Autore: romanews.it_bloggers

  • Think green ECOFESTIVAL DAL 26 al 28 settembre all’Appia Antica

    Think green ECOFESTIVAL DAL 26 al 28 settembre all’Appia Antica

    Think green ECOFESTIVAL  e’ una manifestazione che nasce nel 2011 per promuovere e sostenere la cultura ambientale attraverso l’arte, laboratori, convegni e workshop, con lo scopo di creare una rete di legami tra gli addetti ai lavori e non. Il suo territorio di appartenenza è Roma, dove matura l’interesse per tematiche quali orti urbani, ciclabili,  km 0, artigianato del riciclo, educazione ambientale, riuso, etc. I principali sostenitori del festival sono l’associazione think green factory ed alcune realtà attive nel Municipio VIII. Di anno in anno il festival si arricchisce di contenuti e protagonisti che rendono ogni edizione un’esperienza unica: volontari, politici, associazionisti e cittadini volenterosi di far crescere  l’iniziativa, senza i quali non sarebbe possibile.
    Ci sono poi gli organizzatori che si affiancano a Francesca, la fondatrice del festival, ognuno con il proprio bagaglio culturale, risorse preziose per la crescita della manifestazione. Tra questi ricordiamo Karima ali Moselhi, Emanuela Marchetti, Maya Vetri, Maria Veronica Fortunato, Giuliana Lipparini, Gianluca Peciola,  Luigi Di Paola, Gloria Salvatori, Fabrizio Villegia, James Limongi. L ‘edizione 2014 è organizzata da Francesca Cencetti in collaborazione con Silvia Polli e Lucilla Pezzetta, la grafica è di Ombretta Gamberale, l’organizzazione del punto ristoro a cura di Irene e Stefano di strafood srl.

    THINK GREEN Eco Festival
    nasce per portare l’ecologia al centro della città attraverso la diffusione di idee concrete per una città ecologica, per la diffusione della bioedilizia, della mobilità sostenibile, dell’agricoltura biologica, del consumo consapevole, delle energie alternative, dell’importanza del riuso e del riciclo e per l’esercizio pratico e creativo di riutilizzo di materiali nonché per sostenere un alto livello di qualità della vita. Stimolare la creazione di nuove reti e rafforzare quelle esistenti.

    Le tematiche di quest’anno
    :

    . Transition Town
    . Permacultura
    . Consumo consapevole
    . Architettura sostenibile e bioedilizia
    . Rifiuti e riciclo creativo
    . Genitori a impatto zero
    . Orti urbani e terre pubbliche


    Per iscriversi all’ECOFESTIVAL come Artigiano o commerciante è semplicissimo!


    1) leggi il regolamento ed il documento di adesione
    2) valuta se partecipare per l’intera manifestazione o solo per 1/2 giorni
    3) scarica, stampa firma e rinviaci via mail la domanda di partecipazione ( scrivi ad [email protected] OGGETTO: iscrizione ecofestival)
    4) prosegui al pagamento via iban oppure contatta il tuo referente
    5) aspetta la conferma di adesione da parte della think green factory:


     
    Affrettati a prenotarti se sei interessato alle 18 postazioni con tavolo e sedia!

    Per maggiori informazioni vedi
    http://www.thinkgreenecofestival.it


    ENTE PARCO APPIA ANTICA
    :

    Ingresso principale (solo pedonale) Via Appia Antica, 42.

    Parcheggio interno:
    via Appia Antica n. 50 ingresso accanto fontanella dopo parcheggio  Ristorante Escargot (c/a 40 posti).

    Bus 118 e 218, o tutte le linee che fermano sulla Cristoforo Colombo all’altezza della Circonvallazione Ardeatina (30, 714, 715 eccetera)

    Bici: ciclabile Colombo raccordo Circonvallazione Ardeatina. Disponibili rastrelliere

    La domenica la via Appia Antica è chiusa al traffico privato dalle 9 alle  18 si consiglia di lasciare la macchina a Largo Galvaligi e dintorni (5 minuti a piedi).

    Per il programma completo della manifestazione nei tre giorni e per scaricare i moduli
    di partecipazione vedi il sito ufficiale
    http://www.thinkgreenecofestival.it
    Parco_Appia_antica
  • Che cosa è la floriterapia di Bach?

    Che cosa è la floriterapia di Bach?

