{"id":78,"date":"2015-09-10T00:00:00","date_gmt":"2015-09-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/2015\/09\/10\/storia-del-pigneto-dagli-anni-30-ad-oggi\/"},"modified":"2017-10-09T02:53:23","modified_gmt":"2017-10-09T00:53:23","slug":"storia-del-pigneto-dagli-anni-30-ad-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/storia-del-pigneto-dagli-anni-30-ad-oggi\/","title":{"rendered":"STORIA DEL PIGNETO, DAGLI ANNI 30 AD OGGI"},"content":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]E arriviamo alla seconda guerra mondiale.<br \/>\nPer la prima parte dell&#8217;articolo vedi<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/storia-del-pigneto-da-bosco-di-pini-a-quartiere-operaio-del-primo-novecento\/\" target=\"_blank\">Pigneto da bosco di Pini a quartiere operaio del primo Novecento<\/a><br \/>\nS. Lorenzo fu colpita duramente, e per via dello scalo ferroviario ed anche perch\u00e9 la &#8216;Roma citt\u00e0 aperta&#8217; permise agli Americani di colpire l\u00e0 dove era pi\u00f9 devastante, il nodo ferroviario appunto, ed anche lontanodal Vaticano. Ma anche il Pigneto non se la pass\u00f2 bene. Alcuni ancora ricordano le bombe, e poi i rastrellamenti tedeschi, e gli invii ai campi di concentramento di gente del Pigneto. E il dopoguerra fu duro, povero per tutti. ancor pi\u00f9 per il Pigneto che viveva delle paghe operaie e dell&#8217;artigianato di sopravvivenza.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un bar, che, aperto nel 1924, ed ancora felicemente attivo, intatto nel suo bancone e con il bel giardino, \u00e9 li a testimoniare una continuit\u00e0 che il quartiere tutto difende, oggi come ieri. Uno ieri che vede qui Pasolini fare il suo film Accattone, ed incontrare i suoi &#8216;Ragazzi di vita&#8217; e forse ritrovare in questo Pigneto ancora pineta, uno degli ultimi luoghi di una Roma poverissima ma idilliaca, dove la vita \u00e9 duro lavoro ma anche tramonti e sere nelle osterie ancora intatte, fuori dal tempo, forse ancora con le lucciole la cui morte lui raccont\u00f2, con angoscia. come morte della civilt\u00e0 contadina.<br \/>\nMentre il Pigneto, luogo incantato nel suo essere fuori dal tempo romano, viveva una simbiosi tra vita contadina e vita operaia, con le sue piccole case e il suo tranquillo scorrere del tempo. Che per\u00f2 fa ora crescere Roma smisuratamente. L&#8217;immigrazione dal Sud si fa valanga, e tocca anche al Pigneto assorbire, vicino come \u00e8 a Porta Maggiore, i nuovi arrivi.<br \/>\nNegli anni &#8217;60 il quartiere appare, sostanzialmente, come \u00e8 ora. Via del Pigneto, la sua dorsale, curva ed elegante, divide in due il quartiere. L&#8217;origine, l&#8217;angolo acuto del triangolo, l\u00e0 dove Casilina e Prenestina si biforcano, \u00e9 diventato sede di un grande mercato che serve tutta la zona, ormai molto urbanizzata. Lo chiamano l&#8217;isola, ed \u00e8 un&#8217;isola felicemente pedonalizzata, interrazziale, popolare, studentile e di artisti di oggi.<br \/>\nLa zona di via Malatesta, da Piazza dei Condottieri a via dell&#8217;Acqua Bullicante e stradine limitrofe, \u00e8 abitata per lo pi\u00f9 da impiegati, liberi professionisti. insomma, da una middle-class all&#8217;italiana. Quasi uno spaccato dell&#8217;Italia, se volete.La parte nord del quartiere \u00e8 operaia ormai da decenni. E come in S. Lorenzo si \u00e8 radicata una visione proletaria della vita, ed anche una cadenza quotidiana legata a quei ritmi di vita delle industrie: la Serono tra via Casilina, subito dopo il ponte e l&#8217;Isola Pedonale restano l&#8217;insediamento pi\u00f9 antico e pi\u00f9 forte.