{"id":124,"date":"2015-11-15T00:00:00","date_gmt":"2015-11-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/2015\/11\/15\/natura-verde-a-roma-una-realta-sorprendente\/"},"modified":"2017-10-09T02:48:50","modified_gmt":"2017-10-09T00:48:50","slug":"natura-verde-a-roma-una-realta-sorprendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/natura-verde-a-roma-una-realta-sorprendente\/","title":{"rendered":"Natura verde a Roma, una realt\u00e0 sorprendente"},"content":{"rendered":"<p>Mettendo insieme le <strong>ville storiche<\/strong> e i <strong>giardini minori<\/strong>, le<strong> aree agricole<\/strong> e gli<strong> alvei del Tevere<\/strong> e dell<sup>&#8216;<\/sup><strong>Aniene<\/strong>, la Tenuta Presidenziale di <strong>Castel Porziano<\/strong> e i diciotto tra Parchi e Riserve naturali istituiti intorno alla citt\u00e0, la <strong>Capitale<\/strong> vanta oggi 88.000 ettari di verde protetto, pari al 67% della su\u00adperficie comunale.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 inevitabile e ovvio, queste aree sono molto diverse tra loro. Al verde monumentale di <strong>Villa Doria Pamphilj<\/strong>, del <strong>Giani\u00adcolo<\/strong> e di <strong>Villa Borghese<\/strong> si affiancano delle autentiche perle come il <strong>Villa Celimontana<\/strong>, l&#8217;<strong>Orto Botanico<\/strong> e il <strong>Roseto Comunale<\/strong>, il verde archeologico del <strong>Palatino e dei Fori<\/strong>, aree d&#8217;interesse natu\u00adrale e storico ma assediate dall&#8217;espansione della citt\u00e0 come i Parchi regionali dell&#8217;<strong>Appia Antica<\/strong> e di <strong>Veio<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1047 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/villa-borghese-Roma.jpg\" alt=\"Natura verde a Roma, una realt\u00e0 sorprendente\" width=\"650\" height=\"432\" \/><\/a>Vacche e pecore al pascolo e contadini al lavoro compaiono nelle distese agricole di <strong>Castel di Guido<\/strong> e di <strong>Decima-Malafede<\/strong>, e in aree pi\u00f9 piccole e pi\u00f9 vicine al centro come I&#8217;<strong>Insugherata<\/strong>, la <strong>Valle dei Casali<\/strong>. Le aree umide del Litorale Romano offrono un ottimo terreno al <strong>birdwatcher<\/strong>. Sulle Secche di <strong>Tor Paterno<\/strong> ci si immerge in cerca di pesci rari e posidonie.<\/p>\n<p>La differenza tra i luoghi determina condizioni altrettanto varie. Se il verde delle ville storiche \u00e8 ordinato, pulito e periodica mente interessato da interventi di miglioramento e restauro (i problemi pi\u00f9 seri di molte aree sono quelli legati al grande af\u00adflusso di visitatori), alcune aree verdi oltre o accanto al <strong>Raccordo Anulare<\/strong> comprendono aree sorprendentemente integre, e altre che recano ancora i segni dell&#8217;inquinamento e delle discariche selvagge. Accanto alle aree sempre aperte si incontrano <strong>aree ar\u00adcheologiche<\/strong> e giardini dove l&#8217;accesso \u00e8 a pagamento e zone pri\u00advate chiuse al pubblico.<\/p>\n<p>Per visitatori e residenti, non da ieri, il problema pi\u00f9 serio \u00e8 di sapere quali zone possono essere visitate e quali no, quali in\u00adgressi scegliere, quali attivit\u00e0 praticare. Noi suggeriamo\u00a0di esplorare parchi e ville con il mezzo pi\u00f9 economico e semplice: le proprie gambe. Prima di mettersi in cammino \u00e8 bene ricordare qualcosa sulla natura<br \/>\nde\u00adll&#8217;Urbe e su come l&#8217;uomo l&#8217;ha trasformata nei secoli.