    Fanno parte della Floriterapia, una “medicina alternativa”, che utilizza i fiori come base dei rimedi utilizzati in terapia; l’utilizzo dei Fiori di Bach ha origine dagli studi del medico gallese E. Bach, intorno al 1930. Egli selezionò un gruppo di fiori selvatici, che ancora oggi costituiscono la base dei 38 rimedi che rappresentano un metodo di cura per svariate patologie.

    Fondamentale è l’approccio che ha questa medicina verso il paziente: non viene curata la malattia in se, ma si cerca di estirparla riequilibrando lo stato psicofisico alterato del paziente, che produce come sintomo la malattia stessa.

    Classificazione dei rimedi
    I rimedi vengono preparati con processi di estrazione utilizzando il fiore della pianta, e sono presentati in soluzione in flaconi da 10ml o 20ml.

    rimedi per l’insufficiente interesse verso le circostanze presenti
    rimedi per la solitudine
    rimedi per chi è iperinfluenzabile e sensibile
    rimedi per lo sconforto e lo scoraggiamento
    rimedi per l’eccessiva cura del benessere degli altri
    rimedi per la paura
    rimedi per l’incertezza

    per ogni categoria vi è un gruppo di fiori che può essere utilizzato anche in combinazione con altri; ogni singolo fiore, come più avanti è descritto, presenta sfumature diverse.
    Vi è un’ulteriore distinzione dei rimedi, tra:
    rimedi di Tipo: in relazione con le caratteristiche della personalità
    rimedi di Aiuto: da relazionare allo stato transitorio della psiche.

    Preparazione e posologia

    Due sono i metodi principali utilizzati per la preparazione e somministrazione:
    Si prelevano da ogni flacone utilizzato due gocce che si versano in un contenitore da 30ml con acqua minerale naturale; si aggiungono due cucchiaini da the di brandy, come conservante.
    Il paziente assume 4 gocce 4 volte al giorno, sotto la lingua o in un bicchiere d’acqua, per un periodo di tempo variabile, che di solito si protrae per due mesi, ma che si può prolungare, anche modificando i rimedi utilizzati. In caso di somministrazione a bambini il brandy può essere sostituito con aceto di mele

    Un metodo più pratico consiste nel prelevare direttamente da ognuno dei flaconi dei rimedi scelti due gocce e versarle in un bicchiere d’acqua da prendere ad intervalli regolari 4 volte al giorno, con le stesse modalità di tempo del punto 1.

    Descrizione dei rimedi
    La scelta dei fiori di Bach andrebbe consigliata dal medico specialista, o da colui che ha padronanza della materia; l’autosomministrazione è possibile, ma richiede, per una corretta scelta, molta attenzione e capacità di autoanalisi.

    Una ottima guida alla floriterapia è sicuramente MANUALE DI FLORITERAPIA della Dottoressa Maria Margaretha Mijnlieff  e che è anocra uno dei libri più venduti sull’argomento a 20 anni dalla prima edizone.

    Maria Margaretha Mijnlieff è nata a Rotterdam il 18 Agosto 1935; si è formata studiando in Olanda, negli Stati Uniti ed in Italia.
    E’ laureata in psicologia applicata e si e’ dedicata soprattutto alla Floriterapia di Bach. Personalità dai molteplici interessi, ha avuto per molti anni contemporaneamente uno studio di floriterapia all’Aja ( Olanda ) e uno a Roma.
    E’ impegnata in una intensa attività di terapia, corsi e seminari che alterna a periodi di riposo che passa nella sua casa di Ostuni.
    Ricordiamo che Margaretha Mijnlieff è stata fondatrice della FAI Associazione Italiana di Floriterapia nel 1992 (poi sciolta nel 1998) divenendo la principale artefice della diffusione della conoscenza dell’opera di Bach in Italia. 

    Manuale di floriterapia.
    I trentotto fiori di Bach.
    I ventiquattro fiori californiani
    Xenia editrice 1994 – 1999
    7° edizione 282 pag. illustrato
    EURO 14.46

    FONTE:  www.bachflowers.com

  • Quali farmaci inserire nell’armadietto medicinali di casa?

    Quali farmaci inserire nell’armadietto medicinali di casa?

    Ecco i  consigli delle associazioni dei  farmacisti  su quali farmaci devono esserci nel nostro armadietto dei medicinali.

