{"id":220,"date":"2015-10-01T00:00:00","date_gmt":"2015-09-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/la-modernizzazione-dellagricoltura-e-lorigine-della-filiera-lunga\/"},"modified":"2017-10-09T04:14:45","modified_gmt":"2017-10-09T02:14:45","slug":"la-modernizzazione-dellagricoltura-e-lorigine-della-filiera-lunga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/la-modernizzazione-dellagricoltura-e-lorigine-della-filiera-lunga\/","title":{"rendered":"La modernizzazione dell\u2019agricoltura e l\u2019origine della \u201cfiliera lunga\u201d"},"content":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;]<\/p>\n<p>Fino al <strong>XX secolo<\/strong>, per gli abitanti dei centri urbani i beni pi\u00f9 facilmente reperibili\u00a0erano quelli prodotti localmente (Schonhart, 2008) da artigiani e agricoltori, che di solito\u00a0operavano in attivit\u00e0 a carattere familiare. Erano quindi i <strong>contadini<\/strong> a raggiungere le citt\u00e0\u00a0per offrire le proprie merci in un mondo dove il rapporto tra consumatore e produttore era\u00a0alla base di qualsiasi tipo di commercio.<br \/>\nMa tra l\u2019<strong>Ottocento<\/strong> e il \u2018<strong>Novecento<\/strong> l\u2019intero assetto sociale, economico e culturale ha\u00a0subito radicali trasformazioni. A partire da quegli anni il modello agroalimentare pu\u00f2\u00a0essere analizzato in tre fasi (Brunori et al., 2013).<br \/>\nLa prima \u00e8 caratterizzata dalla\u00a0modernizzazione dei processi agricoli, che si \u00e8 intensificato dopo la <strong>seconda guerra\u00a0mondiale<\/strong>. La seconda fase si distingue per una maggiore attenzione verso la <strong>qualit\u00e0 degli\u00a0alimenti<\/strong>, divenuto con il tempo uno strumento di marketing. La terza fase intende\u00a0rispondere alle crisi economiche e alimentari degli ultimi anni, in un\u2019ottica di <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong>\u00a0e di <strong>integrazione multidimensionale<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/agricoltura-meccanizzazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-843\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/agricoltura-meccanizzazione.jpg\" alt=\"La modernizzazione dell\u2019agricoltura e l\u2019origine della \u201cfiliera lunga\u201d\" width=\"650\" height=\"393\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>La Rivoluzione Verde<\/em><em>: nascita e crisi della modernizzazione in agricoltura<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019Ottocento la crescita della popolazione sembrava un fenomeno inarrestabile, in\u00a0grado di minare la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0 stessa. La questione \u00e8 stata affrontata prima\u00a0con la tesi di Malthus (1798), secondo cui la crescita della popolazione avrebbe costretto\u00a0l\u2019umanit\u00e0 a uno stato di indigenza; poi con quella di Helrich (1968), che ipotizzava gravi\u00a0crisi alimentari tra gli anni Sessanta e Settanta; infine con quella di Meadows (et al., 1972)\u00a0che sostenevano l\u2019impossibilit\u00e0 di una crescita positiva illimitata e invocavano piuttosto la\u00a0necessit\u00e0 di un modello di produzione e consumo stabili.<br \/>\nQueste tesi sono state smentite nel corso degli anni poich\u00e9 non hanno tenuto conto\u00a0dell\u2019innovazione e del progresso tecnologico che, in occidente, ha portato alla\u00a0modernizzazione in agricoltura dando vita alla cosiddetta <em>Rivoluzione Verde<\/em>. Tale\u00a0processo \u00e8 caratterizzato da tre importanti cambiamenti (Grigg, 1992):\u00a010<\/p>\n<p>1) L\u2019utilizzo delle macchine agricole in sostituzione del lavoro, umano e animale,\u00a0per ridurre i costi di produzione dei prodotti agricoli. Se prima l\u2019agricoltura era dominata\u00a0da un sistema relativamente stabile grazie alla forza dell\u2019uomo, degli animali domestici e\u00a0degli animali selvatici (soprattutto impollinatori), con l\u2019introduzione delle macchine\u00a0agricole viene inserita una nuova energia capace di essere aumentata a piacere con l\u2019uso\u00a0dei combustibili fossili. Le macchine rappresentano una tecnologia importata in grado di\u00a0ridurre sensibilmente il tempo di raccolta delle derrate e il costo del lavoro, anche se\u00a0richiede ingenti investimenti per l\u2019acquisto e la manutenzione.