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    economia solidale
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    romanews.it – wiki index
    Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso dei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma
    La modernizzazione dell’agricoltura e l’origine della “filiera lunga”
    La filiera corta – Vantaggi e svantaggi della modernizzazione in agricoltura

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  • La prima chiesa mormone a Roma

    appena fuori dalla moderna Roma una nuova
    centro religioso è emerso vicino al
    villaggio della regina latina abou pelota
    in omaggio alla Città colta per la quale
    si chiama Roma di 40.000 piedi quadrati
    Italia tempio della Chiesa di Gesù
    Cristo dei santi degli ultimi giorni prende il design
    spunti dall’antica Roma duratura
    influenze che hanno avuto un impatto sul mondo
    in architettura e arte per 2000 anni
    è bello l’artigianato
    esperto e perfetto questo deve essere uno
    che quando hai camminato su questo lato
    ogni persona dovrebbe sentirsi come fosse
    su un sito italiano riconosceranno
    a causa dei materiali a causa di
    il design e grazie al
    intorno al 1997 la chiesa acquistò
    una fattoria di 15 acri disponibile e la chiesa
    comprato la terra che nessuno conosceva
    esattamente quello che sarebbe successo qui
    ma i membri hanno iniziato a chiamarlo così
    pezzo di proprietà il futuro tempio
    posto
    durante l’ottobre generale della chiesa
    conferenza nel 2008 il presidente Thomas s
    Monson annunciò i piani per un tempio a
    Roma, due anni dopo, ha iniziato a lavorare
    il progetto è stato un grande giorno per me
    la mia famiglia e per tutti i santi
    Ora l’Italia festeggia i membri italiani
    un altro giorno storico il completamento di
    il loro tempio tanto atteso che ho un
    sentimenti forti grazie a noi finalmente
    avere un tempio molto vicino a noi qui
    in Italia ora i miei figli ne avranno di più
    opportunità di andare al tempio poi io
    quando ero più giovane vengo dalla Sicilia
    così potrei andare al tempio solo una volta a
    anno è davvero una grande opportunità e
    benedizione per tutte le cose qui dentro
    L’Italia per tornare dal nostro Padre celeste
    ospita le strutture sacre curvate
    Bianco sono le pareti rivestite di granito
    ispirato al design ovale del
    Era barocca che incorpora un
    vasta gamma di vetrate
    finestre ispirate all’olivo il
    chiesa nostro figlio Carlene nel quartiere Fontan
    Ho subito pensato che potesse essere
    ispirazione per il tempio iniziato
    questo primissimo concetto di tempio della cagliata
    sia all’esterno che sul
    interno i migliori materiali possono essere
    visto in tutto il tempio di roma italia
    dalla pavimentazione in pietra variata
    toscana settentrionale e marmo dalla spagna
    sparire un legno di ciliegio di Berlino
    fresature e infissi in vetro di venezia
    tutto creato e installato da top
    artigiani e artigiani il tempio come un
    espressione del nostro amore e devozione a
    il salvatore per Gesù Cristo
    cosa è troppo buona per una guerra quelli
    materiali evidenziati nei templi
    notevole scala atrio un vero
    prodezza ingegneristica a cui è collegato
    la parte superiore in fondo così è
    essenzialmente una scala flottante libera
    e ovviamente una forma ellittica il
    reminiscenza di design ovale di
    Il capolavoro di Michelangelo, Piazza del
    Campo Dalia è qualcosa da vedere
    intricati motivi ellittici
    trasporta nel soffitto di Florrick
    e scala che circonda a
    vetro soffiato a mano unico nel suo genere
    lampadario che incorpora il
    Dipinti con motivi a foglie veneziane
    tutte le aree del tempio che ricordano il tempio
    ospiti di Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti
    per seguirlo quest’opera d’arte nel
    battistero che prende i salvatori
    battesimo
    il Battista ha lo scopo di mantenere
    con l’esempio del Salvatore per inserire il
    acque di battesimo e il suo comandamento
    che tutti devono essere battezzati qui tempio
    i clienti possono agire per conto di coloro che
    non ha avuto la possibilità di essere battezzato
    in questa vita a Lane si avvolge la pietra
    un carattere ovale ornato in stile romano
    foglie di acanto sostenute da dodici buoi
    in rappresentanza delle 12 tribù di Israele
    opere d’arte più superba decora il
    sala istruzioni dove membri devoti
    conoscere la creazione dell’amore di Dio e
    scopo della vita che il nuovo mondo rivela a
    magnifico scenario raffigurante l’Italia
    paesaggio dalla campagna al paesaggio marino
    applique cristalline e dipinte a mano
    le sedie esaltano l’atmosfera barocca
    la stanza nuziale e nelle sale sigillanti
    le famiglie sono unite per sempre
    dimostrato dagli specchi apparentemente
    riflessione infinita che simboleggia
    eternità
    la stanza celeste incarna il
    progressione di raggiungere il paradiso stesso un
    squisito lampadario di cristallo fatto a mano
    funge da centro della stanza
    accentuato da arredi eleganti e di maggio
    dagli artigiani italiani fino ai più
    dettaglio intricato
    [Musica]
    nei nostri santi templi disponibili sono i
    sacramenti più sacri e importanti o
    ordinanze che riceviamo come membri di
    una chiesa e quelle ordinanze portano
    pace
    portano uno scopo di cui sono fonte
    gioia straordinaria una delle più suggestive
    elementi del campus del tempio il
    centro visitatori centro a sé stante
    giusto
    ma quando vidi le statue del Salvatore
    il Christus e i dodici apostoli esso
    è stato solo un momento spiritualmente sbalorditivo
    per me
    di fronte al tempio attraverso il
    finestre a figura intera una statua a grandezza naturale
    dei cristalli accompagnati dal
    dodici apostoli originali ad eccezione del
    figura della piscina che sostituisce Giuda
    Iscariot sono repliche del Bertil
    due mondi su statue nella chiesa di
    Nostra Signora in Danimarca la chiesa luterana
    concesso un permesso speciale per il
    Chiesa di Gesù Cristo di quest’ultima
    appena

