile assumerli lontano dai pasti, evitando la contemporanea assunzione di alcune sostanze tra cui, per esempio la canfora e la menta, per la loro possibile azione vasocostrittoria che ridurrebbe l’assorbimento e quindi l’efficacia del medicinale omeopatico.

    FONTE:  http://www.omeopatianews.it

  • Think green ECOFESTIVAL DAL 26 al 28 settembre all’Appia Antica

    Think green ECOFESTIVAL DAL 26 al 28 settembre all’Appia Antica

    Think green ECOFESTIVAL  e’ una manifestazione che nasce nel 2011 per promuovere e sostenere la cultura ambientale attraverso l’arte, laboratori, convegni e workshop, con lo scopo di creare una rete di legami tra gli addetti ai lavori e non. Il suo territorio di appartenenza è Roma, dove matura l’interesse per tematiche quali orti urbani, ciclabili,  km 0, artigianato del riciclo, educazione ambientale, riuso, etc. I principali sostenitori del festival sono l’associazione think green factory ed alcune realtà attive nel Municipio VIII. Di anno in anno il festival si arricchisce di contenuti e protagonisti che rendono ogni edizione un’esperienza unica: volontari, politici, associazionisti e cittadini volenterosi di far crescere  l’iniziativa, senza i quali non sarebbe possibile.
    Ci sono poi gli organizzatori che si affiancano a Francesca, la fondatrice del festival, ognuno con il proprio bagaglio culturale, risorse preziose per la crescita della manifestazione. Tra questi ricordiamo Karima ali Moselhi, Emanuela Marchetti, Maya Vetri, Maria Veronica Fortunato, Giuliana Lipparini, Gianluca Peciola,  Luigi Di Paola, Gloria Salvatori, Fabrizio Villegia, James Limongi. L ‘edizione 2014 è organizzata da Francesca Cencetti in collaborazione con Silvia Polli e Lucilla Pezzetta, la grafica è di Ombretta Gamberale, l’organizzazione del punto ristoro a cura di Irene e Stefano di strafood srl.

    THINK GREEN Eco Festival
    nasce per portare l’ecologia al centro della città attraverso la diffusione di idee concrete per una città ecologica, per la diffusione della bioedilizia, della mobilità sostenibile, dell’agricoltura biologica, del consumo consapevole, delle energie alternative, dell’importanza del riuso e del riciclo e per l’esercizio pratico e creativo di riutilizzo di materiali nonché per sostenere un alto livello di qualità della vita. Stimolare la creazione di nuove reti e rafforzare quelle esistenti.

    Le tematiche di quest’anno
    :

    . Transition Town
    . Permacultura
    . Consumo consapevole
    . Architettura sostenibile e bioedilizia
    . Rifiuti e riciclo creativo
    . Genitori a impatto zero
    . Orti urbani e terre pubbliche


    Per iscriversi all’ECOFESTIVAL come Artigiano o commerciante è semplicissimo!


    1) leggi il regolamento ed il documento di adesione
    2) valuta se partecipare per l’intera manifestazione o solo per 1/2 giorni
    3) scarica, stampa firma e rinviaci via mail la domanda di partecipazione ( scrivi ad [email protected] OGGETTO: iscrizione ecofestival)
    4) prosegui al pagamento via iban oppure contatta il tuo referente
    5) aspetta la conferma di adesione da parte della think green factory:


     
    Affrettati a prenotarti se sei interessato alle 18 postazioni con tavolo e sedia!

    Per maggiori informazioni vedi
    http://www.thinkgreenecofestival.it


    ENTE PARCO APPIA ANTICA
    :

    Ingresso principale (solo pedonale) Via Appia Antica, 42.

    Parcheggio interno:
    via Appia Antica n. 50 ingresso accanto fontanella dopo parcheggio  Ristorante Escargot (c/a 40 posti).

    Bus 118 e 218, o tutte le linee che fermano sulla Cristoforo Colombo all’altezza della Circonvallazione Ardeatina (30, 714, 715 eccetera)

    Bici: ciclabile Colombo raccordo Circonvallazione Ardeatina. Disponibili rastrelliere

    La domenica la via Appia Antica è chiusa al traffico privato dalle 9 alle  18 si consiglia di lasciare la macchina a Largo Galvaligi e dintorni (5 minuti a piedi).

