{"id":223,"date":"2015-10-08T00:00:00","date_gmt":"2015-10-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/la-filiera-corta-vantaggi-e-svantaggi-della-modernizzazione-in-agricoltura\/"},"modified":"2017-10-09T04:06:23","modified_gmt":"2017-10-09T02:06:23","slug":"la-filiera-corta-vantaggi-e-svantaggi-della-modernizzazione-in-agricoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/la-filiera-corta-vantaggi-e-svantaggi-della-modernizzazione-in-agricoltura\/","title":{"rendered":"La filiera corta &#8211; Vantaggi e svantaggi della modernizzazione in agricoltura"},"content":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/trattore_S.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-932\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/trattore_S.jpg\" alt=\"La filiera corta - Vantaggi e svantaggi della modernizzazione in agricoltura\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a>Gi\u00e0 dagli anni 80, nei paesi in via di sviluppo, ma anche in quelli industrializzati, l&#8217;inattesa e vasta disponibilit\u00e0 di <strong>cibo standardizzato<\/strong>, importato e spesso gi\u00e0 trasformato ha portato le famiglie a repentini cambiamenti di <strong>abitudini alimentari<\/strong> e <strong>stili di vita<\/strong> (Schmidhuber e\u00a0Shetty, 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;]<\/p>\n<p>La modernizzazione ha permesso l\u2019ampia disponibilit\u00e0 di <strong>cibo pronto<\/strong> e a\u00a0<strong>basso prezzo<\/strong>. Questo \u00e8 apparentemente un vantaggio per i <strong>consumatori<\/strong> che possono\u00a0risparmiare tempo e fatica delegando la <strong>coltivazione<\/strong> e la preparazione del <strong>cibo<\/strong> alle grandi\u00a0azienda, ma ci\u00f2 comporta anche alcuni rischi, soprattutto con riguardo alla <strong>qualit\u00e0<\/strong> della\u00a0<strong>dieta<\/strong>. In quegli anni, la diffusione dei <strong>supermercati<\/strong> e dei <strong>prodotti confezionati<\/strong>, infatti, ha\u00a0permesso la sostituzione di buona parte delle calorie di origine <strong>vegetale<\/strong> con calorie di\u00a0origine <strong>animale<\/strong> (Smil, 2000).<\/p>\n<blockquote><p>Vedi <a href=\"http:\/\/www.agriregionieuropa.univpm.it\/dettart.php?id_articolo=524\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.agriregionieuropa.univpm.it\/dettart.php?id_articolo=524<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa circostanza \u00e8 eloquente nell\u2019esperienza di alcune\u00a0popolazioni delle isole del <strong>Pacifico<\/strong> (<strong>Naru<\/strong>, <strong>Cook<\/strong>, <strong>Tonga<\/strong>), in cui lo spostamento dalle <strong>diete\u00a0tradizionali<\/strong> verso quelle a base di <strong>cibo trasformato<\/strong> ha indotto gravi conseguenze in termini\u00a0di <strong>obesit\u00e0<\/strong>, comportando l\u2019abbandono di pratiche <strong>agricole tradizionali<\/strong> e conoscenze locali\u00a0legati alla <strong>coltivazione<\/strong> e alla preparazione del cibo (Kirk et al., 2008). In alcuni di questi\u00a0paesi la percentuale di persone in <strong>sovrappeso<\/strong> raggiunge il 92%; mentre quella di <strong>obesi<\/strong>\u00a0oltrepassa l\u201980% (British Heart Foundation, 2006).<\/p>\n<blockquote><p>British Heart Foundation Health Promotion Research Group<\/p><\/blockquote>\n<p>Il processo di <strong>modernizzazione<\/strong> ha dunque avuto dei risultati positivi riducendo la\u00a0quota di popolazione sotto nutrita, ma ha anche complicato il problema della <strong>malnutrizione<\/strong>\u00a0nel contesto della <strong>salute globale<\/strong>. Oggi il numero di sottonutriti si aggira intorno a 870\u00a0milioni di persone, (14,9% nei PVS), ma le malattie collegate al sovrappeso e all\u2019obesit\u00e0\u00a0sono in costante aumento. La Fao ha evidenziato che questa preoccupazione colpisce oggi\u00a0il 20% della popolazione mondiale, vale a dire circa 1.400 milioni di persone tra cui 500\u00a0milioni sono obese (WHO, 2012).