{"id":89,"date":"2015-09-25T00:00:00","date_gmt":"2015-09-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/index.php\/2015\/09\/25\/roma-ed-il-tevere-storia-del-circolo-canottieri-aniene\/"},"modified":"2019-05-05T18:16:38","modified_gmt":"2019-05-05T16:16:38","slug":"roma-ed-il-tevere-storia-del-circolo-canottieri-aniene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/roma-ed-il-tevere-storia-del-circolo-canottieri-aniene\/","title":{"rendered":"Roma ed il tevere: storia del Circolo Canottieri Aniene"},"content":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]L&#8217;<strong>Aniene<\/strong> affluente di sinistra del <strong>Tevere<\/strong>, nasce nei <strong>Simbruini<\/strong> in due rami, l&#8217;Aniene vero e proprio e il Simbrivio. Scorre dapprima in una vallata stretta ed incassata, non ricevendo fino ad Agosta cospicui contributi. Poi, tra Agosta e Roviano, \u00e8 accresciuto da altre sorgenti, delle quali le pi\u00f9 copiose sono riservate all&#8217;approvvigionamento idrico di <strong>Roma<\/strong>. Pi\u00f9 oltre la valle muta direzione facendosi pi\u00f9 ampia. Il fiume, a monte di <strong>Tivoli<\/strong>, salta il ripido orlo del Subappennino calcareo, con un gruppo di cascate. Nel corso inferiore, invece, divaga a meandri nella campagna romana fino a gettarsi nel Tevere alle porte della Capitale.<\/p>\n<p>Il <strong>Tevere<\/strong>, fiume di <strong>Roma<\/strong>, vanto ma anche preoccupazione per la citt\u00e0: dopo la rovinosa piena del 29 dicembre 1870, per far s\u00ec che episodi del genere non si ripetessero, il governo piemontese prepar\u00f2 un progetto di fusione <strong>Tevere &#8211; Aniene<\/strong>, che avrebbe dovuto condurre ad una grande fascia d&#8217;acqua oltre la quale si sarebbe dovuta espandere e crescere la moderna Roma. Progetto ambizioso ma rimasto nei sogni, irrealizzabile per gli enormi costi e la mancanza di adeguati macchinari. Vennero invece realizzati i famigerati &#8220;<strong>muraglioni<\/strong>&#8220;, tanto detestati dai romani, sulle fiancate del fiume e <strong>Roma<\/strong>, come se non bastasse, perse il porto di <strong>Ripetta<\/strong>. Cos\u00ec inizi\u00f2 l&#8217;allontanamento della citt\u00e0 dal <strong>Tevere<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tevere<\/strong> e <strong>Aniene<\/strong>, due fiumi e due nomi destinati ad unirsi, non solo nel paesaggio laziale ma anche nella nostra storia in un coacervo misterioso ed esaltante.<\/p>\n<p>Nome prestigioso di fiume questo &#8220;<strong>Aniene<\/strong>&#8220;, che nell&#8217;antichit\u00e0 era pure chiamato &#8220;<strong>Teverone<\/strong>&#8220;, forse navigabile secondo il geografo e storico <strong>Strabone<\/strong>.<\/p>\n<p>Salpavano le zattere dalla zona di Barco, nelle adiacenze di Ponte Lucano, cariche di <strong>travertino<\/strong>, <strong>alabastro<\/strong> e <strong>pietra quintilina<\/strong>, con approdo a <strong>Roma<\/strong>. Le contrassegnavano la scritta A.U.F., ad usum fabricorum.<\/p>\n<p>Diogini di Alicarnasso, storico greco, precis\u00f2 che &#8220;l&#8217;<strong>Aniene<\/strong> dalla citt\u00e0 di <strong>Tiburto<\/strong> si precipita da un&#8217;alta rupe&#8221;, e Grazio: &#8220;l&#8217;antro di Albunea, risonante del precipitoso <strong>Aniene<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Tevere<\/strong> pi\u00f9 <strong>Teverone<\/strong>, dunque.