Categoria: PSICOLOGIA

  • Alcool e droga sempre troppo diffuse tra i più giovani

    Alcool e droga sempre troppo diffuse tra i più giovani

    [corner-ad id=1]La società attuale è foriera di problematiche per tutti: mancanza di lavoro, famiglie troppo spesso allo sbando, scuole sempre più nel caos, carenze sanitarie, l’economica in dilagante crisi ed una sempre più estesa crisi dei valori non potevano non incidere sui anche sui giovani e sulle loro insicurezze. Ecco quindi spiegato il dato allarmante di queste ore: nei ragazzi tra i 10 ed i 19 anni sono in continuo aumento le patologie provocate dall’abuso di alcol e sostanze stupefacenti. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI) che si riunirà a Milano per il 19° Congresso Nazionale dal 23 al 26 febbraio. L’assunzione di droghe oltre agli effetti immediati provoca gravi danni al cervello e, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche (solo in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone), come schizofrenia e disturbo bipolare. In questi ultimi anni tra i ragazzi che non hanno ancora compiuto 20 anni si registra un numero sempre più elevato di domande di aiuto per ansia e disturbi depressivi, spesso accompagnati da eccesso di alcol8che provoca anche insonnia) e droghe.
    E’ quindi necessario porre un limite a questa devastante deriva e rinforzare le strategie volte a migliorare la salute ed il futuro delle giovani generazioni: questo può avvenire solo grazie ad assistenza e cure mirate. Ad avvalorare l’allarme lanciato dalla SOPSI sono diversi studi. Ad esempio, da una ricerca sull’abuso di sostanze (alcol, caffè ed energy drink) che sarà presentata all’incontro internazionale e condotta su 3011 adolescenti e giovani adulti italiani di entrambi i sessi di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, emerge che il 53,6% consuma bevande alcoliche; tra questi, l’89,6% ha avuto comportamenti di binge drinking (l’ingestione di 5 o più bevande alcoliche, 4 per le donne, in un’unica occasione, almeno una volta a settimana), nel campione complessivo la percentuale di binge drinkers si attesta al 48,1%. Dunque, dal campione emerge che quasi il 90% dei giovani adulti consumatori di alcol è anche bevitore binge.
    Un altro studio si sofferma poi sugli effetti dell’uso della cannabis e la loro relazione con i sintomi psicotici. Dei 116 soggetti reclutati, il 50% ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 22% ne risulta essere consumatore. I consumatori abituali di cannabis sono più spesso maschi e disoccupati: quanti fanno uso di cannabis provano allucinazioni visive e rallentamento del tempo, mentre la percezione di spavento è associata all’interruzione del consumo, così come l’esperienza di allucinazioni uditive è legata all’assunzione di cannabis oltre 50 volte nell’arco della propria vita. L’assunzione di droghe oltre agli effetti immediati provoca gravi danni al cervello e, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche, che solo in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone, come schizofrenia e disturbo bipolare e pregiudicano il funzionamento del sistema nervoso centrale e le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale”.
    A tal proposito la testimonianza di G.LP farmacista capitolino: “Ho lavorato per due anni di notte nella farmacia di fronte la stazione Termini ad angolo con via Cavour.

