{"id":13,"date":"2014-09-26T00:00:00","date_gmt":"2014-09-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/2014\/09\/26\/la-cucina-russa-tra-storia-letteratura-e-ricette\/"},"modified":"2017-10-09T03:59:18","modified_gmt":"2017-10-09T01:59:18","slug":"la-cucina-russa-tra-storia-letteratura-e-ricette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/la-cucina-russa-tra-storia-letteratura-e-ricette\/","title":{"rendered":"La cucina russa tra storia, letteratura e ricette"},"content":{"rendered":"<p>In quanti sanno che l&#8217;insalata russa in realt\u00e0 \u00e8 stata creata da uno chef francese e che il suo vero nome \u00e8 Insalata Olivi\u00e9r? O che fu Pietro il Grande a portare per la prima volta sulle tavole russe bistecche e filetti? Queste ed altre interessanti curiosit\u00e0 sull&#8217;arte culinaria russa sono state raccolte da Donatella Possamai nel volume \u201cLa cucina russa tra storia e letteratura\u201d pubblicato da Orme Editore (pp 192, \u20ac 17.50). Ancora oggi in Italia, sono note ai pi\u00f9 solo alcune famose pietanze russe come bliny, kvas, \u0161\u010di,insalata russa e caviale. Ma come spiega l&#8217;autrice nell&#8217;introduzione, \u201cla cucina russa, troppo spesso erroneamente ritenuta povera, si rivela ad un conoscitore attento come ricchissima per la quantit\u00e0 e la variet\u00e0 dei prodotti impiegati\u201d.<\/p>\n<p>Il volume della Possamai raccoglie circa un centinaio di ricette tra antipasti, minestre, secondi piatti e dolci che hanno da sempre caratterizzato il popolo russo e la sua cucina. Non si tratta per\u00f2 di un semplice e classico ricettario, la peculiarit\u00e0 del libro \u00e8 infatti il legame che l&#8217;autrice ricrea tra la cucina, la storia e la letteratura russa dando testimonianza di quanto la prima sia cambiata o meno nel corso degli anni e di quanto siano stati spesso eventi storici importanti ad averne influenzato i mutamenti.<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Possamai-Donatella.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-354\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Possamai-Donatella.jpg\" alt=\"Possamai-Donatella\" width=\"300\" height=\"202\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le ricette sono introdotte da un interessante e dettagliato excursus sulla storia gastronomica russa che ci permette di scoprire ad esempio che uno dei grandi vanti dell&#8217;antica Russia era la diversificata produzione di pane che, racconta l&#8217;autrice, &#8220;insieme al sale veniva offerto in segno di ospitalit\u00e0 e amicizia agli stranieri o ai visitatori, tanto che ancora oggi una persona ospitale viene definita chlebosol, che per l&#8217;appunto significa &#8216;panesale'&#8221;.\u00a0 Ad influenzare la cucina russa e il modo di mangiare del popolo russo furono spesso e volentieri importanti cambiamenti storici. Quando le citt\u00e0 russe, ad esempio, caddero sotto il dominio di Chinggis Khan nel 1237-40, i russi appresero dai tatari &#8220;come far fermentare il latte e ottenere il kefir, come conservare il cavolo in una soluzione salina e, sopratutto, l&#8217;uso del t\u00e8; sembra che persino il samovar, che potrebbe quasi essere considerato un emblema della Russia, trovi in realt\u00e0 le sue origini presso il popolo tataro&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza di alcuni cibi all&#8217;interno della vita del popolo russo \u00e8 testimoniata anche dai tantissimi proverbi a loro legati, come quello sul kvas \u201canche un kvas cattivo \u00e8 meglio di una buona acqua\u201d o i tantissimi detti legati alla ka\u0161a come \u201cDove c&#8217;\u00e8 la ka\u0161a l\u00e0 ci sono i nostri\u201d. Tante sono anche le citazioni letterarie di grandi autori della letteratura russa che, come Gogol&#8217; e Puskin, hanno dedicato pagine delle loro opere alla descrizione delle pietanze e della loro preparazione.Il pranzo russo nel XVII secolo era formato da quattro portate: antipasti, zuppe, secondi a base di carne o pesce e dolci. Ad accompagnare i pasti c&#8217;erano bevande a base di miele, vari tipi di birre e kvas e, naturalmente, la vodka. Come racconta Possamai, la cucina come luogo in cui venivano appunto preparate le specialit\u00e0 russe conobbe un&#8217;importante evoluzione al tempo di Pietro il Grande il quale fece introdurre l&#8217;uso dei fornelli a sostituzione della stufa che era invece apparsa nei secoli XVI- XVII.<\/p>\n<p>L&#8217;autore dell&#8217;Evgenij Onegin, ad esempio citava spesso la okro\u0161ka, \u201cla nonna delle zuppe fredde\u201d, nelle lettere inviate agli amici. Parlando poi di un vero simbolo della gastronomia russa, il caviale, l&#8217;autrice lo definisce \u201cil principe degli antipasti\u201d e spiega come da sempre i suoi maggiori estimatori siano stati gli italiani che lo importavano gi\u00e0 dal 1728. Il blin, altro emblema della cucina russa, invece \u201csimboleggia il sole e tutto quanto v&#8217;\u00e8 di tradizionalmente &#8216;buono&#8217; nella vita\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa cucina russa tra storia e letteratura\u201d \u00e8 un libro ricco e prezioso per chiunque voglia avvicinarsi alla cucina russa scoprendone gli antefatti e apprezzandone le pi\u00f9 importanti caratteristiche. Quello della Possamai \u00e8 senza dubbio un approccio nuovo ed interessante alla cucina e alle ricchezze della gastronomia russa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quanti sanno che l&#8217;insalata russa in realt\u00e0 \u00e8 stata creata da uno chef francese e che il suo vero nome \u00e8 Insalata Olivi\u00e9r? 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