<br \/>\nMa sono arrivate anche l&#8217;Algida, la Pantanella, nel primissimo tratto di via Casilina a ridosso di Porta Maggiore, una fabbrica di gazosa tra via del Pigneto e via Casilina a rafforzarne la vocazione industriale, sicuramente diversa, e lontana, dalla Roma del centro, borghese e ministeriale. Ora il Pigneto \u00e8 fittamente popolato, il mercato dell&#8217;isola pedonale \u00e9 rimpicciolito. I suoi locali serali ne sono la sua vera anima, fatta di un tessuto fittissimo di relazioni e di attivit\u00e0 e di vita di strada. Di giorno c&#8217;era un enorme mercato che occupava tutta l&#8217;attuale area pedonale pi\u00f9 un pezzo di via del Pigneto fino alla Circonvallazione Casilina e molte delle stradine limitrofe.<br \/>\nAttorno a quello nacquero e si svilupparono numerosissime botteghe di tutti i tipi, vestiario, accessori per la casa, mercerie. Anche un fiorente artigianato che sempre aiuta l&#8217;autosufficienza dei quartieri operai: falegnami, arrotini, stagnai, carpentieri, muratori e ovviamente idraulici. Insomma tutto quello di cui il quartiere ha bisogno e non vuole andare a prendere fuori, n\u00e9 a S. Lorenzo vicina, n\u00e9 dentro le mura Aureliane, considerate lontanissime.<br \/>\nMa siamo gi\u00e0 arrivati alle memorie orali.<br \/>\nTutti i vecchi residenti del quartiere ricordano con nostalgia quel periodo, forse il pi\u00f9 vitale e prospero nella storia del Pigneto. Uno di loro. Gianfranco Bini (&#8221; B-I-N-I! non Fini!&#8221; ci tiene a sottolineare) che ci ha dedicato molto tempo con i suoi ricordi, descrive quegli anni in maniera folgorante: &#8220;Negli anni&#8217;60 ar Pigneto se sturato pi\u00f9 osterie che portoni!&#8221; La proliferazione di botteghe e attivit\u00e0 artigianali commerciali di tutti i tipi e tutti i possibili negozi della zona erano aperti e funzionanti era possibile a causa dell&#8217;alta densit\u00e0 abitativa di quegli anni.<br \/>\nUn altro residente storico, Peppe Pietrolucci, proprietario dell&#8217;omonima bottega di pasta all&#8217;uovo del numero 32, aperta dal &#8217;51, nel cuore dell&#8217;isola. ci racconta che all&#8217;epoca &#8220;la gente viveva addirittura nelle cantine, perch\u00e9 gli appartamenti erano tutti pieni&#8221;. Poi, nei primi anni &#8217;70 arrivarono gli esuli Cileni, in fuga dal golpe fascista, e Argentini, in fuga anche loro dalla dittatura dei militari.<br \/>\nIl Pigneto, quartiere proletario, da sempre schierato a sinistra, fu all&#8217;altezza della sua storia: trovarono accoglienza. L&#8217;integrazione, si direbbe oggi, fu perfetta. Comparirono anche alcune botteghe di artigianato sudamericano.<br \/>\nE non fu che l&#8217;inizio di una serie di arrivi che si sarebbero infittiti nelle decadi successive, sino a inglobare poveri di ogni parte del mondo approdati qui e qui accettati.<br \/>\nAl Pigneto era anche arrivato un famoso cinema d&#8217;essai &#8211; la sede era quella dell&#8217;attuale cinema a luci rosse Avorio &#8211; che attirava spettatori da tutta Roma. Ed anche questo, insieme con il Pasolini dei film, fu l&#8217;inizio di una vocazione cinematografica di questo Village, per dirla all&#8217;americana.<br \/>\nQu\u00ec veniva puntualmente la sinistra romana giovane, e tanto per far nomi oltre al canonico Pasolini, frequentava anche un giovanissimo Nanni Moretti. Presto non fu solo vocazione cinematografica. Divenne anche pi\u00f9 estesamente artistica e trover\u00e0 mille risvolti: visiva, musicale tra l&#8217;altro, si arricchiranno col tempo. Tuttavia sul finire degli anni &#8217;70 la prosperit\u00e0 del quartiere -che comunque non \u00e8 mai stato ricco &#8211; sparisce.