<\/p>\n<blockquote><p>Obesity e overweight. Fact sheet No. 311. Geneva, Switzerlandon Agriculture document COAG\/2010\/6. 2008.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si \u00e8 cos\u00ec giunti a una paradossale convivenza di <strong>sotto\u00a0nutrizione<\/strong> e <strong>obesit\u00e0<\/strong> in diverse regioni del mondo, come si pu\u00f2 vedere dalla figura 1.2.\u00a0Dal punto di vista ambientale la modernizzazione ha comportato due importanti\u00a0conseguenze. La prima \u00e8 riferita al fatto che la selezione di poche <strong>variet\u00e0 ibride<\/strong> per ogni\u00a0pianta ha comportato la scomparsa di un altissimo numero di altre <strong>variet\u00e0 autoctone<\/strong> e\u00a0metodi di <strong>coltivazione tradizionali<\/strong>. Si stima che per alcuni raccolti, la perdita di\u00a0<strong>biodiversit\u00e0<\/strong> sia stata anche del 90%. In India, per esempio, le variet\u00e0 di <strong>riso<\/strong>, una delle\u00a0specie maggiormente coinvolte nel cambiamento, sono passate da 100.000 a 10, e lo stesso\u00a0\u00e8 accaduto per gli allevamenti.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TESI_DIAPO_PG13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-923 size-full\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TESI_DIAPO_PG13.jpg\" alt=\"La filiera corta - Vantaggi e svantaggi della modernizzazione in agricoltura\" width=\"599\" height=\"344\" \/><\/a><\/p>\n<p>Vandana Shiva (2001) ha reso noto che le <strong>razze di maiale<\/strong> commercializzate in tutto\u00a0il mondo sono oggi ridotte al solo numero di quattro, quando fino a poco tempo fa\u00a0solamente in Cina erano oltre 40. La perdita di biodiversit\u00e0 si traduce spesso anche in una\u00a0perdita di <strong>fattori nutritivi<\/strong> inducendo gli individui che li consumano a un\u2019alimentazione\u00a0povera, come risultato del passaggio da diete varie, con molte fonti nutritive a diete basate\u00a0su uno o pochi <strong>cereali<\/strong>.<br \/>\nLa modernizzazione dell\u2019agricoltura, inoltre, basandosi sull\u2019utilizzo di <strong>componenti\u00a0chimici<\/strong>, ha impedito lo sviluppo adeguato dei <strong>microrganismi<\/strong> benefici del suolo e di altri\u00a0organismi. Tale processo comporta la perdita totale di <strong>fertilit\u00e0<\/strong> del <strong>suolo<\/strong> e la sua capacit\u00e0 di\u00a0rigenerarsi (Venturini, 2007).<br \/>\nLa seconda difficolt\u00e0 ambientale si riferisce al consistente utilizzo di <strong>sostanze\u00a0chimiche<\/strong> in <strong>agricoltura<\/strong>, che provoca l\u2019<strong>inquinamento<\/strong> dei suoli e delle falde acquifere,\u00a0causando problemi sanitari tanto agli agricoltori quanto ai <strong>consumatori<\/strong> entrati in contatto\u00a0con prodotti a elevata tossicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;romanews.ir_336x280&#8243;]<\/p>\n<p>Uno degli scandali che ha reso nota la pericolosit\u00e0 della\u00a0produzione di componenti chimici in agricoltura (<strong>fitofarmaci<\/strong>) fu la tragedia avvenuta la\u00a0notte del 3 dicembre 1984 a <strong>Bophal<\/strong> in India. In seguito a una serie di incidenti tecnici\u00a0avvenuti in una fabbrica di pesticidi, si sprigion\u00f2 una nube di fumi tossici che provoc\u00f2 la\u00a0morte di quasi 4.000 persone e l\u2019avvelenamento di altre migliaia. Da allora non \u00e8 cambiato\u00a0molto: in Italia l\u2019<strong>ISPRA<\/strong> (2013) ha pubblicato un rapporto sulla presenza di <strong>pesticidi<\/strong> nelle\u00a0acque italiane comunicando che tra il 2009 e il 2010 oltre la met\u00e0 delle acque superficiali,\u00a0e quasi un terzo di quelle sotterranee, erano contaminate da <strong>pesticidi<\/strong> e <strong>fertilizzanti<\/strong>, spesso\u00a0al di sopra dei limiti di legge compromettendone la <strong>potabilit\u00e0<\/strong>.