{"id":207,"date":"2017-03-14T00:00:00","date_gmt":"2017-03-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/2017\/03\/14\/laceto-dei-quattro-ladri\/"},"modified":"2017-10-09T02:35:49","modified_gmt":"2017-10-09T00:35:49","slug":"laceto-dei-quattro-ladri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/laceto-dei-quattro-ladri\/","title":{"rendered":"L&#8217;Aceto dei quattro ladri"},"content":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]<\/p>\n<h1>L&#8217;Aceto dei quattro ladri<\/h1>\n<p>Presso gli antichi il termine &#8220;peste&#8221; stava a significare in generale una malattia estremamente contagiosa; non a caso, infatti, veniva definita dal popolo &#8220;flagello di Dio&#8221;, in quanto quasi sempre i suoi effetti erano devastanti. In tali circostanze ci si difendeva con tutti i mezzi a disposizione in quei tempi, soprattutto con il fuoco bruciando suppellettili ed abitazioni degli appestati, fermo restando il consiglio di <strong>Marsilio Ficino<\/strong>, celebre filosofo e medico fiorentino: &#8220;Fuggi la peste il pi\u00f9 lontano che puoi e torna il pi\u00f9 tardi possibile&#8221;.<br \/>\nTra i tanti rimedi proposti dai medici e consigliati dalla medicina popolare per preservarsi dal contagio nel XVIII secolo vi era &#8220;l&#8217;<strong>Aceto dei Quattro Ladri<\/strong>&#8220;, composto da un macerato di <strong>assenzio<\/strong>, <strong>rosmarino<\/strong>, <strong>salvia<\/strong>, <strong>menta<\/strong>, <strong>ruta<\/strong>, <strong>lavanda<\/strong>, <strong>aglio<\/strong>, <strong>cannella<\/strong> e<strong> canfora<\/strong> in aceto di vino, tutte sostanze, se ci fate caso, dotate di una pur modesta azione antisettica. Il nome di questo composto deriva dal fatto che quattro ladri condannati a morte per gli innumerevoli furti commessi a danno degli appestati durante l\u2019epidemia di Marsiglia del `700 ebbero salva la vita rivelando all&#8217; autorit\u00e0 medica la composizione di quel miracoloso prodotto che li preservava dal contagio con il quale frequentemente si lavavano le mani e si sciacquavano la bocca.<br \/>\nSi diffusero in seguito varie variazioni della composizione della soluzione:<br \/>\nPer esempio, rosmarino secco, ruta fresca, fiori essiccati di salvia e lavanda, aglio affettato, aceto di vino distillato, chiodi di garofano schiacciati ed infine canfora disciolta in spirito,.<br \/>\nMolto pi\u00f9 recentemente si \u00e8 imposta una formula dell&#8217;aceto dei quattro ladri che include le tradizionali salvia, rosmarino, lavanda, timo e aglio con l&#8217;aggiunta di menta, ruta, ed assenzio.<br \/>\nLa pi\u00f9 diffusa prevede l&#8217;uso di <strong>quattro erbe, appunto una per ogni ladro<\/strong>, anche se le ricette storicamente prevedevano una dodici o pi\u00f9 componenti.<br \/>\nIn Provenza, viene ancora rivenduto come rimedio per cura della dei capelli e della pelle, per la stanchezza, infezioni delle vie respiratorie, ed anche la rimozione delle loro lendini dei pidocchi.<\/p>\n<p>Leggendo oggi la composizione di questo &#8220;prodigioso&#8221; medicamento, citato tra I&#8217;altro in molti trattati di materia medica di quel tempo, ci viene da sorridere ma purtroppo dobbiamo ammettere che ancora oggi ancora abbiamo pochi strumenti a nostra disposizione per quanto riguarda i mezzi di prevenzione, salvo l&#8217;isolamento, cosa che i nostri avi avevano gi\u00e0 attuato istituendo i lazzaretti, le mascherine e&#8230; lavandosi spesso le mani come quotidianamente raccomandano i mass-media.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1] L&#8217;Aceto dei quattro ladri Presso gli antichi il termine &#8220;peste&#8221; stava a significare in generale una malattia estremamente contagiosa; non a caso, infatti, veniva definita dal popolo &#8220;flagello di Dio&#8221;, in quanto quasi sempre i suoi effetti erano devastanti. 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