    1) Quali gli articoli sanitari che conviene tenere in casa?
    2) E che cosa mettere in valigia quando partiamo per una vacanza o per motivi di lavoro?
    3) Come regolarsi con le dosi e le misure?

    1. Medicine in casa

    Quali medicine tenere in casa?
    E’ difficile dare una risposta esauriente, forse è più corretto fare un elenco di quei prodotti che non dovrebbero mai mancare, elenco che potrai completare con quei farmaci specifici che la tua condizione può richiedere.

    Quali sono i farmaci da tenere in casa?
    Farmaci elencati per categoria farmaceutica:
    Antidiarroico; antidolorifico; antifebbrile; antispastico; antistaminico cpr; antistaminico pomata; carbone attivo; collirio; digestivo; disinfettante; emostatico; fialette odontalgiche; lassativo; pomata cicatrizzante; pomata per contusioni; pomata per ustioni; sciroppo per la tosse; stick per puntura di api;

    Quali sono gli articoli sanitari da tenere in casa?
    Articoli sanitari, acqua ossigenata, bende, garza, borsa per acqua calda, borsa per ghiaccio o ghiaccio istantaneo, compresse di garza, cerotti medicati, cerotto rocchetto, cotone idrofilo, fazzoletti di carta, forbici, laccio emostatico, misurini, pinzette, siringhe sterili, spille di sicurezza, succhiaveleno, termometro, tappi auricolari.

    2. Medicine in viaggio

    Se la destinazione del viaggio è all’ interno della Comunità Europea, ricorda di ritirare presso la Unità Sanitaria Locale il modello E111 che dà diritto di usufruire delle stesse prestazioni dei residenti.
    Portate con voi, nel quantitativo necessario, i farmaci che usate abitualmente e, se possibile, la relativa prescrizione medica. Predisponete un elenco ed in ogni caso consultate preventivamente il medico e il farmacista.

    All’ estero i farmaci conservano lo stesso nome?
    Spesso i farmaci all’estero hanno un nome diverso, in questo caso può essere utile annotare in modo completo il loro principio attivo ed il dosaggio.

    Durante il trasporto dove vanno riposti i farmaci?
    Conservate nel bagaglio a mano i prodotti che potrebbero occorrere, evitando loro gli shock termici tipici delle merci trasportate in aereo o in nave;

    E i farmaci che devono mantenere una certa temperatura?
    Esistono contenitori speciali per prodotti, come l’insulina, che devono rispettare particolari fasce di temperatura.

    Come ci si deve comportare al di fuori dell’ Unione Europea?
    · vaccinazioni e chemioprofilassi antimalarica: programmare entrambe per tempo informandosi dei problemi specifici della zona in cui ci si reca;
    · vaccinazioni: alcuni Paesi richiedono obbligatoriamente specifiche vaccinazioni (es. febbre gialla). Informarsi presso il Servizio internazionale per le vaccinazioni, il Consolato o l’Agenzia di viaggi;
    · informarsi presso la Unità Sanitaria Locale se esistono specifici accordi bilaterali e farsi rilasciare la documentazione necessaria;
    · assicurazione sanitaria privata: verificare la scadenza, se è valida all’estero e portare con sè una copia del contratto;
    · passaporto sanitario: può essere utile portare con sè una copia compilata dal medico curante.

    trucco Ecco di seguito delle tabelle di conversione tra volumi di uso comune e pesi equivalenti.

    DAL VOLUME AI GRAMMI
    Liquido cucchiaio da minestra cucchiaio da dessert cucchiaino da caffè
    Acqua 15g 10g 5g
    Liquidi acquosi 16g 12g 5g
    Tintura e liquidi alcolici a 60° 12g 9g 3g
    Sciroppi 21g 16g 6,5g
    Olii 12g 9g 3g

     

    DAI GRAMMI ALLE GOCCE
    1 grammo gocce corrispondenti
    Acqua distillata 20
    Tinture alcoliche 52/60
    Olii essenziali 50
    Soluzioni acquose 20