<\/p>\n<p>Un legame quello tra <strong>Roma<\/strong> ed il <strong>Tevere<\/strong> indissolubile ed affascinante, un legame che ha fatto la storia di <strong>Roma<\/strong> sportiva. Tanti <strong>campioni<\/strong> di tutti gli sport hanno passeggiato sulle sue rive millenarie, intere generazioni hanno dato vita ad un&#8217;epoca indimenticabile, lasciando le proprie impronte sull&#8217;argilla biondastra che dona alle sue acque il caratteristico colore.<br \/>\n<strong>Canottieri<\/strong>, <strong>nuotatori<\/strong>, <strong>lottatori<\/strong>, <strong>pesisti<\/strong>, <strong>ginnasti<\/strong>, <strong>calciatori<\/strong>, <strong>rugbisti<\/strong>, <strong>pugili<\/strong> di tutte le categorie. Un mondo favoloso che non torner\u00e0 pi\u00f9, l&#8217;autentica culla dello sport romano.<\/p>\n<p>Epoca spensierata dello <strong>sport pour le sport<\/strong>, segnata da innumerevoli imprese atletiche, che aveva come epicentro il fiume echeggiante di allegre risate, teatro di scherzi incredibili, di formidabili tuffatori che, a volte, travestiti da donna, saltavano gi\u00f9 dai ponti e facevano accorrere &#8220;questurini&#8221; ed ammassare i passanti, sbalorditi e impauriti, lungo i muraglioni. Irripetibili episodi di folklore tiberino che hanno fatto un&#8217;epoca e che resteranno come pietre miliari della storia capitolina.<\/p>\n<p>Ed in un&#8217;atmosfera del tutto particolare, tra lo sportivo, il goliardico ed il boh\u00e9mien, un po&#8217; &#8220;bullesca&#8221; e un po&#8217; menefreghista, nasceva il <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Circolo_Canottieri_Aniene\" target=\"_blank\">Circolo Canottieri Aniene<\/a><\/strong>, il 5 giugno 1892. Non rappresentava una novit\u00e0, ma veniva ugualmente accolto con sorpresa.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1867 la Societ\u00e0 Ginnastica Semy (presidente Guglielmo Grant) vedeva la luce, societ\u00e0 coraggiosa visto che i suoi componenti si esercitavano sul fiume con esemplare sprezzo del pericolo essendo spesso presi a fucilate da gendarmi pontifici (acerrimi nemici dei garibaldini) che, appena vedevano &#8220;rosso&#8221; (il colore delle maglie dei ginnasti), sparavano. Nel 1872 nasceva anche il <strong>Circolo Canottieri Tevere<\/strong>, che avrebbe poi mutato il suo nome, undici anni dopo nel 1883, in <strong>Reale C.C. Tevere Remo<\/strong>. Illustre progenitore di quel <strong>Circolo del Remo<\/strong> che, nato nel 1884, si fuse poi con il &#8220;Tevere&#8221;. <strong>Circolo del Remo<\/strong> nato con una chiara impronta aristocratica, o meglio aristocratico-nera, in quanto decisamente pi\u00f9 vicino sentimentalmente alla cattedrale di <strong>San Pietro<\/strong> che non al palazzo del Quirinale dove, da qualche anno, si erano installati i Savoia. Negli ambienti tiberini il Circolo del Remo passava infatti come il &#8220;circolo dei preti&#8221;.<\/p>\n<p>E proprio per il fatto di non condividere le idee dei rappresentanti dell&#8217;aristocrazia nera, quattro suoi soci, veri amanti del canottaggio pi\u00f9 che dei\u00a0giochi di carte, pi\u00f9 sportivi che perdigiorno, decidevano di presentare le dimissioni: erano Alessandro\u00a0Morani ed i tre fratelli Ettore, Alfredo e Giulio\u00a0Fasoli.<br \/>\nIl 5 giugno 1892, essi fondavano un nuovo Club\u00a0al quale imposero il nome di &#8220;Aniene Club Nautico&#8221;,\u00a0nome prescelto alla luce del connubio Tevere-Aniene di cui si parlava in apertura. Colori sociali il giallo\u00a0ed il celeste, primo presidente Alessandro Morani,\u00a0immediata iniziativa, l&#8217;acquisto di una barca da\u00a0&#8220;Peppaccione&#8221; al vicolo del Cefalo.