  • Il consumo critico nel pensiero dei GAS

    2.3 II Consurno critico nel pensiero dei GAS

    Il consumo critico64 per i GAS 6 un modo di concepire l’atto del consumo con it rispetto di alcuni principi etici, ossia l’acquisto di prodotti biologici/ecocompatibili, in quanto sono coltivati con pratiche che riducono al minimo l’utilizzo di composti chimici quali pesticidi, diserbanti e concimi chimici dannosi sia per l’uomo che per l’ambiente; l’acquisto di prodotti locali per sostenere l’economia del contesto, favorendo cosi la vitalita, imprenditoriale nelle aree rurali, l’occupazione e la circolazione della ricchezza a livello locale. Comprare locale permette anche di tagliare la filiera riducendo i passaggi di intermediazione e quindi i costi, oltre che l’inquinamento dovuto al trasporto. Il sostegno ai piccoli/piccolissimi produttori vuole consentire la sopravvivenza alle piccole imprese che altrimenti sarebbero schiacciate dalle grandi aziende, le quali meglio sanno destreggiarsi in un mercato globalizzato e rispettare i diritti dell’uomo, in quanto vengono acquistati prodotti in aziende che rispettano i diritti dei lavoratori. La volonta di riacquistare autonomia e controllo sulle proprie scelte di consumo e applicare it consumo critic() all’ intero modello di economia ha allargato la loro visione. Da un lato e preso in considerazione l’acquisto di altri prodotti oltre a quelli alimentari, come detersivi ecologici per la pulizia della casa o per l’igiene intima, vestiti e scarpe, filtri per l’acqua; dall’altro l’estensione del concetto di consumo critic() a progetti piu ampi nel cameo dei servizi avviando collaborazioni con operatori telefonici no-profit come Livecom65, provider come Lillinet66 e di software open source67‘Banca Etica68 come alternativa per i servizi bancari, MAG69 (Mutua per l’Autogestione) per i finanziamenti, CAES (Consorzio Assicurativo Etico Solidale) per le assicurazioni.