<\/p>\n<p>2) L\u2019introduzione di sostanze chimiche in agricoltura (fertilizzanti, pesticidi e\u00a0diserbanti), necessarie da un lato per eliminare i parassiti che rischiavano di deteriorare le\u00a0coltivazioni causando inaspettate perdite di raccolto; dall\u2019altro per bilanciare l\u2019imponente\u00a0sfruttamento del suolo dato dalla monocoltura, che aveva bisogno di un continuo\u00a0nutrimento, non avendo il tempo adatto per rigenerarsi.<\/p>\n<p>3) La diffusione di sementi <em>ibride<\/em>, chiamate anche \u201c<em>variet\u00e0 ad alta resa<\/em>\u201d, in grado di\u00a0garantire una produzione maggiore di quella parte edibile e commercializzabile della\u00a0pianta, e un migliore adattamento all\u2019uso delle macchine. Alcune di queste sementi, ancora\u00a0in commercio, hanno la caratteristica di essere sterili, vanno pertanto acquistate\u00a0annualmente da chi ne detiene il brevetto.<br \/>\n<span style=\"color: #999999;\"><em>Negli Stati Uniti le multinazionali Monsanto, DuPont, Novartis e Stoneville controllano, ogni anno, il 65% delle sementi per la produzione di mais e l&#8217;84% di quelle per la produzione del cotone.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato di un processo di modernizzazione rivolto ad aumentare la produttivit\u00e0\u00a0agricola e ridurre la scarsit\u00e0 alimentare sulla base dei processi di specializzazione e\u00a0intensificazione.\u00a0Il grande merito e scopo dell\u2019operazione \u00e8 stato quello di ridurre la fame e la\u00a0sottonutrizione\u00a0di ampi strati della popolazione mondiale, tramite miglioramenti nelle rese\u00a0delle coltivazioni.<br \/>\n<span style=\"color: #999999;\"><em>In realt\u00e0 gli obiettivi della modernizzazione agricola non erano solo umanitari, come dimostra la stessa origine\u00a0<\/em><\/span><span style=\"color: #999999;\"><em>dell\u2019espressione \u201cRivoluzione Verde\u201d. Il termine fu utilizzato per la prima volta da William Gaud dell\u2019Agenzia\u00a0<\/em><\/span><span style=\"color: #999999;\"><em>degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale in un discorso alla Societ\u00e0 per lo Sviluppo Internazionale. Nel\u00a0<\/em><\/span><span style=\"color: #999999;\"><em>discorso, Gaud present\u00f2 la Rivoluzione Verde come un\u2019iniziativa mirata a evitare che l\u2019eredit\u00e0 di miseria e\u00a0<\/em><\/span><span style=\"color: #999999;\"><em>tensione sociale del colonialismo spingesse i paesi del sud del mondo ad abbracciare la \u201crivoluzione rossa\u201d comunista.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;romanews.ir_336x280&#8243;]<\/p>\n<p>Questo processo \u00e8 stato caratterizzato da un\u2019intensa crescita economica,\u00a0i cui modelli di distribuzione e consumo hanno influito fortemente non solo sulle tecniche\u00a0di produzione, ma anche sulle abitudini della popolazione mondiale (Schmidhuber e\u00a0Shetty, 2009).<br \/>\nA partire dagli anni Sessanta si \u00e8 registrato un aumento della produttivit\u00e0 agricola\u00a0costante nelle coltivazioni interessate dall\u2019innovazione: riso, mais e grano (figura 1.1).