\u00a0Vicolo del Cefalo era ed \u00e8 tuttora una piccola\u00a0strada che unisce via Giulia al Lungotevere del\u00a0Sangallo, nel rione Ponte, nel cuore della vecchia\u00a0Roma. Una strada che ha preso il nome dalla\u00a0famiglia Cevoli. Pochi metri che ospitano quattro\u00a0antichi palazzi ed un edificio, sede, nei primi del\u00a0Novecento, di una ditta fornitrice di calce e dal 1930\u00a0trasformato in autorimessa. Al numero civico 11\u00a0oggi c&#8217;\u00e8 l&#8217;Associazione cerignolani; nel 1892 il palazzetto ospitava una delle pi\u00f9 note famiglie di &#8220;fiumaroli&#8221; romani, la famiglia Tavani, gente rude, muscoli\u00a0d&#8217;acciaio e cuor d&#8217;oro, pronta a dare tutta se stessa\u00a0per quel fiume tanto amato e tanto vissuto.<br \/>\nE proprio da Peppaccione Tavani si recarono\u00a0i tre fratelli Fasoli e Alessandro Morani. Una trattativa breve e convinta, poi la gioia pi\u00f9 grande: l&#8217;<strong>Aniene<\/strong>\u00a0aveva la sua prima barca.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Storia-Canottieri_Aniene.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-809\" src=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Storia-Canottieri_Aniene.jpg\" alt=\"Storia-Canottieri_Aniene\" width=\"650\" height=\"597\" \/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<table style=\"height: 111px;\" width=\"627\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><em>Una delle primissime gite organizzate dall&#8217;ancora sparuto gruppo dell&#8217;Amene nell&#8217;estate del 1892. Purtroppo, seguendo l&#8217;inveterata abitudine di non descrivere e non datare le fotografie, e soprattutto non esistendo come oggi l&#8217;obbligo della foto di ogni singolo socio all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione, molti personaggi sono destinati a restare senza nome. Fortunatamente in questa fotografia quattro di essi sono individuati e sono proprio i quattro fondatori del nostro sodalizio: sulla destra della foto i tr\u00e9 fratelli Fasoli, tutti e tr\u00e9 barbuti e in divisa sociale, sono raggruppati accanto al presidente Alessandro Morani (appoggiato alla staccionata col feltro chiaro).<\/em><\/h6>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romanews.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Storia-Canottieri_Aniene.jpg\"><br \/>\n<\/a>E cos\u00ec la vita del Club pot\u00e8 prendere il via nel\u00a0galleggiante concesso in uso proprio dal <strong>Circolo del\u00a0Remo<\/strong> ai suoi vecchi soci. Una prova di simpatia\u00a0e rispetto reciproco che, negli anni seguenti, ispirer\u00e0\u00a0sempre i rapporti tra i circoli remieri capitolini.\u00a0Un mondo, quello dei canottieri, che proprio\u00a0pochi anni prima aveva vissuto momenti di grande\u00a0importanza, nel 1889, quando sorse la Federazione\u00a0Italiana delle Societ\u00e0 di Canottaggio sotto il nome di\u00a0&#8220;Rowing Club&#8221;. Cinque societ\u00e0 e 120 soci che\u00a0assunsero questo nome sull&#8217;esempio dei Rowing\u00a0Clubs inglesi che, gi\u00e0 all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, nascevano a Eton e Westminster, prima che vedesse la\u00a0luce il leggendario &#8220;Leander Club&#8221; (cravatta e calze\u00a0rosa). Societ\u00e0 di canottaggio davvero gloriose che\u00a0hanno fatto la storia del remo in Italia.<br \/>\nE ci riferiamo\u00a0alla Eridano e alla Cerea di Torino, fondate nel\u00a01863, al Tevere di Roma, nato nel 1872, alla Ticino\u00a0di Pavia, alla Alfredo Cappellini di Livorno, alla Nino\u00a0Bixio d Piacenza, e alla Bucintoro di Venezia, che videro rispettivamente la luce nel 1876, 1877, 1880 e 1883.