    FONTE: federfarma-mo.it

    trucco
  • Italia Paese di santi, poeti, navigatori e… farmacisti

    Italia Paese di santi, poeti, navigatori e… farmacisti

    I NUMERI DEL SETTORE FARMACIA
    In attesa dei concorsi indetti con le nuove leggi degli ultimi anni, attualmente esiste una farmacia ogni 3.465 abitanti, in media col resto d’Europa. Secondo i dati forniti da Assofarm, nel territorio italiano esisterebbero infatti ben 16.726 farmacie.
    In Italia il settore farmaceutico è soggetto a rigide e datate normative: in base al testo unico delle leggi sanitarie del 1934, la vendita di medicinali e prodotti per l’automedicazione può avvenire esclusivamente attraverso il canale delle farmacie e parafarmacie, ma queste sono soltanto un anello della catena distributiva dei medicinali in Italia, catena che vede coinvolti altri due attori, le industrie farmaceutiche e i distributori farmaceutici.

    Le industrie farmaceutiche in Italia, secondo i dati forniti da Farmindustria, sono 294 e danno lavoro a oltre 83mila persone per un fatturato che supera i 17 milioni di euro. La concentrazione più forte si ha in Lombardia con 127 industrie, seguita a distanza da Lazio e Toscana rispettivamente con 69 e 31 industrie, mentre tutte le altre regioni sono molto distanziate.
    Se a queste aggiungiamo le aziende produttrici di articoli per l’automedicazione (i cosiddetti prodotti da banco) il numero sale ulteriormente, pur mantenendo inalterata la predominanza del polo lombardo e di quello tosco-laziale. In base ai dati Anifa (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione) in Italia esistono 212 imprese che producono farmaci per l’automedicazione.
    In molti casi si tratta di industrie che producono sia farmaci dietro prescrizione medica, sia quelli da automedicazione, quindi non è possibile fare una somma algebrica delle due cifre, ma si superano comunque di gran lunga le 300 unità. Le imprese Anifa sono in genere di dimensioni medio-piccole i cui fatturati non superano i 2,5 milioni di euro (65% del totale). Soltanto una piccolissima percentuale supera i 50 milioni di euro all’anno. A queste possiamo poi aggiungere le industrie omeopatiche, in Italia rappresentate dall’Aio (Associazione italiana omeopatia) che conta 39 associate.