<br \/>\nLe fabbriche che fino a quel momento avevano dato lavoro a larga parte degli abitanti cominciano a chiudere. Gli operai si trasferiscono in cerca di lavoro. Molte attivit\u00e0 chiudono, lo stesso mercato si riduce.<br \/>\nIn particolare residenti e bottegai ricordano con tristezza la chiusura dello stabilimento Serono, che dava lavoro in quel periodo a 350 operai, la maggior parte dei quali abitava le vie nei dintorni con le rispettive famiglie e ne costituiva il nucleo forte. I vuoti lasciati dagli operai degli stabilimenti chiusi non vengono colmati: il quartiere non \u00e8 abbastanza attraente per la borghesietta che vuole altri luoghi ed altri appartamenti cos\u00ec molte attivit\u00e0 commerciali chiudono. Ancora una volta, e questa volta non in positivo, il quartiere ha una storia tutta sua, diversa dalla Roma dentro mura. La vicina S. Lorenzo dello scalo, della Stazione Termini che ormai \u00e8 lo snodo ferroviario principale italiano, regge bene, e comincia anche a diventare quartiere giovanile, studentesco. di decine di migliaia di studenti, delle nuove generazioni, quelli che vengono dalla provincia, hanno bisogno di stanze, appartamenti che le amministrazioni si guardano bene dal fare. Lentamente, molto lentamente, la marea studentesca deborda ed arriva tino al Pigneto. E con loro arrivano anche una nuova generazione romana meno affascinata dal prestigio del centro e dall&#8217;appartamento convenzionale, affascinata da un quartiere ancora a misura d&#8217;uomo. Siamo arrivati ai primi anni Novanta. Il Pigneto ha un comitato di quartiere forte, che si rende protagonista di una dura e lunga battaglia contro l&#8217;apertura di un centro commerciale nell&#8217;area dell&#8217;ex SNIA Viscosa.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/fabbrica_Snia-Viscosa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-721\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/fabbrica_Snia-Viscosa.jpg\" alt=\"fabbrica_Snia-Viscosa\" width=\"680\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">L&#8217;opposizione vede tutto il Pigneto compatto nel dire &#8216;no&#8217; al progetto imprenditoriale. Ci\u00f2 porta il quartiere sui giornali. Chi pu\u00f2, e vuole rifiutare un supermercato? Solo chi ha un mercato antico e radicato, dove i rapporti sono umani, e dove nessuno ama una invasione commerciale. che tale \u00e8 sentita dagli abitanti.<br \/>\nA poche centinaia di metri da porta Maggiore, quindi dal cuore pi\u00f9 antico di Roma, dimenticato da tutti, c&#8217;\u00e8 un quartierino, dove giardini con pini mediterranei, animali (c&#8217;\u00e8 chi ricorda i molti pavoni) hanno vita accettabile. come hanno vita accettabile le biciclette, e dove, a parte le terribili vie Casilina e Prenestina, come per magia molto \u00e8 rimasto intatto, le vie sono silenziose, le macchine poche.<br \/>\nI grandi casermoni speculativi sono solo sull&#8217;orlo delle vie consolari.<br \/>\nLa battaglia alla fine \u00e8 vinta, il centro commerciale non verr\u00e0 costruito pi\u00f9. In ricordo dello scontro rimane ancora l&#8217;immenso moloch di cemento armato in mezzo al laghetto del parco ex SNIA. Laghetto &#8220;creato&#8221; dagli scavi per le fondazioni del centro, che risvegliarono la falda d&#8217;acqua che d\u00e0 il nome a via dell&#8217;Acqua Bullicante.<br \/>\nE l\u00ec, ma \u00e8 gi\u00e0 ieri, si insedieranno, in una situazione che inevitabilmente si degrader\u00e0, molti immigrati da un lato, e un attivissimo centro sociale che ancora \u00e8 al suo posto, e, guarda caso, molto si occupa di biciclette. Encomiabilmente.