<\/p>\n<p><strong>Un fascino antico<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Oggi ho visitato la Ninfa Egeria, poi il circo di Caracalla e i re\u00adsti dei sepolcri lungo la via Appia e la tomba di Metella, che d\u00e0 veramente l&#8217;idea della solida costruzione muraria. Quegli uo\u00admini lavoravano per l&#8217;eternit\u00e0, e avevano calcolato tutto meno la ferocia devastatrice di coloro che sono venuti dopo, e innanzi ai quali tutto doveva cedere&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec, nel suo <em>Viaggio in Italia, <\/em><strong>Johann Wolfgang Goethe<\/strong> sintetizzava pi\u00f9 di due secoli fa il fascino che Roma, i suoi resti archeologici, i paesaggi della <strong>Campagna Romana<\/strong> esercitavano sui viaggiatori del Grand Tour. Parole analo\u00adghe hanno scritto altri grandi nomi della cultura come <strong>Shelley<\/strong>, <strong>Keats<\/strong>, <strong>Gogol<\/strong>, <strong>Andersen<\/strong>, <strong>Melville<\/strong> e <strong>Stendhal<\/strong>.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 nulla di cui stupirsi. <strong>Roma<\/strong>, fin dall&#8217;alba della storia, \u00e8 stata una delle m\u00e8te pi\u00f9 desiderate e visitate d&#8217;<strong>Europa<\/strong>. Dall&#8217;alto Medioevo pellegrini e uomini di fede vi affluiscono da tutto il mondo cristiano. Dal Cinque al Novecento pittori, letterati e mu\u00adsicisti sono arrivati alla scoperta dei paesaggi, dei monumenti, dello spirito dell&#8217;antichit\u00e0 classica. Alcuni, come il danese <strong>Bertel Thorwaldsen<\/strong>, si sono innamorati dell&#8217;arte di <strong>Roma antica<\/strong> fino a riprenderne le tecniche, i materiali e lo stile. Altri, come <strong>Sim\u00f2n Bolivar<\/strong>, il <em>Libertad\u00f2r <\/em>del Sudamerica, hanno giurato nei luoghi di Cesare e di Mario di battersi per la libert\u00e0 della loro terra. A loro si sono affiancati artisti e patrioti italiani come <strong>Antonio Canova<\/strong>, <strong>Giuseppe Garibaldi<\/strong> e molti altri.<\/p>\n<p>I viaggiatori del Grand Tour si preparavano a scoprire <strong>Roma<\/strong> con anni di studio, alimentavano il desiderio con le difficolt\u00e0 del viaggio, una volta raggiunti il <strong>Colosseo<\/strong> e i <strong>Fori<\/strong> si concedevano settimane o mesi di tempo per vedere fino all&#8217;ultima pietra. Oggi Roma \u00e8 una m\u00e8ta del turismo di massa, e la straordinaria facilit\u00e0 del viaggiare moderno \u2013 oggi il <strong>Colosseo<\/strong>, domani il <strong>Partenone<\/strong>, tra qualche giorno le <strong>Piramidi<\/strong> o il <strong>Louvre<\/strong> \u2013 rende difficile per molti viaggiatori capire i luoghi che sono venuti a visitare.<\/p>\n<p>I problemi di una metropoli moderna, dal traffico al cemento, rendono difficile apprezzare la loro citt\u00e0 anche a molti romani di oggi, che si spingono solo di rado verso i <strong>Fori<\/strong>,<strong> Villa Borghese<\/strong>, i <strong>sepolcri dell&#8217;Appia<\/strong> e gli straordinari panorami del <strong>Gianicolo<\/strong>. Per tutti l&#8217;antidoto \u00e8 uno solo. Osservare con calma, non limitarsi ai monumenti pi\u00f9 noti, tenere d&#8217;occhio, oltre alla storia, anche la natura di <strong>Roma<\/strong>. Una passeggiata