<br \/>\nDal punto di vista <strong>economico<\/strong> la questione \u00e8 pi\u00f9 complicata. L\u2019improvviso aumento\u00a0delle rese agricole manifest\u00f2 la difficolt\u00e0 di assorbimento da parte del sistema e il\u00a0conseguente <strong>crollo dei prezzi<\/strong> nei <strong>mercati internazionali<\/strong>. Risult\u00f2 cos\u00ec pressoch\u00e9 impossibile\u00a0rientrare dagli ingenti investimenti iniziali senza aiuti di stato o ulteriori indebitamenti. Ci\u00f2\u00a0indusse un\u2019ulteriore spinta all\u2019<strong>acquisto di terra<\/strong> da parte delle grandi aziende agricole e\u00a0l\u2019abbandono da parte delle piccole imprese familiari, dando luogo alle pressioni sociali di\u00a0cui sopra.\u00a0Alla <strong>caduta del prezzo<\/strong> si aggiunse anche il problema della dipendenza da numerosi\u00a0input quali <strong>tecnologia<\/strong>, <strong>fertilizzanti<\/strong>, <strong>sementi geneticamente modificate<\/strong> e <strong>combustibili\u00a0fossili<\/strong>. Progressivamente l\u2018agricoltura si bas\u00f2 sui prodotti petroliferi, dipendendo quindi\u00a0dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio. Con l\u2019introduzione di fattori di produzione\u00a0esterni, che presuppongono il loro impiego secondo la logica del sistema che li ha creati, si\u00a0\u00e8 determinata una standardizzazione dei processi produttivi sempre pi\u00f9 sganciati dai\u00a0contesti locali e sempre pi\u00f9 dipendenti dalle prescrizioni esterne.<br \/>\nIn tal modo \u00e8 stato circoscritto il lavoro degli agricoltori al ruolo di efficienti\u00a0produttori agricoli, ed \u00e8 stato delegato ad altri soggetti il compito di distribuirli. Si \u00e8 cos\u00ec\u00a0via via affermata la figura di una sorta di <strong>agricoltore \u201cvirtuale\u201d<\/strong> (Van der Ploeg, 2003),\u00a0capace di eseguire correttamente un complesso di operazioni prescritte dall\u2019esterno e\u00a0trasmesse attraverso un apparato di divulgazione e assistenza tecnica. \u00c8 opinione condivisa\u00a0che questo sistema abbia sottratto potere decisionale alle <strong>aziende agricole<\/strong>, piccole in\u00a0particolare (Brunori et al., 2008), e abbia accentrato il potere (e i profitti) nelle mani dei\u00a0soggetti al centro della filiera: gli<strong> intermediari<\/strong>. La progressiva perdita di potere decisionale\u00a0degli <strong>agricoltori<\/strong> ha favorito i soggetti che dominano il mercato a monte e a valle,\u00a0rispettivamente dal lato degli input e della distribuzione.\u00a0L\u2019aumento dei costi degli input \u00e8 stato un importante motivo di sofferenza da parte\u00a0degli <strong>agricoltori<\/strong> ma anche il nuovo meccanismo di <strong>distribuzione<\/strong>, necessario a gestire le\u00a0ingenti derrate prodotte con metodi intensivi, ha contribuito alla compressione dei ricavi. I\u00a0soggetti (grossisti, intermediari e soprattutto industrie alimentari) che hanno un maggior\u00a0controllo dell\u2019offerta (anche grazie alla <strong>pubblicit\u00e0<\/strong>) essendo meglio integrate nei canali di\u00a0<strong>commercializzazione<\/strong>, possono esercitare una pressione significativa sulle <strong>aziende agricole<\/strong>\u00a0per comprimere il prezzo.\u00a0Se si considera l\u2019aumento del costo degli input e la pressione esercitata dai soggetti\u00a0intermedi alla filiera, per i produttori si verifica una pressione economica insostenibile &#8211;\u00a0definita \u201c<em><strong>squeeze on agriculture<\/strong>\u201d <\/em>&#8211; determinata da una costante riduzione del rapporto tra\u00a0ricavi e costi di produzione (Van der Ploeg, 2003) (figura 1.3).