{"id":260,"date":"2016-04-15T00:00:00","date_gmt":"2016-04-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/i-gas-concetto-essere-in-rete\/"},"modified":"2017-10-09T02:41:50","modified_gmt":"2017-10-09T00:41:50","slug":"i-gas-concetto-essere-in-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/i-gas-concetto-essere-in-rete\/","title":{"rendered":"I GAS e il concetto di essere in rete"},"content":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;]<\/p>\n<h1>Quando il GAS diventa Rete<\/h1>\n<p>Nel 1997 nasce la <strong>Rete Nazionale dei GAS<\/strong> allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere le idee alla base della creazione dei gruppi d&#8217;acquisto. La <strong>rete dei GAS<\/strong> lavora a diversi livelli: la rete nazionale e quelle locali, che fungono da punti di scambio e di confronto tra le varie realt\u00e0 e come stimolo o &#8220;tutoraggio&#8221; per i nuovi gruppi. Nel 2001 la Rete si evolve con la creazione di uno spazio virtuale, rappresentato dal sito internet <u><a href=\"http:\/\/www.retegas.org\/\">www.retegas.org<\/a><\/u>, che realizza la volont\u00e0 di un confronto costante tra le varie esperienze.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mani-contadino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1402 size-full\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mani-contadino.jpg\" alt=\"I GAS e il concetto di essere in rete\" width=\"650\" height=\"433\" \/><\/a>L&#8217;attivit\u00e0 all&#8217;interno dei Gas permette di innescare un meccanismo virtuoso che porta a sviluppare una riflessione pi\u00f9 ampia sugli aspetti della vita quotidiana (in particolare del consumo), e conduce consumatori e produttori verso la creazione di una rete di relazioni a livello locale e nazionale. Questa rete si concretizza nell&#8217;esperienza dei <strong>Distretti di Economia Solidale<\/strong> (<strong>DES<\/strong>) e della <strong>Rete Nazionale dei GAS<\/strong>. La prima \u00e8\u00a0un&#8217;espressione creata e definita per la prima volta nel 2002 all&#8217;interno di un gruppo di lavoro che ha creato la &#8220;<strong>Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale<\/strong>&#8221; (RES Italia). Tale gruppo si e evoluto nel &#8220;Tavolo nazionale RES&#8221;, disciplinato da un regolamento, visionabile sullo stesso sito. Il concetto di <strong>DES<\/strong> viene collegato con quello pi\u00f9 ampio di RES. Queste\u00a0ultime sono volte a creare<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;un&#8217;economia diversa, basata sulle seguenti caratteristiche: reciprocit\u00e0, cooperazione, giustizia sociale, rispetto per la persona, rispetto per l&#8217;ambiente, partecipazione democratica, impegno nell&#8217;economia locale, rapporto attivo con il territorio, disponibilit\u00e0 a entrare in relazione di rete con le altre esperienze di economia solidale per un percorso comune e impiego degli utili residui per scopi di utilit\u00e0 sociale&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per RES si intende il collegamento relazionale organico fra soggetti che intendono partecipare al progetto delineato nella carta, finalizzato alla creazione dal basso di una nuova economia con le caratteristiche sopra riportate.<br \/>\nI DES si configurano come quei<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;laboratori di sperimentazione civica, economica e sociale, in altre parole come esperienze pilota in vista di future e pi\u00f9 vaste applicazioni dei principi e delle pratiche caratteristiche dell&#8217;economia solidale&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Essi sono gli strumenti territoriali di base attraverso i quali le <strong>RES<\/strong> realizzano sui territori singoli il progetto dell&#8217;economia solidale. Attraverso il collegamento organico di tutti i <strong>DES<\/strong> si creer\u00e0 la nuova economia solidale anche ai livelli provinciale, regionale e nazionale (<u><a href=\"http:\/\/www.retecosol.org\/\">www.retecosol.org<\/a><\/u>).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;romanews.ir_336x280&#8243;]<\/p>\n<p>Un DES e un territorio dove prendono importanza, crescono e si affermano sempre pi\u00f9 alcune pratiche virtuose gi\u00e0 esistenti, sulla base dei principi di contiguit\u00e0 territoriale, collegamento geografico, collegamento storico e contemporaneo negli scambi culturali ed economici, facilit\u00e0 di interazione fra i soggetti partecipanti. Il suo aspetto essenziale \u00e8\u00a0che le pratiche virtuose crescono congiuntamente le une dalle altre, ma in una pi\u00f9\u00a0efficace ottica di rete, organizzata e consapevole, democratica e orizzontale, sostenendosi e rafforzandosi reciprocamente sul territorio del <strong>DES<\/strong>, con un&#8217;ampia partecipazione della comunit\u00e0 cittadina e con il fine di creare dal basso una nuova economia ecologica e solidale. In questo modo i consumatori critici (gi\u00e0 organizzati nei <strong>GAS<\/strong>) e i piccoli produttori possono mettersi in contatto con le altre realt\u00e0 dell&#8217; economia solidale e creare prodotti e servizi (<strong>botteghe equosolidali<\/strong>, <strong>turismo responsabile<\/strong>, <strong>finanza etica<\/strong>, <strong>cooperative sociali<\/strong>, ecc&#8230;), coinvolgendo anche le Pubbliche Amministrazioni e sensibilizzando le famiglie e i cittadini per farli incontrare in un circuito economico che si auto-sostiene.<\/p>\n<p>Un&#8217;iniziativa esemplare per capire quali sono le finality dei <strong>DES<\/strong> e rappresentata dal progetto Spiga &#038; Madia <u><a href=\"http:\/\/des.desbri.org\/),\">,<\/a><\/u> sorto su iniziativa del Comitato verso il <strong>DES<\/strong> della Brianza, un&#8217;associazione di promozione sociale creata a Monza nel 2006. Il progetto \u00e8\u00a0nato con lo scopo di ricostruire una filiera di <strong>pane biologico<\/strong> interamente gestita in un territorio (la Brianza monzese) di circa 50 km di raggio. Nel 2006, con la stipula di un patto, gli attori coinvolti si impegnano a pianificare i propri consumi (in farina e\/o pane) nell&#8217;arco di un anno. In funzione della richiesta effettiva la cooperativa si impegna alla semina di una equivalente superficie di terreno capace di produrre (biologicamente) il <strong>frumento<\/strong> tenero necessario a soddisfare i bisogni. Il gruppo di consumatori si impegna inoltre alla copertura di parte dei <strong>costi anticipati<\/strong> per la semina, subordinandoli al raggiungimento delle rese attese per ettaro. Si costituisce cosi un fondo di rischio e mutualit\u00e0 tra consumatori e produttori in cui i primi non solo partecipano con un prefinanziamento ma si impegnano anche a condividere il rischio imprenditoriale con il secondo. La cooperativa, in cambio, si impegna alla costruzione di un &#8220;prezzo trasparente&#8221;, che definisce preventivamente i prezzi riconosciuti ai produttori agricoli partecipanti al patto per tutta l&#8217;annata agraria. Al momento della rilevazione il pane veniva venduto a circa 3,3 euro al kg.<\/p>\n<p>&nbsp;https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wiki\/i-criteri-del-consumo-critico\/<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[wp_bannerize group=&#8221;link_adattabile&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1] [wp_bannerize group=&#8221;AdSense_Adattibile&#8221;] Quando il GAS diventa Rete Nel 1997 nasce la Rete Nazionale dei GAS allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere le idee alla base della creazione dei gruppi d&#8217;acquisto. 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