nel <strong>Parco degli Acquedotti<\/strong> o sull&#8217;<strong>Appia Antica<\/strong> pu\u00f2 essere interessante e istruttiva quanto una visita guidata al <strong>Colosseo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tevere-Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1049 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tevere-Roma.jpg\" alt=\"Natura verde a Roma, una realt\u00e0 sorprendente\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><br \/>\nLa natura di Roma<br \/>\n<\/strong>Tutti sanno che <strong>Roma antica<\/strong> si \u00e8 sviluppata sui proverbiali <strong>sette colli<\/strong>, e che la citt\u00e0 moderna \u00e8 cresciuta inglobando via via altre alture come il <strong>Gianicolo<\/strong> e <strong>Monte Mario<\/strong>. Meno noto \u00e8 che queste colline sono formate da rocce vulcaniche, soprattutto <strong>pozzolana<\/strong> e <strong>tufi<\/strong>, eruttate dal <strong>Vulcano Laziale<\/strong> (gli odierni <strong>Colli Albani<\/strong>) che domina la metropoli da sud, est, e dal <strong>Vulcano Sabatino<\/strong> (i laghi di <strong>Bracciano<\/strong> e <strong>Martignano<\/strong>) che le si affianca a nord ovest. Ai piedi di queste rocce, in varie zone, compaiono sabbie di origine marina molto pi\u00f9 antiche.<\/p>\n<p>ll<sub>,<\/sub>calcare appare nella <strong>Campagna Romana<\/strong> man mano che ci si sposta verso <strong>Tivoli<\/strong> e l&#8217;<strong>Appennino<\/strong>. Sono interamente calcaree le montagne (<strong>Terminillo<\/strong>, <strong>Lucretili<\/strong>, <strong>Monte Velino<\/strong>, <strong>Simbruini<\/strong>) che chiudono l&#8217;orizzonte di <strong>Roma<\/strong>, e che dominano i pa\u00adnorami dal <strong>Gianicolo<\/strong> e dai quartieri orientali della citt\u00e0. Il <strong>Tevere<\/strong> e l&#8217;<strong>Aniene<\/strong>, il suo principale affluente, si sono aperti il loro corso tra i colli. I detriti trasportati dal fiume hanno formato la pianura al\u00adluvionale, acquitrinosa fino alle bonifiche di <em>fine Ottocento<\/em>, che si estende tra la citt\u00e0 e il <em>Tirreno<\/em>.<\/p>\n<p>La variet\u00e0 di esposizioni e di suoli e la presenza di vaste zone protette rendono molto varie la flora e la fauna di <strong>Roma<\/strong>. II paesaggio della <strong>Campagna Romana<\/strong>, che so\u00adpravvive nelle riserve e nei parchi, alterna zone coltivate, pascoli, essenze piantate dall&#8217;uomo come <em>pini<\/em>, <em>cipressi<\/em> ed <em>eucalipti<\/em> a boschi di quercia un&#8217;importante risorsa economica), a leccete e a <em>cerri<\/em> secolari isolati. Nelle zone asciutte prevalgono la<em> roverella<\/em> e l&#8217;<em>acero campestre<\/em>. Nelle valli compaiono <em>farnia<\/em>, <em>olmo<\/em> e <em>corniolo<\/em>. Accanto al <strong>Tevere<\/strong> e all&#8217;<strong>Aniene<\/strong> crescono <em>salice bianco<\/em>, <em>pioppo nero<\/em> ed <em>equiseto<\/em>. La macchia mediterranea si colora a primavera con il giallo delle <em>ginestre<\/em>. Non mancano le <em>orchidee selvatiche<\/em>.