<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/agricoltura1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-839 size-full\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/agricoltura1.jpg\" alt=\"La modernizzazione dell\u2019agricoltura e l\u2019origine della \u201cfiliera lunga\u201d\" width=\"577\" height=\"309\" \/><\/a><\/p>\n<p>I principi della <em>Rivoluzione Verde <\/em>sono stati estesi anche all\u2019attivit\u00e0 di allevamento e\u00a0hanno portato, nel corso del tempo, un cambiamento radicale dei principi che fino a quel\u00a0momento caratterizzavano l\u2019attivit\u00e0 agricola. Cambiarono anche i paesaggi rurali in virt\u00f9\u00a0dell\u2019uso delle monocolture praticate su vaste estensioni a scapito dell\u2019agricoltura\u00a0diversificata dei piccoli contadini, che non avevano mezzi e risorse per partecipare al\u00a0processo di trasformazione.<br \/>\nIn seguito, si \u00e8 fatta luce sulle conseguenze dei principi della <em>Rivoluzione Verde<\/em>, in\u00a0particolare \u00e8 emersa la preoccupazione per gli ingenti costi economici, ambientali e sociali,\u00a0riassunti nel termine \u201cesternalit\u00e0 negativa\u201d.<br \/>\n<span style=\"color: #999999;\"><em>Un\u2019esternalit\u00e0 negativa si ha quando l\u2019attivit\u00e0 di produzione o consumo di un soggetto influenza negativamente\u00a0<\/em><\/span><span style=\"color: #999999;\"><em>il benessere di un altro soggetto, senza che questo riceva una compensazione economica o di altro genere. Fonte:\u00a0<\/em><\/span><span style=\"color: #999999;\"><em>Tirelli M., Politca economica e fallimenti del mercato, Torino, Giappichelli, 2009.<br \/>\n<\/em><\/span>Dal punto di vista sociale, il sistema agroalimentare modernizzato \u00e8 ad alta intensit\u00e0\u00a0di capitale e fu impiantato in un mondo dove l\u2019agricoltura era ancora di sussistenza e\u00a0dominata gi\u00e0 di per s\u00e9 da una drammatica sovrabbondanza di lavoro. Le prime\u00a0conseguenze dell\u2019introduzione delle macchine agricole furono fenomeni quali\u00a0disoccupazione di massa, fuga dalle campagne e urbanizzazione forzata. La velocit\u00e0 con\u00a0cui si sono diffusi questi fattori fu tale da non consentire un graduale assorbimento dei\u00a0nuovi arrivati, producendo gravi tensioni sociali (Venturini, 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;link_adattabile&#8221;]<\/p>\n<p>Gli effetti demografici si possono analizzare a partire dagli USA, dove prima di altrove si \u00e8 manifestata la<br \/>\nmodernizzazione.<br \/>\nInfatti, tra il 1900 e il 1985, la popolazione americana \u00e8 passata 30 a 5\u00a0milioni di residenti e gli occupati in agricoltura da 14 a 3,5 milioni (Molnar, 1986).<br \/>\nIn\u00a0Italia le cose hanno seguito un andamento simile: nel 1950 il numero di occupati in\u00a0agricoltura era di oltre 8,5 milioni (44%); nel 1970 tale numero \u00e8 sceso a 3 milioni (15%),\u00a0nel 2009 a sole 874 mila unit\u00e0 con un\u2019incidenza del 3,7% (Istat, 2011).\u00a0Altro aspetto rilevante sul tessuto sociale sono le conseguenze nelle abitudini di\u00a0consumo: il modello agroalimentare \u201cverde\u201d ha influito sulle abitudini della popolazione\u00a0mondiale con un fenomeno denominato transizione alimentare (o nutrizionale).<br \/>\nPer\u00a0transizione alimentare s\u2019intende un mutamento nei livelli di assunzione media pro capite\u00a0di calorie e soprattutto nella composizione della dieta.<\/p>\n<p>Articolo tratto dalla tesi di laurea del Dr. Giacomo Crisci:<br \/>\n&#8220;Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso<br \/>\ndei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Universit\u00e0 ROMA TRE &#8211; Facolt\u00e0 di Economia &#8220;Federico Caff\u00e8&#8221; &#8211; Anno accademico 2012\/2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1] [wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;] Fino al XX secolo, per gli abitanti dei centri urbani i beni pi\u00f9 facilmente reperibili\u00a0erano quelli prodotti localmente (Schonhart, 2008) da artigiani e agricoltori, che di solito\u00a0operavano in attivit\u00e0 a carattere familiare. 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