    Ogni notte vendevamo almeno un cartone di siringhe da insulina ed un altro di acqua distillata usati dai tossicodipendenti per sciogliere ed iniettarsi l’eroina.
    Alcool e droga sempre troppo diffuse tra i più giovaniVenivano a decine anche più volte (a dottò fai presto che stò a rota). Imparai che bisognava trattarli come bambini e quindi non averne paura ma essere comunque fermi, assolutamente non indecisi. Funzionava e mi rispettavano anche se rifiutavo di dare sedativi e ipnotici che chiedevano con insistenza quando non trovavano l’eroina o non avevano i soldi per comprarla. Qualche ragazza mi offriva anche di scambiarli con prestazioni sessuali. Era impegnativo ma non mi faceva paura.
    Mi sentivo utile, semplicemente utile anche se, fresco di studi avrei preferito fare cose più gratificanti e mostrare le mie conoscenze. Sbagliavo. Il farmacista sta quasi sulla strada ed il suo ruolo più prezioso è proprio nell’immediatezza del suo intervento e del suo consiglio.
    Non è cambiato molto dagli anni 80 anche se le forze dell’ordine grazie a leggi più restrittive tengono più “pulite” le strade e i tossicodipendenti sono meno “invadenti”. Ad una conferenza del Professor Silvestrini”, ha aggiunto GLP, “un bravo farmacologo che è stato anche mio professore all’Università ho conosciuto forse l’interpretazione per me più convincente sulle possibile cause del dilagare della tossicodipendenza alle droghe e all’alcol. In natura il meccanismo principe di regolazione della maggior parte dei fenomeni fisiologici è il feedback negativo (esempio se aumenta l’acidità del mio stomaco, dei sensori, quando si supera una certa soglia, inibiscono la ulteriore produzione di acido).
    Quindi normalmente in una persona l’eccesso di stress porta ad una specie di desensibilizzazione e il desiderio di rallentare fino a dormire. Conrad Lorenz scienziato premio Nobel nel 1972 e famoso per gli studi sul comportamento degli animali, ha evidenziato però che coesiste sia negli animali che negli uomini anche un meccanismo di feedback positivo (se un animale viene attaccato da un’altro animale la sua aggressività si autopotenzia e invece di bloccarsi quando aumenta, viene ancora di più stimolata). Ovviamente è un meccanismo fondamentale con cui la natura porta a “raschiare il fondo” delle prestazioni nervose e muscolari per salvarsi. In conclusione, nelle persone ben adattate, il meccanismo a feedback negativo prevale e, se succede qualcosa di grave (un lutto in famiglia, la perdita del lavoro, etc) la sensibilità diminuisce. Nelle persone predisposte alla tossicodipendenza, anche solo in periodi particolari della propria vita, prevale invece il feedback positivo ed il persistere dell’esposizione al dolore aumenta la sensibilità ed anche il grado di sofferenza. Così per tanti la soluzione della droga è un modo per bloccare questa sofferenza.
    Eroina e alcool sono fondamentalmente dei calmanti. L’alcool è stato usato fino all’ottocento come anestetico” Per concludere il farmacista ha aggiunto: “Ho visto più di una volta ragazzi tossicodipendenti piangere per la morte di un cane o un gatto. Ho detto tutto, non trovo ne una morale ne una conclusione. In questi tempi di crisi i giovani sono i più sensibili e quello che la società non risolve si ripercuote sempre sui più deboli. Il farmacista può fare poco se non indirizzare alle comunità dei tossicodipendenza ma è una operazione complicata e ci vuole competenza anche nella comunicazione.
    Assolutamente sconsiglierei di dare alcun tipo di farmaco.
    Parlare può però essere una medicina ed il ruolo del farmacista subito contattabile dalla strada è
    proprio questo. C’è un vecchio motto che i più giovani troveranno stucchevole ma può dare una motivazione o un semplice promemoria: divinum opus est sedare dolorem”. E se la vera soluzione fosse nel cercare il giusto cammino della propria vita?

    Raffaele Dicembrino

  • Psicoterapia e Medicina naturale a Roma – Dottor Aldo Cichetti

    Psicoterapia e Medicina naturale a Roma – Dottor Aldo Cichetti

    Psicoterapia junghiana, EMDR, omeopatia classica, floriterapia: una buona sinergia per la cura “ecologica”  del malessere psichico e fisico

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    L’abbinamento tra psicoterapia e medicina naturale può forse sorprendere, visto che, molto spesso, queste discipline fanno riferimento a mondi culturali molto lontani tra di loro; ma appare meno strano se si pensa che le psicoterapie – alcune in  particolare – hanno in comune con le medicine non convenzionali il  fatto di non imporre un percorso di guarigione esterno, ma di stimolare le ‘naturali’ forze di guarigione di cui sono  dotati gli esseri umani.

    Questa caratteristica è molto evidente, ad esempio, nella psicoterapia junghiana, basata sull’idea di un finalismo psichico e sul concetto di individuazione, con l’interpretazione dei sogni come ‘via maestra’ per cogliere il messaggio che viene dal ‘Sé guida’. Ma è presente, a ben vedere, anche in una psicoterapia  nuova e rivoluzionaria come l’ EMDR, che aiuta la psiche ferita da un trauma a compiere il proprio percorso di guarigione, stimolando il ‘Sistema di Elaborazione delle Informazioni’: un sistema innato di autoguarigione psichica che, nell’esperienza pratica, ha molte affinità con il costrutto junghiano del Sé.

    Sul fronte delle medicine naturali, invece, agiscono in questo modo, tra le altre, l’omeopatia classica e la floriterapia di Bach, che rinforzano la ‘Forza vitale’ dell’organismo umano.

    Si può dire, in sostanza, che tutte queste discipline agiscono sul medesimo nucleo vitale degli esseri umani, che ognuna di esse considera da una prospettiva diversa, un particolare punto di vista da cui guarda al medesimo Sistema innato di autoguarigione psico-fisica, che permette di guarire l’organismo malato (Forza vitale degli omeopati, o Vis Medicatrix Naturae degli antichi medici); di curare le conseguenze dei traumi psichici (Sistema di elaborazione dell’informazione, come lo definisce l’EMDR); ed anche di guidarci verso la nostra realizzazione individuale (compito del Sé nella teoria junghiana).