<\/p>\n<p>Anche gli animali ci sono ancora. Nelle aree protette di Roma sono state censite circa 1200 specie vegetali (su 5599 dell&#8217;intera flora italiana), circa 5000 di insetti e 152 tra mammiferi, uccelli, anfibi e rettili. Nel solo <strong>Parco dell&#8217;Appia Antic<\/strong>a vivono 15 spe\u00adcie di mammiferi e di 51 di uccelli. La <strong>Riserva del Litorale Ro\u00admano<\/strong> ospita <em>folaghe<\/em>, <em>anatre<\/em>, <em>cormorani<\/em>, <em>aironi<\/em>, uccelli rari come il <em>gruccione<\/em>, l&#8217;<em>airone bianco maggiore<\/em>, il <em>falco della regina<\/em>, l&#8217;<em>a\u00adquila minore<\/em> e il <em>mignattaio<\/em>, la tartaruga <em>Testudo hernranni e <\/em>la te\u00adstuggine palustre <em>Ennys <\/em><em>orbiculnris.<\/em><\/p>\n<p>Tra i mammiferi, accanto a predatori come la <em>martora<\/em> e la <em>volpe<\/em>, compaiono lo <em>scoiattolo<\/em>, il <em>riccio<\/em>, il <em>tasso<\/em>, l&#8217;<em>istrice<\/em>, il <em>ca\u00adpriolo<\/em>, la <em>lepre italica<\/em> e il <em>pipistrello nano<\/em>. Tra gli uccelli spiccano l&#8217;<em>airone cenerino<\/em>, la <em>gallinella d&#8217;acqua<\/em>, l&#8217;<em>usignolo di fiume<\/em>, il<em> rondone<\/em>, il <em>picchio verde<\/em> e il <em>picchio rosso maggiore<\/em>. Nelle torri medievali e nelle zone archeologiche costruiscono i loro nidi il <em>gheppio<\/em>, il <em>falco pellegrino<\/em> e il <em>barbagianni<\/em>. Nelle zone coltivate\u00a0si vedono la <em>passera d&#8217;Italia<\/em>, il <em>piccione di citt\u00e0<\/em> e la<em> rondine<\/em>. Sulle aree verdi suburbane cacciano la <em>civetta<\/em>, l&#8217;<em>allocco<\/em>, il <em>nibbio<\/em> bruno e la <em>poiana<\/em>. Sulle rive del Tevere sostano il <em>martin pescatore,<\/em> il <em>cormorano<\/em>, il <em>gabbiano reale<\/em> e il <em>balestruccio<\/em>.<br \/>\nL&#8217;elenco degli anfibi include la <em>rana verde<\/em>, il <em>rospo comune<\/em>, il <em>tritone crestato<\/em> e il <em>rospo smeraldino<\/em>. Tra i rettili sono presenti il <em>biacco<\/em>, il <em>saettone<\/em>, la <em>natrice dal collare<\/em>, la <em>lucertola muraiola<\/em> e il <em>geco dal collare<\/em>. Nei corsi d&#8217;acqua vivono il <em>barbo<\/em>, il <em>cavedano<\/em>, la <em>rovella<\/em>, lo <em>spinarello<\/em> e il <em>gambero di fiume<\/em>. L&#8217;<strong>Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno<\/strong>, al largo di <strong>Ostia<\/strong>, <strong>Castel Por\u00adziano<\/strong> e <strong>Torvajanica<\/strong>, ospita praterie di <em>Posidonie, alcionari, gor\u00adgonie, cernie, murene, saraghi e l&#8217;aquila di mare, parente degli squali e delle mante<\/em>. In alcune stagioni si possono avvistare i <em>delfini<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/romanews.it_Blogger2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-618 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/romanews.it_Blogger2.png\" alt=\"romanews.it_Blogger\" width=\"350\" height=\"102\" \/><\/p>\n<p><\/a><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Gabbiani-Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1050 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Gabbiani-Roma.jpg\" alt=\"Natura verde a Roma, una realt\u00e0 sorprendente\" width=\"500\" height=\"332\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettendo insieme le ville storiche e i giardini minori, le aree agricole e gli alvei del Tevere e dell&#8216;Aniene, la Tenuta Presidenziale di Castel Porziano e i diciotto tra Parchi e Riserve naturali istituiti intorno alla citt\u00e0, la Capitale vanta oggi 88.000 ettari di verde protetto, pari al 67% della su\u00adperficie comunale. 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