{"id":229,"date":"2015-11-12T00:00:00","date_gmt":"2015-11-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/qualita-in-agricoltura-dagli-anni-70-la-rivoluzione-verde\/"},"modified":"2017-10-09T04:17:48","modified_gmt":"2017-10-09T02:17:48","slug":"qualita-in-agricoltura-dagli-anni-70-la-rivoluzione-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/qualita-in-agricoltura-dagli-anni-70-la-rivoluzione-verde\/","title":{"rendered":"Qualit\u00e0 in agricoltura: dagli anni 70 la rivoluzione verde"},"content":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;]<\/p>\n<p><em>La svolta della qualit\u00e0<br \/>\n<\/em>A partire dagli anni Settanta, gli effetti della <strong><em>Rivoluzione Verde <\/em><\/strong>sono stati sempre pi\u00f9\u00a0chiari. Ci\u00f2 ha comportato diversi cambiamenti nel panorama agroalimentare. Le crisi\u00a0petrolifere e una serie di scandali di <strong>alterazioni alimentari<\/strong>, dovuti alla scarsa trasparenza\u00a0della filiera (Pansa, 1972), hanno modificato i modelli di consumo che si sono sviluppati\u00a0nella direzione del \u201c<em>quality turn<\/em>\u201d (Goodman, 2003; Goodman e Dupuis, 2002).<br \/>\nA partire\u00a0da quegli anni si \u00e8 affermata sempre pi\u00f9 la critica nei confronti del paradigma della\u00a0<strong>modernizzazione<\/strong> (Van der Ploeg, 2006; 2008) dando luogo alla nascita di diversi\u00a0<strong>movimenti ambientalisti<\/strong>\/<strong>biologici<\/strong> in tutto il mondo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/spighe_Rivoluzione_verde_J.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1031 size-full\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/spighe_Rivoluzione_verde_J.jpg\" alt=\"Qualit\u00e0 in agricoltura: dagli anni 70 la rivoluzione verde\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/a><br \/>\nTali movimenti contrappongono alla\u00a0produzione intensiva quella <em><strong>biologica<\/strong>, <\/em>con l\u2019intento di attutire gli effetti delle ricadute\u00a0negative sull\u2019<strong>ambiente<\/strong>, sulla societ\u00e0 e sulla qualit\u00e0 degli alimenti.\u00a0Sono nati movimenti di <strong>produttori<\/strong> e <strong>consumatori<\/strong> che, in maniera distinta dal modello\u00a0standardizzato, hanno creato una rete di distribuzione di prodotti <strong>biologici<\/strong> tramite botteghe\u00a0specializzate di piccole e piccolissime dimensioni (Brunori et al., 1988; Miele, 2001). In\u00a0breve tempo il movimento biologico, ha sviluppato reti nazionali e internazionali che\u00a0hanno trovato spazio anche nel mondo politico con la nascita dei \u201c<strong>partiti verdi<\/strong>\u201d<\/p>\n<blockquote><p><strong>Partito verde<\/strong> (o partito <strong>ecologista<\/strong>) \u00e8 un partito politico organizzato sulla base dei principi che includono la\u00a0<strong>giustizia sociale<\/strong>, il ricorso di base della <strong>democrazia<\/strong>, la <strong>non violenza<\/strong>, e il supporto per le cause dell&#8217;<strong>ambiente<\/strong>. I\u00a0partiti verdi sostengono che l&#8217;esercizio di questi principi siano la guida per la salute del mondo.\u00a0(<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Partito_verde\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Partito_verde<\/a>)<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli anni Ottanta si caratterizzano per il crescente aumento dell\u2019attenzione verso i\u00a0temi ambientali anche grazie al lavoro di <strong>Vandana Shiva<\/strong>. Nel 1980, la studiosa indiana ha\u00a0pubblicato il libro <strong><em>Rivoluzione del filo di paglia <\/em><\/strong>che mette in discussione l\u2019operato delle\u00a0maggiori istituzioni regolatrici a livello internazionale come l\u2019<strong>Organizzazione Mondiale\u00a0per il Commercio<\/strong> (<strong>WTO<\/strong>), la <strong>Banca Mondiale<\/strong>, o il <strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong> (<strong>FMI<\/strong>)\u00a0e le imprese transnazionali della <strong>chimica<\/strong> e dell\u2019<strong>alimentazione<\/strong>.