    A parte i medicinali che le industrie vendono direttamente a ospedali e case di cura (circa il 12%), tutti gli altri passano dai 141 distributori farmaceutici che, considerando anche le filiali dipendenti da una sede principale, diventano 262 unità distributive, in media una ogni 60 farmacie circa (dati Adf, Associazione distributori farmaceutici).
    Il comparto farmaceutico è, quindi, una realtà molto variegata, con numeri decisamente interessanti e un dato è certo: non può fare a meno di soluzioni informatiche ovviamente molto verticali, che devono far fronte alla complessità del settore, con le specificità di ognuno dei tre anelli della catena distributiva.
    Le farmacie devono vedersela con oltre centomila prodotti ipoteticamente vendibili, seimila dei quali da custodire negli scaffali, un magazzino che immobilizza ingenti risorse finanziarie, un Servizio Sanitario Nazionale lentissimo nei pagamenti. E poi con i rapporti con i fornitori e con la gestione della contabilità e dell’inventario, per non parlare del tempo necessario per essere aggiornati sulla mutuabilità o meno dei farmaci e su tutte le variazioni che quotidianamente riguardano i farmaci.
    Una farmacia non può fare a meno di modem, computer, software gestionale ad hoc e penne ottiche per leggere i codici a barre dei medicinali, fonte di tutte le informazioni necessarie per l’immagazzinamento e la vendita di ogni singolo farmaco. “Ogni giorno dobbiamo collegarci alla banca dati centralizzata di Federfarma per scaricare gli aggiornamenti sui prodotti farmaceutici – ci spiega Riccardo Perrier, titolare della farmacia Perrier di San Gavino Monreale in provincia di Cagliari – e dobbiamo farlo due volte al giorno per essere costantemente aggiornati sulle disposizioni relative ai farmaci. Il tutto via modem”.
    La farmacia Perrier ha una rete composta da un server e quattro personal computer, di cui tre alle casse, tutti dotati di penna ottica. Per la gestione di tutto il processo di vendita utilizza un software verticale messo a punto da Elabora, una software house di Cagliari che non si limita al semplice supporto tecnico, ma è anche l’intermediario per accedere alla banca dati e fornisce assistenza telefonica continua.
    “La nostra esigenza principale – prosegue Perrier – è poter effettuare la vendita sapendo che tutti i dati in nostro possesso su quel determinato farmaco sono aggiornati in tempo reale, cioè sapere se è mutuabile, se non lo è più, se lo è diventato… e allo stesso tempo dobbiamo aggiornare i dati del nostro magazzino per sapere cosa è necessario ordinare dai distributori cui facciamo gli ordini due volte al giorno.
    Ogni volta che arrivano i nuovi farmaci bisogna poi fare il caricamento ordine sul programma leggendo i codici a barre di ogni singola confezione con una penna ottica che automaticamente carica i dati. Per legge dobbiamo fare l’inventario una volta all’anno e il programma ci aiuta anche in questo: usandolo bene e aggiornando i dati tutte le volte che è necessario, l’inventario è praticamente già fatto”.
    Il software utilizzato dalla farmacia Perrier permette di gestire le giacenze, di sapere quanti pezzi di quel prodotto ci sono ogni giorno in magazzino e crea per ogni farmaco una scheda molto dettagliata. “Il programma è addirittura troppo ricco – spiega Perrier – molti moduli non li usiamo neppure perché non ci servono. Mi resta solo un sogno: poter controllare dal computer anche le scadenze dei singoli farmaci, invece questo dobbiamo ancora farlo a mano controllando una per una periodicamente tutte le singole confezioni, per poi mandare al “macero” i farmaci con la data in scadenza”.
    I “grossisti del farmaco” devono vedersela con altri problemi. Come quelli che comunica l’Adf, “la distribuzione dei medicinali dev’essere tempestiva, capillare ed efficiente. Tempestiva, perché gli ordini inviati giornalmente dalle farmacie ai distributori intermedi vengono evasi, nel caso dei medicinali, entro un intervallo di 12 ore lavorative. Capillare, perché le farmacie vanno rifornite tutte, indipendentemente dalla loro dislocazione, dalle loro dimensioni e dalla consistenza economica dell’ordine. Efficiente, perché a ogni paziente deve essere assicurata la disponibilità di qualunque medicinale, nel minor tempo possibile e in condizioni di perfetta conservazione”.
    Per le industrie farmaceutiche le esigenze sono legate a una produzione sottoposta a rigidi vincoli normativi, alla gestione della supply chain, alla distribuzione dei farmaci e alla gestione degli informatori scientifici, ormai tutti dotati di notebook per trasmettere giornalmente i propri dati alla sede centrale.
    Un mondo antico quello dei medicinali, ma che ha un bisogno imprescindibile di soluzioni verticali ad hoc e di fornitori di tecnologia preparati e in grado di suggerire soluzioni innovative.

    FONTE:  www.01net.it

  • L’evoluzione dell’informazione è Twitter !

    L’evoluzione dell’informazione è Twitter !

    Il popolare social network sta attraversando il momento di maggior sviluppo nel contesto tecnologico italiano. La crescita esponenziale di traffico generato, inteso come iscrizioni e frequenza di utilizzo da parte degli utenti, si sta esprimendo anche attraverso nuove direzioni di utilizzo del mezzo. Nel mondo dell’informazione e quindi del giornalismo, lo strumento è entrato nella quotidianeità di addetti ai lavori e lettori, sempre più alla ricerca di nuove notizie aggiornate in tempo reale.

    Il punto. L’architettura e l’usabilità dello strumento, hanno già mutato il modo di diffusione delle “breaking news”, portando il giornalista ad avere un contatto sempre più diretto con i propri lettori. Eventi, manifestazioni, conferenze stampa sono solo alcuni dei casi in cui Twitter viene utilizzato come strumento utile all’aggiornamento continuo degli accadimenti in corso. Alcuni lo hanno definito “un flusso di lanci di agenzia”. Le peculiarità del social network fanno in modo che quello delle notizie flash sia il naturale sviluppo del mezzo, capace di arrivare in tempo reale al lettore ancor prima di tanti altri mezzi di comunicazione. Rispetto a Facebook, Google+ o altri canali concorrenti, Twitter fa dell’immediatezza e della capacità di sintesi i propri punti di forza.

    Lo sviluppo. Fatte queste considerazioni è evidente quanto, l’assunto che i giornalisti abbiano bisogno dei social media tanto quanto i social media hanno bisogno dei giornalisti, sembra quanto mai verosimile. Il giornalismo e la diffusione delle notizie hanno trovato terreno fertile in un nuovo canale di distribuzione, che alimenta la rapidità della diffusione e la risonanza mediatica delle notizie, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di numerose reti sociali.

