Categoria: RECENSIONI LIBRI

  • Parola del Signore, nuova edizione della Bibbia TILC

    Parola del Signore, nuova edizione della Bibbia TILC

    La nuova versione della Bibbia TILC, edita dalla casa editrice elledici, sarà presentata nella città del Vaticano in udienza da Papa Francesco il giorno Lunedì 29 settembre 2014.

    La Bibbia TILC è un incredibile successo di ELLEDICI – ABU (Alleanza Biblica Universale) con più di 13 milioni di libri venduti in Italia.
    Il successo editoriale della NUOVA VERSIONE della Parola del Signore BIBBIA TILC (traduzione interconfessionale in lingua corrente) sia l’Antico che il Nuovo Testamento, nella traduzione interconfessionale in lingua corrente (TILC), edita dall’editrice cattolica salesiana ELLEDICI e dall’ABU (Alleanza Biblica Universale), a mezzo della Società Biblica Britannica & Forestiera, vengono rieditati in una rinnovata versione a cura dai migliori esperti della Bibbia europei.

    Il successo della traduzione in lingua corrente dimostra quanto sia vivo l’interesse per la religione e quanto sia necessario un linguaggio diverso per ravvivarlo. Dietro c’è un lavoro lungo e molto impegnativo dei migliori esperti evangelici e cattolici scelti dalle chiese rispettive. Il lavoro iniziò già negli anni 70 e si concluse con la pubblicazione del Nuovo Testamento nel 1976 cui segui la pubblicazione dell’intera Bibbia uscita nel 1985.
    Anche questa versione viene pubblicata con la piena approvazione sia della Alleanza Biblica Universale che della Conferenza Episcopale Italiana.
    La TILC è una realizzazione assolutamente unica ed : si discosta da qualunque altra traduzione della Bibbia attualmente disponibile, per una fedeltà assoluta agli originali testi in greco e ebraico e, soprattutto, per la decisione di presentarli ai lettori odierni con forme e parole della lingua italiana corrente.
    La versione attualmente in edizione è ancora più consona ad una lettura veloce ad alta comprensibilità a per tutti ed è particolarmente rivolta ai giovani pensando ai quali è presente un ventaglio molto ricco di foto ed immagini ad uso specificamente scolastico.
    La Bibbia TILC è stata venduta in più di tre milioni di esemplari negli ultimi anni. La versione attuale è completamente rinnovata. Con l’approvazione ufficiale della Chiesa Italiana, mette in contatto e unisce le Chiese cristiane: più di un miliardo di persone che hanno in comune la fede in Cristo e questa traduzione della Bibbia per cancellare le separazioni e le difficoltà di compresione. L’edizione è completata da un ricco inserto a colori di 128 pagine. Le immagini presenti insieme ai testi della Bibbia, rivelano documenti del periodo storico e delle zone geografiche con carte dettagliate e descrizioni di report archeologici e storici con documenti culturali di approfondimento molto curate con anche tavole cronologiche.
    Valdo Bertalot, segretario generale della Società Biblica in Italia, intervistato sulla nuova edizione della bibbia in lingua corrente,in occasione del Sinodo valdese che svolto a Torre Pellice (To) ha rilasciato alcuni chiarimenti sul significato della nuova produzione editoriale.
    La Società biblica, che promuove la diffusione della Bibbia in ogni parte del il mondo, ogni circa 30 anni ritiene necessario aggiornare la traduzione perché la lingua non è ferma ma è in continuo movimento/evoluzione.
    Per tale motivo, dopo 30 anni dalla edizione della Tilc nel 1985, è stato messo in moto un processo impegnativo e lungo nel tempo, che si è concluso a maggio 2014 con la realizzazione della nuova edizione della Bibbia in lingua interconfessionale che era già stata aggiornata nel 2001 del Nuovo Testamento.
    Si è trattato di una realizzazione con la medesima dimensione interconfessionale che già aveva all’inizio e ha impegnato circa quaranta tra biblisti, redattori, e correttori di bozze che, pur non lavorando alla luce dei riflettori , danno il loro contributo al lavoro con competenza e grande sensibilità.
    Tra i biblisti protestanti c’è il prof. Daniele Garrone, docente di Antico Testamento alla Facoltà valdese di teologia, e tra i cattolici il prof. Carlo Ghidelli, già arcivescovo di Lanciano. Tutto il lavoro è stato diretto dal biblista Carlo Buzzetti, che purtroppo ci ha lasciato due anni fa, ed è stato proseguito da Paolo D’Achille, professore ordinario di Linguistica italiana all’Università degli studi Roma tre.
    La Nuova Edizione della Tilc si rivolge soprattutto a coloro che non vanno più in chiesa e che dunque sono lontani dal linguaggio liturgico e biblico delle traduzioni tradizionali della Bibbia.
    E poi ovviamente è rivolto a quelli che sono interessati al testo biblico ma ne percepiscono il linguaggio come troppo distante da quello utilizzato quotidianamente.