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TESI_DIAPO_PG14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-926 size-full\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TESI_DIAPO_PG14.jpg\" alt=\"La filiera corta - Vantaggi e svantaggi della modernizzazione in agricoltura\" width=\"509\" height=\"276\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per Van der Ploeg (et al.,\u00a02000) lo <strong><em>squeeze <\/em><\/strong>si \u00e8 intensificato a partire dagli anni Ottanta ed \u00e8 necessario un nuovo\u00a0paradigma di <strong>sviluppo rurale<\/strong> per allentare questa strettoia.<br \/>\nSecondo l&#8217;osservazione di Van der Ploeg il paradigma della <strong><em>modernizzazione\u00a0<\/em><em>agricola<\/em><\/strong>, che ha ispirato le politiche agricole mondiali degli ultimi anni<em>, <\/em>non si \u00e8 rivelato molto\u00a0\u2018razionale\u2019. I motivi principali sono il fatto che riducendo sensibilmente l\u2019occupazione e la\u00a0ricchezza sociale, la qualit\u00e0 dei prodotti diminuisce e l\u2019ambiente non \u00e8 in grado di\u00a0sostenere un simile cambiamento. Ecco perch\u00e9 alcuni identificano questo modello non pi\u00f9\u00a0come il progresso, ma come il <strong>degrado dell\u2019agricoltura.<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>PLOEG VAN DER JAN DOUWE, Oltre la modernizzazione. Processi di sviluppo rurale in Europa. Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2006, p51.<\/p><\/blockquote>\n<p>In virt\u00f9 delle ingenti derrate prodotte dalle grandi aziende, si \u00e8 predisposto, infatti,\u00a0un sistema detto di \u201c<strong>filiera lunga<\/strong>\u201d, basato sul ruolo di numerosi intermediari con il\u00a0compito di distribuire le derrate a livello sempre pi\u00f9 locale. Le produzioni vengono\u00a0acquistate in grande quantit\u00e0 dai <strong>grossisti<\/strong> alla produzione che a loro volta li distribuiscono\u00a0ad altri numerosi <strong>intermediari<\/strong>, integrati col territorio o con i mercati internazionali.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-927 size-full\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TESI_DIAPO_PG15.jpg\" alt=\"La filiera corta - Vantaggi e svantaggi della modernizzazione in agricoltura\" width=\"629\" height=\"370\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle estremit\u00e0 della clessidra si trovano i milioni di <strong>produttori<\/strong> e <strong>consumatori<\/strong>, mentre\u00a0al centro si riscontra un esiguo numero di <strong>intermediari<\/strong> e <strong>acquirenti aziendali<\/strong>. Secondo\u00a0Grievink, il potere \u00e8 concentrato nel collo di bottiglia, dove 110 intermediari hanno il\u00a0controllo delle derrate offerte da oltre 3 milioni di produttori .<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TESI_DIAPO_PG16.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-929 size-full\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TESI_DIAPO_PG16.jpg\" alt=\"La filiera corta - Vantaggi e svantaggi della modernizzazione in agricoltura\" width=\"459\" height=\"318\" \/><\/a>Analizzando la remunerazione delle <strong>aziende agricole<\/strong>, la polverizzazione dell\u2019offerta\u00a0(in presenza di alti volumi di produzione) e la presenza di pochi compratori, (quali sono le\u00a0<strong>industrie alimentari<\/strong>), \u00e8 possibile osservare che esse portano all\u2019affermarsi di un regime di\u00a0<strong>oligopsonio<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Nel caso della pasta, per esempio, l\u2019AGCM ha accertato che le principali aziende produttrici, per difendersi\u00a0dagli aumenti del prezzo della semola e della farina del 2007, concordavano incrementi minimi dei prezzi di\u00a0listino, riuscendo cos\u00ec a trasferire una parte dei costi maggiore di quella che avrebbero potuto trasferire senza\u00a0restringere la concorrenza. Quest\u2019operazione \u00e8 stata denominata \u201ccartello della pasta\u201d ed \u00e8 stata sanzionata per\u00a012 milioni di euro.