    In conclusione. Il giornalismo e i giornalisti si trovano davanti ad un cambiamento epocale. Abituati a ridurre il contatto con i propri lettori a brevi interventi pubblici, si ritrovano davanti ad un nuovo modello di giornalismo che muta radicalmente l’intera concezione della professione. La presenza costante, e di conseguenza la conversazione, assumno un ruolo fondamentale in termini di credibilità e diffusione del proprio pensiero. I social network premiano la partecipazione, stimolano l’interazione e alimentano la capacità di diffusione della notizia attraverso le reti sociali create dagli utenti.Da parte delle imprese editoriali, ignorare questa considerazione sarebbe un errore imperdonabile. Anticiparla sarebbe stata un’intuizione che avrebbe potuto creare un notevole vantaggio rispetto ai propri competitor. Consapevolizzarsi e agire di conseguenza è diventato oramai quasi una questione di sopravvivenza.

  • Murales di San Basilio rimossi dal Comune

    Murales di San Basilio rimossi dal Comune

    Il 16 settembre il Campidoglio ha comunicato la sua volontà  di promuovere e valorizzare la street art come forma espressiva artistiche di assoluto valore culturale e sociale. In tal senso sono state inserito delle opere nell’ufficio dei rapporti con i cittadini riferite al caso del progetto AMVA e si è anche espresso esplicito apprezzamento per i murales  disegnati in molti quartieri romani.
    Pur tuttavia in riferimento ai murales apparsi a San Basilio nei giorni scorsi, il comune ha comunicato che rappresentano una violazione del codice penale (articolo 342) perchè contengono offese esplicite nei riguardi delle forze dell’ordine e pertanto si procederà  alla loro rimozione.
    Nell’occasione, Ignazio Marino, sindaco di Roma, ha comunicato al questore  per ribadire un ringraziamento per l’attività  continua che viene svolta dagli uomini e dalle donne delle forze dell’ordine impegnati a tutelare la sicurezza di tutti i Romani.  Il murales apparso sui muri del quartiere San Basilio rappresenta offensivamente dei poliziotti raffigurati come animali.
    L’immagine è¨presente insieme ad altri lavori del cosiddetto “Progetto Samba” in cui artisti di varie nazionalità  hanno disegnato enormi dipinti sulle facciate delle case popolari. L’opera voleva  ricordare Fabrizio Ceruso, un ragazzo di Tivoli di 19 anni morto nel 1970, il giorno 8 settembre, a causa di un colpo di pistola vagante durante scontri con le forze di polizia per una manifestazione di piazza di lotta per la casa.
    L’episodio ricorda un altro caso di rimozione murales avvenuto a Gennaio 2014  quando Mauro Pallotta che realizzò il murales superpope che raffigurava Papa  Francesco fù cancellato da un muro di Borgo Pio su un preciso intervento dell’Arma dei Carabinieri. Pallotta comunicò di essere soddisfatto del successivo riscontro positivo che la sua superpope aveva avuto e
    che  si trattava di una realizzazione urbana e quindi necessariamente da rendere fruibile a tutti.
    Pallotta rimase lusingato perchè il proprio il Vaticano mise in risalto il chiaro valore simbolico dell’opera anche se ovviamente dispiaciuto della rimozione e si ripropose di non disegnare antieroi ma solo super eroi.
    il Consigliere Municipio ROMA IX EUR, Massimiliano De Juliis, ha presentato un documento per chiedere al Consiglio del  Municipio di ospitare una rassegna dell’opera dell’artista Mauro Pallotta ed in particolare il significativo Murales “SuperPope”.

     

  • Frutta e verdura biologica a Roma a km zero

    Frutta e verdura biologica a Roma a km zero

    Roma è il più grande comune agricolo italiano ed anche di Europa. Grazie alle politiche del Campidoglio delle recenti amministrazioni, l’agricoltura biologica è stata fortemente incentivata e quasi tutti gli ospedali, asili comunali ed altre istituzioni sono rifornite da aziende agricole a prevalente coltivazione biologica.
    L’uso da parte dei privati non è invece notevolmente diffuso anche se ha avuto una accellerazione negli ultimi anni. Tra il 2006 d il 2010 il numero dei negozi al pubblico di alimenti biologici è aumentato di ben 6 volte passando da 15 ad oltre 100.
    Inoltre si sono diffusi ache i Farmer’s Market che spediscono la spesa direttamente a casa o di sceglierla proprio dai produttori. Accorciando la filiera produttiva il prezzo si riduce ed aumenta la conoscnza dei prodotti di stagione e la cultura del cibo e della sana nutrizione.