    Per il programma completo della manifestazione nei tre giorni e per scaricare i moduli
    di partecipazione vedi il sito ufficiale
    http://www.thinkgreenecofestival.it
    Parco_Appia_antica
  • Che cosa è la floriterapia di Bach?

    Che cosa è la floriterapia di Bach?

    Fanno parte della Floriterapia, una “medicina alternativa”, che utilizza i fiori come base dei rimedi utilizzati in terapia; l’utilizzo dei Fiori di Bach ha origine dagli studi del medico gallese E. Bach, intorno al 1930. Egli selezionò un gruppo di fiori selvatici, che ancora oggi costituiscono la base dei 38 rimedi che rappresentano un metodo di cura per svariate patologie.

    Fondamentale è l’approccio che ha questa medicina verso il paziente: non viene curata la malattia in se, ma si cerca di estirparla riequilibrando lo stato psicofisico alterato del paziente, che produce come sintomo la malattia stessa.

    Classificazione dei rimedi
    I rimedi vengono preparati con processi di estrazione utilizzando il fiore della pianta, e sono presentati in soluzione in flaconi da 10ml o 20ml.

    rimedi per l’insufficiente interesse verso le circostanze presenti
    rimedi per la solitudine
    rimedi per chi è iperinfluenzabile e sensibile
    rimedi per lo sconforto e lo scoraggiamento
    rimedi per l’eccessiva cura del benessere degli altri
    rimedi per la paura
    rimedi per l’incertezza

    per ogni categoria vi è un gruppo di fiori che può essere utilizzato anche in combinazione con altri; ogni singolo fiore, come più avanti è descritto, presenta sfumature diverse.
    Vi è un’ulteriore distinzione dei rimedi, tra:
    rimedi di Tipo: in relazione con le caratteristiche della personalità
    rimedi di Aiuto: da relazionare allo stato transitorio della psiche.

    Preparazione e posologia

    Due sono i metodi principali utilizzati per la preparazione e somministrazione:
    Si prelevano da ogni flacone utilizzato due gocce che si versano in un contenitore da 30ml con acqua minerale naturale; si aggiungono due cucchiaini da the di brandy, come conservante.
    Il paziente assume 4 gocce 4 volte al giorno, sotto la lingua o in un bicchiere d’acqua, per un periodo di tempo variabile, che di solito si protrae per due mesi, ma che si può prolungare, anche modificando i rimedi utilizzati. In caso di somministrazione a bambini il brandy può essere sostituito con aceto di mele

    Un metodo più pratico consiste nel prelevare direttamente da ognuno dei flaconi dei rimedi scelti due gocce e versarle in un bicchiere d’acqua da prendere ad intervalli regolari 4 volte al giorno, con le stesse modalità di tempo del punto 1.

    Descrizione dei rimedi
    La scelta dei fiori di Bach andrebbe consigliata dal medico specialista, o da colui che ha padronanza della materia; l’autosomministrazione è possibile, ma richiede, per una corretta scelta, molta attenzione e capacità di autoanalisi.

    Una ottima guida alla floriterapia è sicuramente MANUALE DI FLORITERAPIA della Dottoressa Maria Margaretha Mijnlieff  e che è anocra uno dei libri più venduti sull’argomento a 20 anni dalla prima edizone.

    Maria Margaretha Mijnlieff è nata a Rotterdam il 18 Agosto 1935; si è formata studiando in Olanda, negli Stati Uniti ed in Italia.
    E’ laureata in psicologia applicata e si e’ dedicata soprattutto alla Floriterapia di Bach. Personalità dai molteplici interessi, ha avuto per molti anni contemporaneamente uno studio di floriterapia all’Aja ( Olanda ) e uno a Roma.
    E’ impegnata in una intensa attività di terapia, corsi e seminari che alterna a periodi di riposo che passa nella sua casa di Ostuni.
    Ricordiamo che Margaretha Mijnlieff è stata fondatrice della FAI Associazione Italiana di Floriterapia nel 1992 (poi sciolta nel 1998) divenendo la principale artefice della diffusione della conoscenza dell’opera di Bach in Italia. 

    Manuale di floriterapia.
    I trentotto fiori di Bach.
    I ventiquattro fiori californiani
    Xenia editrice 1994 – 1999
    7° edizione 282 pag. illustrato
    EURO 14.46

    FONTE:  www.bachflowers.com