<\/p><\/blockquote>\n<p>in cui la domanda \u00e8 concentrata in un ristretto numero di operatori mentre\u00a0l\u2019offerta \u00e8 frammentata in un numero indefinito di operatori. A tale proposito Pantini\u00a0(2008) sostiene che queste sono logiche di mercato tipiche delle <strong><em>commodity<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;link_adattabile&#8221;]<\/p>\n<p>Dall\u2019indagine conoscitiva condotta dall\u2019<strong>AGCM<\/strong> (Tabella 1.1) \u00e8 emerso che, per il\u00a0settore dell\u2019<strong>ortofrutta<\/strong> in Italia, la catena distributiva comporta in media pi\u00f9 di 2,5\u00a0<strong>intermediazioni<\/strong> tra <strong>produzione<\/strong> e <strong>consumo finale<\/strong>. In Italia solo il 9% delle <strong>filiere<\/strong> si\u00a0caratterizza per una catena \u201c<strong>corta<\/strong>\u201d, il 44% da pi\u00f9 di 2 passaggi, mentre il 15% registra la\u00a0presenza di 4 o 5 intermediari. Secondo Berger (2005) in alcuni casi si arriva anche a 7-8\u00a0passaggi. Di conseguenza i prezzi finali oltrepassano del <strong>294%<\/strong> i prezzi alla <strong>produzione<\/strong>,\u00a0generando un <strong>ricarico medio<\/strong> che pu\u00f2 superare l\u201980% del <strong>prezzo finale<\/strong>.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 del caso italiano non risiedono solo nella presenza di troppe fasi di\u00a0intermediazione, ma anche nell\u2019inefficiente <strong>sistema infrastrutturale<\/strong>, che comporta\u00a0l\u2019aumento dei costi sostenuti per l\u2019acquisizione di <strong>prodotti<\/strong> e <strong>servizi<\/strong> offerti da imprese\u00a0<strong>esterne<\/strong> alla <strong>filiera agroalimentare<\/strong>: <strong>trasporto<\/strong>, <strong>logistica<\/strong>, <strong>energia<\/strong>, <strong>acqua<\/strong>.<\/p>\n<p>Articolo tratto dalla tesi di laurea del Dr. Giacomo Crisci:<br \/>\n&#8220;<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wiki\/filiera-corta-prezzo-giusto-e-sviluppo-sostenibile-il-caso-dei-gruppi-di-acquisto-solidale-a-roma\/\">Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wiki\/filiera-corta-prezzo-giusto-e-sviluppo-sostenibile-il-caso-dei-gruppi-di-acquisto-solidale-a-roma\/\"> dei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma<\/a>&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Universit\u00e0 ROMA TRE &#8211; Facolt\u00e0 di Economia &#8220;Federico Caff\u00e8&#8221; &#8211; Anno accademico 2012\/2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]Gi\u00e0 dagli anni 80, nei paesi in via di sviluppo, ma anche in quelli industrializzati, l&#8217;inattesa e vasta disponibilit\u00e0 di cibo standardizzato, importato e spesso gi\u00e0 trasformato ha portato le famiglie a repentini cambiamenti di abitudini alimentari e stili di vita (Schmidhuber e\u00a0Shetty, 2009). [wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;] La modernizzazione ha permesso l\u2019ampia disponibilit\u00e0 di cibo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":224,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[],"class_list":["post-223","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia-solidale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":378,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223\/revisions\/378"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}