<\/p>\n<p>L&#8217;Aniene nasce quindi qualche anno dopo, quando gi\u00e0 il movimento \u00e8 in pieno fermento, e, per curiosa coincidenza, venti giorni prima che a Torino venga costituita la Federazione Internazionale delle\u00a0Societ\u00e0 di Canottaggio (F\u00e9d\u00e9ration Internationale des Soci\u00e9t\u00e9s d&#8217;Aviron). Sette le nazioni fondatrici:\u00a0Italia, Belgio, Francia, Svizzera, Alsazia Lorena,\u00a0Spagna e Austria.<br \/>\nAnno importante il 1892 se, con l&#8217;Aniene e la\u00a0Federazione Internazionale, nacque il Campionato per barche ad otto vogatori, una disciplina destinata ad entusiasmare praticanti e spettatori per la sua esaltante spettacolarit\u00e0.<br \/>\nUn tipo di barca che avrebbe avuto gran parte nella storia del canottaggio.<br \/>\nQuando nacque l&#8217;Amene, Roma era capitale d&#8217;Italia solamente da ventidue anni, immersa quasi perennemente in una atmosfera turbolenta, provocata soprattutto dalla prorompente febbre edilizia sfociata poi in una terribile crisi causata, tra l&#8217;altro, dal particolare tipo di operatori del settore, dall&#8217;acquisto di vasti appezzamenti di terreno edificabile da parte di persone poco solvibili, dall&#8217;enorme tasso di interesse richiesto dalle banche su ogni forma di finanziamento, dal gran giro di cambiali, la maggior parte protestate&#8230;<br \/>\n(dopo un secolo, in fondo, a Roma, non \u00e8 cambiato quasi nulla). Crisi edilizia che, invece, secondo il poeta romanesco Cesare Pascarella \u2014 fiumarolo anche lui \u2014 autore oltre che della Scoperta dell&#8217;America anche di Storia nostra, era &#8220;schioppata&#8221; per colpa del Palazzo di Giustizia (&#8220;Er Palazzaccio&#8221;) la cui costruzione, affidata all&#8217;architetto Calderini, scaten\u00f2 un mare di tempestose polemiche.<br \/>\nNascita in tempi duri, insomma, quella dell&#8217;Aniene. Sindaco di Roma nel 1892 era Onorato Caetani, duca di Sermoneta, principe di Teano, la cui onest\u00e0, unita alla ferma volont\u00e0 di restaurare le finanze, gi\u00e0 esaurite a quei tempi, del Comune di Roma, giungeva al punto da farsi portare dal suo palazzo la legna da ardere per il riscaldamento del suo ufficio in Campidoglio.<br \/>\nVolendo identificare oggi il punto nel quale emerse l&#8217;Amene, basta guardare il Tevere a riva destra, immediatamente a valle del ponte Cavour, il\u00a0ponte sorto qualche anno dopo, nel 1901 (nel periodo in cui sindaco era divenuto Prospero Colonna, principe di Sonnino) per sostituire il vecchio ponte di Pipetta, divenuto ormai pericolante, a seguito delle numerose piene del fiume.<br \/>\nPer cento anni la storia dell&#8217;Aniene \u00e8 corsa parallelamente a quella di Roma (e cos\u00ec sar\u00e0 anche nel futuro) con i suoi alti e bassi, provocati dalle crisi a ripetizione, dagli avvenimenti pi\u00f9 strani ed importanti, sempre seguiti con particolare attenzione dai soci del circolo tra i quali molti rappresentanti dell&#8217;aristocrazia romana, ma per la maggior parte professionisti di grido, alti ufficiali, studenti universitari, facoltosi commercianti, una autentica \u00e9lite della Capitale.<\/p>\n<table style=\"height: 70px;\" width=\"605\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h6>Per la stesura di questo articolo\u00a0\u00e8 stato utilizzato il lavoro svolto da Alberto Marchesi e Gianfranco Tobia, autori del libro<br \/>\n&#8220;Storia del Circolo Canottieri Aniene&#8221;, pubblicato nel 1982,<\/h6>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[corner-ad id=1]L&#8217;Aniene affluente di sinistra del Tevere, nasce nei Simbruini in due rami, l&#8217;Aniene vero e proprio e il Simbrivio. 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