<br \/>\nHa, inoltre, proposto un\u00a0paradigma e una realt\u00e0 alternativi a quelli dominanti. Di recente la <strong>Shiva<\/strong> ha reso esplicito\u00a0il legame tra monocoltura e potere di mercato: \u201c<em>le <strong>monoculture<\/strong> si diffondono non perch\u00e9\u00a0<\/em><em>permettono di produrre di pi\u00f9, ma perch\u00e9 permettono di controllare meglio. L\u2019espansione\u00a0<\/em><em>delle <strong>monoculture<\/strong> dipende dalla politica e dal potere pi\u00f9 che dai sistemi biologici della\u00a0<\/em><em>produzione<\/em>\u201d. Spiccano dunque sempre pi\u00f9, agli occhi dell\u2019opinione pubblica, le gravi\u00a0conseguenze dell\u2019<strong>inquinamento<\/strong> dovuto alla produzione dei componenti <strong>chimici in\u00a0agricoltura.<\/strong><br \/>\nI consumatori divengono pi\u00f9 esigenti anche in seguito ai disastri di <strong>Bophal<\/strong>\u00a0(1984) e <strong>Chernobyl del 1986<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>Tutt\u2019oggi il numero di morti di <strong>Chernobyl<\/strong>\u00a0direttamente e indirettamente associate al disastro \u00e8 oggetto di discussione, si v\u00e0\u00a0dalle 40.000 del rapporto ufficale delle agenzie dell\u2019ONU agli oltre 6 milioni secondo il rapporto di Greenpeace.<\/p><\/blockquote>\n<p>La pressione della nicchia del <strong>biologico<\/strong> si fa pi\u00f9\u00a0competitiva, l\u2019offerta di prodotti <strong>biologici<\/strong> si specializza e si diversifica con un modello di\u00a0business basato su piccole produzioni di alta qualit\u00e0 con prezzi pi\u00f9 alti rispetto alla media\u00a0(Brunori et al., 2013).<br \/>\nIn Italia nascono le prime <strong>associazioni<\/strong> in favore dell\u2019<strong>agricoltura\u00a0biologica<\/strong> (vedi <strong>Slow Food<\/strong>),<br \/>\n<strong>Slow Food<\/strong> \u00e8 un\u2019associazione, fondata da <strong>Carlo Petrini<\/strong> nel 1986<strong>, <\/strong>che promuove \u201cl&#8217;interesse legato al cibo come\u00a0portatore di piacere, cultura, tradizioni, identit\u00e0, e uno stile di vita, oltre che alimentare, rispettoso dei territori e\u00a0delle tradizioni locali\u201d. (www.slowfood.it)<\/p>\n<p>ma anche iniziative imprenditoriali su larga scala che\u00a0vedono nell\u2019aumento della domanda un\u2019occasione di business. Avanza cos\u00ec la visione della\u00a0campagna come arena di consumo per consumatori di nicchia (Marsden, 1995; Ray, 2003)\u00a0accompagnata da una crescente <strong>globalizzazione della filiera del cibo<\/strong> (Murdoch, 2000;\u00a0Bonanno et al., 1994; Higgins e Geoffrey, 2005; McMichael, 2004).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;romanews.ir_336x280&#8243;]<\/p>\n<p>Negli anni Novanta sono stati introdotti gli <strong>Organismi Geneticamente Modificati<\/strong>\u00a0(Renting et al, 2003) e si sono verificati numerosi allarmi alimentari come la <strong>BSE<\/strong>, <strong>encefalopatia spongiforme bovina<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>La causa dell\u2019encefalopatia spongiforme bovina (BSE, ossia <em>Bovine Spongiform Encephalopathy<\/em>), meglio nota con il\u00a0nome di \u201c<strong>mucca pazza<\/strong>\u201d, \u00e8 stata imputata all&#8217;uso delle <strong>farine animali<\/strong> come supplemento proteico\u00a0nell&#8217;alimentazione dei bovini. Lo scandalo ha avuto un\u2019importante risonanza mediatica e ha portato la comunit\u00e0\u00a0europea a rivedere la regolamentazione nella produzione di farine destinate all&#8217;alimentazione animale.<\/p><\/blockquote>\n<p>(<strong>BSE<\/strong>, diossina nei\u00a0polli e nel latte, malattia del piede e della bocca di bovini e suini, ecc), che hanno messo in\u00a0discussione la fiducia dei consumatori.)