  • La cucina russa tra storia, letteratura e ricette

    La cucina russa tra storia, letteratura e ricette

    In quanti sanno che l’insalata russa in realtà è stata creata da uno chef francese e che il suo vero nome è Insalata Oliviér? O che fu Pietro il Grande a portare per la prima volta sulle tavole russe bistecche e filetti? Queste ed altre interessanti curiosità sull’arte culinaria russa sono state raccolte da Donatella Possamai nel volume “La cucina russa tra storia e letteratura” pubblicato da Orme Editore (pp 192, € 17.50). Ancora oggi in Italia, sono note ai più solo alcune famose pietanze russe come bliny, kvas, šči,insalata russa e caviale. Ma come spiega l’autrice nell’introduzione, “la cucina russa, troppo spesso erroneamente ritenuta povera, si rivela ad un conoscitore attento come ricchissima per la quantità e la varietà dei prodotti impiegati”.

    Il volume della Possamai raccoglie circa un centinaio di ricette tra antipasti, minestre, secondi piatti e dolci che hanno da sempre caratterizzato il popolo russo e la sua cucina. Non si tratta però di un semplice e classico ricettario, la peculiarità del libro è infatti il legame che l’autrice ricrea tra la cucina, la storia e la letteratura russa dando testimonianza di quanto la prima sia cambiata o meno nel corso degli anni e di quanto siano stati spesso eventi storici importanti ad averne influenzato i mutamenti.Possamai-Donatella

    Le ricette sono introdotte da un interessante e dettagliato excursus sulla storia gastronomica russa che ci permette di scoprire ad esempio che uno dei grandi vanti dell’antica Russia era la diversificata produzione di pane che, racconta l’autrice, “insieme al sale veniva offerto in segno di ospitalità e amicizia agli stranieri o ai visitatori, tanto che ancora oggi una persona ospitale viene definita chlebosol, che per l’appunto significa ‘panesale’”.  Ad influenzare la cucina russa e il modo di mangiare del popolo russo furono spesso e volentieri importanti cambiamenti storici. Quando le città russe, ad esempio, caddero sotto il dominio di Chinggis Khan nel 1237-40, i russi appresero dai tatari “come far fermentare il latte e ottenere il kefir, come conservare il cavolo in una soluzione salina e, sopratutto, l’uso del tè; sembra che persino il samovar, che potrebbe quasi essere considerato un emblema della Russia, trovi in realtà le sue origini presso il popolo tataro”.

    L’importanza di alcuni cibi all’interno della vita del popolo russo è testimoniata anche dai tantissimi proverbi a loro legati, come quello sul kvas “anche un kvas cattivo è meglio di una buona acqua” o i tantissimi detti legati alla kaša come “Dove c’è la kaša là ci sono i nostri”. Tante sono anche le citazioni letterarie di grandi autori della letteratura russa che, come Gogol’ e Puskin, hanno dedicato pagine delle loro opere alla descrizione delle pietanze e della loro preparazione.Il pranzo russo nel XVII secolo era formato da quattro portate: antipasti, zuppe, secondi a base di carne o pesce e dolci. Ad accompagnare i pasti c’erano bevande a base di miele, vari tipi di birre e kvas e, naturalmente, la vodka. Come racconta Possamai, la cucina come luogo in cui venivano appunto preparate le specialità russe conobbe un’importante evoluzione al tempo di Pietro il Grande il quale fece introdurre l’uso dei fornelli a sostituzione della stufa che era invece apparsa nei secoli XVI- XVII.

    L’autore dell’Evgenij Onegin, ad esempio citava spesso la okroška, “la nonna delle zuppe fredde”, nelle lettere inviate agli amici. Parlando poi di un vero simbolo della gastronomia russa, il caviale, l’autrice lo definisce “il principe degli antipasti” e spiega come da sempre i suoi maggiori estimatori siano stati gli italiani che lo importavano già dal 1728. Il blin, altro emblema della cucina russa, invece “simboleggia il sole e tutto quanto v’è di tradizionalmente ‘buono’ nella vita”.

    “La cucina russa tra storia e letteratura” è un libro ricco e prezioso per chiunque voglia avvicinarsi alla cucina russa scoprendone gli antefatti e apprezzandone le più importanti caratteristiche. Quello della Possamai è senza dubbio un approccio nuovo ed interessante alla cucina e alle ricchezze della gastronomia russa.