    Naturalmente, anche altre medicine agiscono rinforzando questo sistema di autoguarigione, e basti pensare alla medicina tradizionale cinese. Pur avendola studiata e praticata per molti anni, non la inserisco tra queste discipline soltanto per le difficoltà pratiche di abbinarla al ‘setting’ psicoterapeutico. Ma ho sempre presente la straordinaria ‘mappa topografica’ che ci fornisce, con le corrispondenze tra organi vitali, emozioni e distretti corporei.

    Il metodo di cura integrato che utilizzo comprende, quindi, da un lato la psicoterapia junghiana e l’EMDR, e dall’altro la medicina omeopatica e la floriterapia, di ognuna delle quali ho seguito lo specifico percorso formativo, dopo la laurea in Medicina, la specializzazione in Psichiatria e la qualifica di Psicoterapeuta.
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    Ogni disciplina viene applicata nel rispetto delle proprie regole, con colloqui periodici, ai quali si aggiunge la prescrizione di un farmaco omeopatico e/o di una miscela di fiori di Bach, il cui effetto viene monitorato durante la terapia.

    Questa è, a mio giudizio, la strategia ottimale per la cura di disturbi psicologici come ansia, depressione, problemi di relazione, fobie, i cosiddetti ‘attacchi di panico’,  e via dicendo. In alcuni casi, però, quando i sintomi sono più lievi (ad esempio, un’insonnia non grave), oppure nel caso di sintomi soprattutto fisici (cefalee, gastriti, problemi reumatici, malattie della pelle, ecc.) o, infine, se il paziente ha già in corso una psicoterapia, è possibile affidarsi soprattutto al potere terapeutico dei rimedi omeopatici, che agiscono, sempre e comunque, sia sulla ‘mente’ che sul ‘corpo’.

    Gli incontri, in questi casi, non differiscono molto dalle normali visite omeopatiche: sono più distanziati nel tempo, e gli elementi psicologici sono al servizio della terapia omeopatica: aiutano a cogliere il significato del sintomo ( che è sempre presente, sia nei sintomi psichici che in quelli fisici), ad inquadrare meglio le problematiche del paziente, e, quindi, a scegliere il rimedio omeopatico ed i fiori di Bach più adatti.

    In ogni caso, la cura prende in considerazione tutti i sintomi del paziente, sia psichici che fisici, con l’obiettivo di curarli, quando possibile, e, negli altri casi, di integrarsi con le altre terapie, rinforzandone l’effetto, grazie all’attivazione del sistema di autoguarigione.

    In questo senso, quindi, si può definire ‘ecologica’, perché non agisce soltanto su un particolare ‘distretto’ psichico o fisico, ma cerca di individuare le radici profonde del dis-agio che ogni individuo esprime attraverso i sintomi, per aiutarlo a raggiungere quel livello ottimale di equilibrio psicofisico che, come ben sapeva Jung, è anche la meta del cammino che proprio questi sintomi, se li si ascolta, permettono di intraprendere.

    QUesti i contatti per avere maggiori informazioni

    Dr. Aldo Cichetti
    tel. : 06/44291832 – 3292925811

    Roma
    Via Udine, 5 – 00161 Roma

    San Benedetto del Tronto (AP)
    via Simone Formentini, 80 – cap 63039

    E-mail   [email protected]

  • Ridere per vivere

    Ridere per vivere

    In un studio medico californiano, un dottore, dall’aria bonaria, sta scrivendo sul suo ricettario.
    La paziente, seduta un po’ curva davanti a lui, scruta dubbiosa il ritratto di Charlie Chaplin appeso alle spalle del medico, accanto alla laurea di Harvard.
    La poverina soffre di una grave forma di tendinite che le blocca ambedue le mani: la depressione in cui è prostrata ne è effetto e causa assieme.
    Sulla ricetta la donna legge, stupefatta:
    •1,5 g. al di di vitamina C per tre mesi.
    •Visione di almeno 1/2 h al giorno di “Candid Camera”.
    •1 film comico a scelta.
    •Letture umoristico-satiriche, Q.B.
    “Faccia esattamente come è scritto” dice il medico frugando distrattamente nelle tasche della donna che, sensibile al
    solletico, già ride…
    “Vedrà che la prossima volta sarà in grado di prendere da sola il portafogli per pagarmi!”

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    CORPO E MENTE PARLANO TRA LORO

    Come vi sentite dopo una sonora risata?
    Indubbiamente un po’ meglio di prima. Il corpo è più rilassato, il battito cardiaco è regolare dopo la violenta accelerazione dello scoppio di risa. I muscoli si distendono dopo il forte irrigidimento; se avete mangiato, la digestione sarà più facile e rapida. Se foste in grado di farvi un analisi del sangue sul posto, scoprireste che sono entrate in circolo sostanze clic aiutano il sistema immunitario a difenderci dalle malattie; tra queste sostanze, le endorfine, dette anche oppioidi endogeni, cioè autoprodotti.
    E’ ormai assodato clic il proverbio popolare “il Riso fa buon sangue” ha dei solidi supporti scientifici. Il prof. Susumo
    Tonegawa, premio Nobel per la medicina, riprendendo i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, asserisce che “Chi è musone, triste, depresso, non riesce a tener lontane le malattie”.