<br \/>\nIn seguito a questi eventi, i consumatori sono\u00a0diventati dunque pi\u00f9 esigenti nelle loro richieste. La domanda si segmenta: alcuni ricercano prodotti pi\u00f9 compatibili con i nuovi ritmi domestici (Halweil, 2002); altri si\u00a0orientano verso prodotti a basso costo; altri verso la ricerca di prodotti rispettosi\u00a0dell\u2019ambiente<\/p>\n<blockquote><p>Per esempio quelli che prediligono prodotti locali per ridurre al minimo l\u2019inquinamento da trasporto, a tal\u00a0proposito molti consumatori fanno riferimento ai \u201cchilometri alimentari\u201d (\u201cfood miles\u201d), cio\u00e8 alla distanza tra il\u00a0luogo di produzione e quello di consumo.<\/p><\/blockquote>\n<p>e dei diritti umani .<\/p>\n<blockquote><p>In tal senso, il pi\u00f9 importante soggetto commerciale \u00e8 rappresentato dal Commercio Equo e Solidale. Il\u00a0Commercio\u00a0Equo e Solidale \u00e8 un approccio al commercio che promuove la giustizia sociale ed economica, sviluppo\u00a0sostenibile, rispetto per le persone e per l\u2019ambiente, attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei\u00a0consumatori, l\u2019educazione, l\u2019informazione e l\u2019azione politica. Il Commercio Equo e Solidale promuove una\u00a0relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: dai produttori ai consumatori\u00a0(Agices, Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale) (www.agices.org).<\/p><\/blockquote>\n<p>Questi ultimi sono orientati a integrare nelle scelte\u00a0alimentari la ricerca di una soluzione ai problemi socio-economico-politici legati al\u00a0sistema agro-alimentare dominante. L\u2019emergere dei \u2018movimenti del cibo\u2019<\/p>\n<blockquote><p>Il \u201cmovimento\u201d a cui ci riferiamo indica un insieme di gruppi, organizzazioni non governative, associazioni e\u00a0singoli individui relativamente eterogenei dal punto di vista politico e accomunati dalla critica all&#8217;attuale sistema\u00a0economico neoliberista la cui prima comparsa si ritiene comunemente avvenuta intorno al 1999 in occasione del\u00a0G8 di Seattle, con il \u201cmovimento no-global\u201d. Il termine \u201cmovimento del cibo\u201d \u00e8 stato definito da Kloppenburg\u00a0et al. (2000) come \u201c<em>uno sforzo collaborativo per costruire un\u2019economia alimentare auto-sufficiente a livello locale \u2013 in cui la\u00a0<\/em><em>produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo del cibo sono attivit\u00e0 integrate nell\u2019obiettivo di migliorare la salute\u00a0<\/em><em>economica, ambientale e sociale di un determinato luogo<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>da ulteriore\u00a0spazio alla diffusione delle produzioni rispettose dell\u2019ambiente come quelle biologiche.\u00a0Dal punto di vista dei produttori un importante evento \u00e8 rappresentato dalla nascita, nel\u00a01993, del movimento internazionale \u2018Via Campesina18\u2019 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.viacampesina.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.viacampesina.org <\/a>-( che raggruppa le organizzazioni\u00a0contadine di svariate parti del mondo, con l&#8217;obiettivo principale di promuovere politiche\u00a0agricole e alimentari solidali e sostenibili.\u00a0In questi anni la filiera biologica si avvia verso la costruzione di reti commerciali e\u00a0supermercati dedicati esclusivamente al biologico e si cominciano a registrare i primi\u00a0investimenti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) in questo settore. L\u2019esito di\u00a0questo processo \u00e8 stato definito \u2018convenzionalizzazione del biologico\u2019,<\/p>\n<blockquote><p>Ci si riferisce al problema della \u00a0\u201cconvenzionalizzazione\u201d che ha interessato l\u2019agricoltura biologica e che sta\u00a0coinvolgendo anche il sistema delle produzioni tipiche e locali, dal momento che gli inquadramenti istituzionali\u00a0e\/o politici di riferimento appaiono inadeguati e favoriscono un processo di erosione delle caratteristiche\u00a0peculiari di questi sistemi (Buck et al., 1997; Guthman, 2004; Moore, 2004; Brunori et al., 2007).<\/p><\/blockquote>\n<p>che secondo\u00a0alcuni ha minato i valori alla base del settore biologico stesso (Kirwan, 2004; Guthman,\u00a02002).