<br \/>\nNello stesso periodo. all&#8217;incirca, nasce &#8220;L&#8217;Infernotto&#8221;. Nel 1994. Dario e Franco, figli del quartiere, gi\u00e0 gestori de &#8216;I Giacobini&#8217;, noto locale del centro storico, decidono di tornare alle origini. ed aprire il primo locale dell&#8217;isola pedonale. L&#8217;Infernotto ha il merito di portare al Pigneto la clientela del precedente locale gestito dai due proprietari: giornalisti. intellettuali, professionisti.<br \/>\nVengono qui e si accorgono che, a poche centinaia di metri dal centro di Roma sopravvive un quartiere profondamente popolare e ancora vivibile come ormai a Roma non ce ne sono pi\u00f9.<br \/>\nCominciano cos\u00ec a uscire i primi articoli (il primo \u00e8 a firma di Corrado Zunino), e cominciano piano piano a ripopolarsi le case. Mutatis mutandis, succede quello che negli anni Settanta era successo a Trastevere, quartiere che era stato della mala nel dopoguerra (vedi Ladri di biciclette di De Sica), poi scoperto da alternativi, artisti e stranieri che ne seppero vedere la bellezza dei vicoli e della vita ancora antica, dove poco costavano gli affitti e poco le osterie. E per questo ci vennero ad abitare e lo resero vivo, animato, godibile finch\u00e9, lentamente ma inesorabilmente, nel ventennio tra gli Ottanta e i Novanta, divent\u00f2 alla moda, e poi caro, e e turistizzato a morte.<br \/>\n\u00c8 un fenomeno che colpisce le grandi metropoli, e che ha preso l&#8217;avvio negli anni Settanta. A Londra \u00e8 Portobello Road, ora costosissima, a Parigi il Quartiere Latino, Pigalle, che hanno una storia antica di un secolo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pigneto_murales.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-722\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pigneto_murales.jpg\" alt=\"pigneto_murales\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/a><br \/>\nI quartieri popolari vengono animati da artisti e alternativi, e poi, quando la loro vivacit\u00e0 li ha resi &#8220;alla moda&#8221; vengono invasi dalla borghesia guardona, che insegue una creativit\u00e0 che non ha, e cerca di comprare.<br \/>\nIl piccolo Pigneto, fuori dalle mura e fuori da ogni giro che conta \u00e8 una specie di bella addormentata, che negli anni Novanta viene scoperto perch\u00e9 costa poco, perch\u00e9 non \u00e8 invaso dalle macchine, e perch\u00e9 ha una magia che ormai la citt\u00e0 dentro le mura non ha pi\u00f9. Alternativi di varia estrazione, ma anche nuove famiglie, pittori, musici, creatori d&#8217;ogni genere, anche del web, e poi studenti universitari, attirati dai prezzi pi\u00f9 che convenienti e dalla vicinanza con il centro cominciano a venirci a vivere. Poco pi\u00f9 che quindici anni f\u00e0 con 100 milioni di lire si comprava un appartamento. Gli affitti erano molto pi\u00f9 che convenienti che nelle tradizionali zone universitarie di San Lorenzo e Piazza Bologna. La sede centrale de &#8216;La Sapienza&#8217; \u00e8 raggiungibile con un quarto d&#8217;ora di tram. I prezzi salgono inesorabilmente. Frenati, forse, dall&#8217;arrivo di immigrati d&#8217;ogni genere e colore. Non \u00e8 invasione. ma infiltrazione si, e questo d\u00e0 al quartiere una pennellata di colore. di vita, inevitabilmente qualche problema, ma sicuramente una ricchezza che solo altre culture possono portare.<br \/>\nArrivano insieme, i ristorantini. i negozi d&#8217;artigianato nuovo, con le piccole immobiliari che si scatenano: salgono i prezzi delle case ed anche quelli degli affitti per gli studenti. Arrivano, puntuali, gli articoli sulle cronache romane dei giornali, il quartiere ha una sua movida unica in citt\u00e0.