    Cerchiamo di comprenderne il perché.
    Si sa ormai da tempo che moltissimi malanni hanno cause nervose; sono le cosiddette malattie psicosomatiche: gastriti ulcerose da capufficio, emicranie d’origine coniugale, cancri rispecchianti vite piene solo di tristezza, sfortuna, depressione. Le emozioni negative, cioè, influenzano il sistema nervoso il quale, a sua volta, agisce malamente sugli altri organi del corpo.
    Una branca della medicina, la psico-neuro-cndocrino-immunologia (PNEI), solo da pochi anni si sta occupando di questi fenomeni; in particolare gli studiosi si pongono la domanda: se quello appena descritto è il percorso delle emozioni negative, ne esislerà uno inverso per le emozioni positive?
    In medicina è stato osservato, un fenomeno curioso, l’effetto placebo, che si origina quando – negli esperimenti clinici – un malato assume false medicine da lui credute vere.
    Molti pazienti, così trattati, migliorano e guariscono. É la fiducia nella cura che mobilita nel paziente la voglia di
    guarire?
    Certo è il sistema inmuunitario che, sotto la possente spinta dell’emozione positiva della speranza, si rafforza fino
    a sconfiggere il male.
    Dunque una via emotiva alla salute esiste; si tratta di scoprire se emozioni come l’ilarità, la gioia, la contentezza possano rappresentare un’accelerazione di questo percorso verso la salute, attraverso la valorizzazione di quell’accorgimento di natura che consiste nell’allargare la bocca, alzarne gli angoli, illuminare gli occhi, espirare a scatti l’aria ed emettere sonori vocalizzi.
    Gli studiosi hanno calcolato che ridere anche un solo minuto al giorno equivale a 45 minuti di completo relax psicofisico.Rod Martin, dell’Università dell’ Ontario meridionale, in Canada, ha fatto una scoperta chiave:il senso dell’umorismo modera gli effetti intmuno-soppressivi dello stress. il caso di Norman Cousins – guarito dalla spondilite anchilosante -è, a tutt’oggi, il più eclatante esempio di come si possa guarire anche ridendo.
    Non si tratta di aver scoperto il farmaco miracoloso, ma è assodato che alcune sostanze prodotte da un cervello ebbro di riso incidono positivamente sul garante della salute, il sistema immunitario (e in più lo fanno gratis!).
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    In Italia la terapia del sorriso si è sviluppata soprattutto nella direzione di assistenza ai bambini affetti
    da malattie gravi con la tecnica apparentemente  elementare della “Clownterapia“.
    I corsi di questa nuova discipiana sono numerosi in ogni regione ed anche le richieste di volontari
    negli ospedali.  A Cesena esiste un corso di Clownterapia di 250 ore (!) tenuto dai massimi esperti mondiali.
    La diffusione è ormai a livello internazionale.
    Le ultime ricerche confermano che Ridere fa bene alla salute: la clown terapia rende meno ansiosi i bimbi
    L’intervento congiunto di arte terapia e clown terapia riduce l’ansia preoperatoria dei bambini ed è apprezzato dai loro genitori. E’ quanto appunto emerge da una ricerca sperimentale condotta all’Ospedale Bufalini di Cesena dall’Università di Psicologia di Bologna e presentata in questi giorni a Cesena, in occasione della Settimana del Buon Vivere da Ausl,  Dipartimento di Psicologia sede di Cesena, Associazione l’Aquilone di Iqbal e ArtinCounselling, con il patrocinio della Federazione Nazionale dei Clowndottori.

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    “Ridere, essere più sereni, fa bene alla nostra salute – ha detto Jacopo Fo, intervenuto come ospite d’eccezione –  E’ sempre più dimostrato che tutta la sfera emotiva – comprendente la nostra percezione del mondo, il nostro stato d’animo, il nostro umore – condiziona la nostra fisiologia: ridere fa aumentare i livelli di dopamina e di tutte quelle “droghe benefiche”, che il nostro corpo produce naturalmente. Ecco perché l’aspetto psicologico è così importante quando una persona si trova a dover affrontare una malattia”

    FONTE: Presentazione attività Associazione Ridere per vivere – Ostia – Roma
    a cura di Leonardo Spina e Sonia Fioravanti

    La clownterapia per i bimbi – cesenatoday.it