    PRODOTTI A KM ZERO

    Oltre a risparmiare, i prodotti agricoli a km zero permettono di prevenire meglio malattie e danni all’ambiente.
    Acquistare prodotti locali,  infatti, oltre ad eliminare il costo delle spese di trasporto, limita le emissioni di Co2.
    Inoltre, si sostengono i produttori locali, che sono, in tal modo, incoraggiati a continuare a produrre alimenti sani.

    AZIENDE E COOPERATIVE DEL COMMERCIO BIOLOGICO

    Zolle è una cooperativa che lavora con oltre 80 piccole aziende agricole della regione Lazio con portale e-commerce on line permettendo di fare acquisti stando a casa mediante un Form apposito. La scelta dei prodotti disponibili varia a seconda dell’azienda. I prodotti giungeranno a destinazione il pomeriggio o la sera stessa.
    Consegna in tutta Roma e in alcune zone limitrofe. I pagamenti avvengono tramite carta di credito, domiciliazione bancaria o bonifico. È possibile programmare ordini settimanali o mensili. Non solo, i cartoni di imballaggio varranno recuperati da loro alla consegna successiva.

    MagiorDomus, invece, oltre alla consegna degli alimenti mette a disposizione il servizio SMILE per ricevere a casa, ogni giorno, quotidiani e periodici o, per chi ama l’arte, i biglietti per spettacoli, concerti e manifestazioni sportive. I prodotti sono tutti a km zero, provenienti dalle campagne laziali. Ci sono sia ortaggi e frutta (ordinabili dal martedì al sabato), sia carne, uova e prodotti dolci e salati. La composizione della spesa varia ogni settimana. E’ richiesta una tassa d’iscrizione di 15 euro, ma ci sono anche molti servizi opzionali. Inoltre, MagiorDomus applica la formula “Soddisfatti o rimborsati”, garanzia di una certa attenzione e qualità.
    Per il ritiro di persona al fine di scegliere con mano i prodotti, la fondazione Campagna Amica organizza un mercato di prodotti laziali al Circo Massimo, il sabato  la domenica dalle 10.30 alle 19.30. I prodotti si possono assaggiare sul posto e comprendono: ortaggi, frutta, olio, formaggi, latticini, miele, salumi, pane, prodotti da forno, uova, carne, vino e quant’altro si possa immaginare che possa esserci nel repertorio di un’azienda agricola. Portando una bottiglia di vetro, inoltre è possibile fare una capatina al distributore di latte crudo.

    Un’altra azienda, che non prevede la consegna a domicilio ma il ritiro in sede o nell punto vendita è AgriBios. Tutti i prodotti sono certificati “no OGM”, senza concimi chimici né diserbanti. Le piante sono seguite passo a passo dalla nascita alla raccolta nel massimo rispetto della natura. L’Azienda vende anche miele, marmellate, conserve e olio. La spesa è ordinabile via mail o con una telefonata. La sede si trova a Monterotondo, nel Parco provinciale Barco a Gattaceca, 19 km fuori dal GRA. Il punto vendita a Roma invece è a Ponte Milvio, via Riano, box 20.

    Queste iniziative permettono una spesa consapevole, che sostenga i piccoli produttori e abbia cura dell’ambiente. Alcune ricerche dell’Università di Tor Vergata hanno mostrato evidenze sul maggior contenuto di nutrienti e soprattutto microelementi degli alimenti biologici. Inoltre l’assenza di pesticidi li fà preferire dalle persone soggette ad allergie ed intolleranze alimentari.
    Le persone che si rivolgono al commercio biologico per i propri acquisti alimentari sono sempre di più, e le coltivazioni sono migliorate anche nel garantire sapore e gusto più gratificante per tutti.
    Biologico sempre di più si identifica anche con “buono” oltre che salutare per le persone e l’ambiente.