<\/p>\n<blockquote><p>Alcuni autori hanno interpretato quest\u2019evoluzione come un processo di \u201cappropriazione\u201d di significati e valori\u00a0da parte di realt\u00e0 diverse da quelle originarie che hanno definito gli stessi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Con l\u2019aiuto dei progressi nel settore dei trasporti, le produzioni biologiche passano\u00a0in mano alle grandi aziende e si integrano progressivamente nel sistema alimentare\u00a0sfruttando i canali distributivi della GDO. Un insieme di fattori quali le proteste dei\u00a0movimenti anti OGM, le innovazioni commerciali (carte di credito) e le politiche\u00a0\u00a0commerciali, come i sussidi, previsti dal WTO e dalla PAC, danno un\u2019ulteriore spinta allo\u00a0sviluppo delle filiere lunghe in tutto il mondo (Gardner et al, 2004). I concetti di locale e\u00a0biologico diventano uno strumento di marketing, come nel caso della McDonald\u2019s,\u00a0coinvolta nel lanciare campagna di valorizzazione di prodotti tipici e locali.<\/p>\n<blockquote><p>La campagna, denominata \u201cMcItaly\u201d, prevedeva la selezione di materie prime di origine nazionale.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/web\/notizie\/rubriche\/inbreve\/2010\/01\/26\/visualizza_new.html_1677608423.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.ansa.it\/web\/notizie\/rubriche\/inbreve\/2010\/01\/26\/visualizza_new.html_1677608423.html<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>A fronte di questa grande espansione, \u00e8 dalle stesse aziende agricole facenti parte\u00a0delle filiere lunghe che viene manifestata la crescente insostenibilit\u00e0, soprattutto\u00a0economica, del sistema della Grande Distribuzione e del sistema produttivistico\u00a0dell\u2019agricoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;link_adattabile&#8221;]<\/p>\n<p>Le critiche vengono recepite dall\u2019UE a partire dal 1992 (Riforma Mc\u00a0Sharry) con l\u2019introduzione del secondo pilastro della Politica Agricola Comunitaria (PAC),\u00a0la Politica di Sviluppo Rurale.<br \/>\nNell\u2019ambito di una riflessione di ampio respiro sulle sfide\u00a0poste dal processo di allargamento dell\u2019Ue, nel documento \u201cAgenda 2000\u201d (1999) si\u00a0riconosce la necessita di andare verso un nuovo modello di sviluppo dell\u2019agricoltura.<\/p>\n<p>Articolo tratto dalla tesi di laurea del Dr. Giacomo Crisci:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wiki\/filiera-corta-prezzo-giusto-e-sviluppo-sostenibile-il-caso-dei-gruppi-di-acquisto-solidale-a-roma\/\">&#8220;Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wiki\/filiera-corta-prezzo-giusto-e-sviluppo-sostenibile-il-caso-dei-gruppi-di-acquisto-solidale-a-roma\/\">dei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma&#8221;<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Universit\u00e0 ROMA TRE &#8211; Facolt\u00e0 di Economia &#8220;Federico Caff\u00e8&#8221; &#8211; Anno accademico 2012\/2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1] [wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;] La svolta della qualit\u00e0 A partire dagli anni Settanta, gli effetti della Rivoluzione Verde sono stati sempre pi\u00f9\u00a0chiari. Ci\u00f2 ha comportato diversi cambiamenti nel panorama agroalimentare. Le crisi\u00a0petrolifere e una serie di scandali di alterazioni alimentari, dovuti alla scarsa trasparenza\u00a0della filiera (Pansa, 1972), hanno modificato i modelli di consumo che si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":230,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[],"class_list":["post-229","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia-solidale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=229"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":383,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229\/revisions\/383"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/230"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}