<br \/>\nIl resto \u00e8 storia di oggi: il Pigneto \u00e8 da molti considerato uno dei quartieri pi\u00f9 vivi e &#8216;trendy&#8217; della capitale. Sempre pi\u00f9 case e palazzi degli anni Venti dello scorso secolo vengono ristrutturati, contribuendo all&#8217;abbellimento della zona, che da sonnolenta e sgarrupata diventa un mix unico e irripetibile di palazzine e palazzetti, casine ma anche, ahinoi, palazzoni anonimi, specie nella parte che va da piazza dei Condottieri, non certo una bella piazza, gi\u00f9 per via Malatesta, verso via dell&#8217;Acqua Bullicante, al di la della quale c&#8217;\u00e8 ancora qualche terrain vague, ultima rimasuglio quasi fuori porta.<br \/>\nMentre l&#8217;Isola, come ormai tutti la chiamano. si impreziosisce di locali e di ristoranti, e si tiene anche il suo kebab, i suoi call centre, persino il suo alimentari del Bangladesh, in un mix allegro. improbabile, imprevedibile, unico .Sicuramente non pu\u00f2 competere con posti come Trastevere per i suoi vicoli e piazze, n\u00e9 con la S. Lorenzo ora esplosa e diventata quartiere rutilante. Ma, con i suoi palazzi primo &#8216;900, le sue casette basse, i suoi giardinetti e cortili privati, ha una dimensione pi\u00f9 che vivibile che le altre non hanno. Ben lontano dalla cementiticazione soffocante che caratterizza molti dei quartieri romani al di fuori delle mura aureliane.Insomma, con gli ultimi ristoranti e locali, con gli articoli di giornale (si parla di degrado, il prive pi\u00f9 os\u00e8 di Roma, Vladimir Luxuria ed altri trans conosciuti ci abitano da un pezzo&#8230;) il tocco finale \u00e8 una micromovida notturna dell&#8217;isola che ne fa luogo trendy, senza locali e costi turistizzati come il centro.<br \/>\nPrendete la parola trendy con le molle, come fanno i vecchi abitanti, ed anche i nuovi degli ultimi dieci anni che lo hanno amato e lo amano per quel che \u00e8, e non vorrebbero si snaturasse, ovviamente. Ma nel bene e nel male, ormai, il quartiere \u00e8 un village metropolitano, cosmopolita, variegato di culture e di persone. Un luogo dove lo scorrere del tempo, e la gioia del vivere quotidiano. hanno ancora importanza, significato.<br \/>\n<\/span><br \/>\nFONTE:<br \/>\nGuida al Pigneto<br \/>\nmalatempora editrice<br \/>\n&#8220;Nel tempo dell&#8217;inganno universale,<br \/>\ndire la verit\u00e0 \u00e8 un atto rivoluzionario&#8221;<br \/>\nGeorge Orwell<\/p>\n<p>Pigneto e quartieri<br \/>\n&#8220;La corona di spine<br \/>\nche cinge la citt\u00e0 di Dio&#8221;<br \/>\nPier Paolo Pasolini<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]E arriviamo alla seconda guerra mondiale. Per la prima parte dell&#8217;articolo vedi Pigneto da bosco di Pini a quartiere operaio del primo Novecento S. Lorenzo fu colpita duramente, e per via dello scalo ferroviario ed anche perch\u00e9 la &#8216;Roma citt\u00e0 aperta&#8217; permise agli Americani di colpire l\u00e0 dove era pi\u00f9 devastante, il nodo ferroviario&#8230; <a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/storia-del-pigneto-dagli-anni-30-ad-oggi\/\"><span class=\"cb-read-more\"> Read more  &rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":79,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,56,10,42],"tags":[46],"class_list":["post-78","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-a-roma","category-cinema","category-cultura-e-spettacolo","category-quartieri-di-roma","tag-roma-quartiere-pigneto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":356,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78\/revisions\/356"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}