    La solidarieta e it carattere che contraddistingue queste realty e puo essere declinata sotto varie forme. Saroldi (2002) spiega cosi it significato della parola: “Ii gruppo e solidale con i soci che si impegnano reciprocamente e volontariamente nella sua gestione, e solidale con i produttori adottando forme di scambio eque e diretta, e solidale con

    64 Anche detto “consapevole”, “etico” o “responsabile”.

    65 Sito internet: www.livecom.it.

    66 Sito internet: www.lillinet.org.

    67 Esistono diversi tipi di software open source creati ad hoc per gestire Pattiviti dei GAS come l’inserimento dei listini e la gestione della raccolta ordini. Alcuni esempi si possono trovare su www.opengas.org, www.gasdotto.net, www.retedes.it e www.gestigas.org.

    68 Sito internet: www.bancaetica.it.

    69 Sito internet: www.magroma.it.

    70 Sito internet: www.consorziocaes.org.

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    l’ambiente perche si rifornisce di alimenti e di prodotti rispettosi della natura e infine e solidale col Sud del mondo in quanto favorisce lo sviluppo del commercio equosolidale”71.

    Prendere in considerazione i piccoli produttori, che sono in generale ad alta intensity di lavoro, permette di promuovere l’occupazione, al contrario di el.() che succede nelle grandi aziende meccanizzate. Allo stesso tempo, la distanza tra luoghi di produzione e consumo talvolta puo portare a ignorare le condizioni di lavoro cui sono sottoposti i lavoratori nei paesi a Sud del mondo o in Asia. Il fine e proprio quello di costruire una coltura basata sul rispetto e sulla reciprocity. I prodotti acquistati tramite it GAS, infatti, mirano a creare una society basata sulla solidarieta, dove i soggetti partecipanti cooperano e collaborano, invece di essere antagonisti nel sistema economico. E considerato molto importante lo sviluppo di una consapevolezza profonda delle conseguenze degli atti del consumo e dell’importanza di un’economia basata sulla solidarieta. Tutti gli attori sono invitati a la modality con cui si relazionano l’un l’altro e a instaurare rapporti diretti basati sulla fiducia e reciprocity.

    Creazione di comunita e azione collettiva

    Il bisogno di “ri-personalizzare” e “ri-socializzare” l’atto del consumo e uno dei punti cardini dei GAS. Lo scopo dei promotori e quello di Yormulare un’etica che unisca le person invece di dividerle, che metta in comune tempo e risorse invece di tenerli separati, che porti alla condivisione invece di rinchiudere ciascuno in un proprio mondo (di consumi)” (Retegas, 1999). Il modo pill formalizzato di socializzazione consiste nel partecipare attivamente alla vita organizzativa del gruppo. Ogni aderente, durante le riunioni, prende decisioni importanti in merito agli aspetti gestionali, quali la scelta dei produttori o la determinazione dei cicli di ordine e ritiro. Inoltre la possibility di istituire uno spazio (fisico e temporale) in cui ciascuno possa incontrarsi, scambiarsi opinioni e pratiche di consumo, spinge l’individuo a sentirsi parte della comunita e a instaurare rapporti di amicizia basati sulla fiducia reciproca (Feenstra, 2007). Prossimita, fiducia e reciprocity sono, infatti, valori fondamentali di ogni gruppo e gettano le basi per un’ulteriore crescita di queste esperienze (Holloway e Kneafsey, 2000; Hinrichs, 2000). I consumatori possono arrivare anche a organizzare delle gite, condividere auto, elettrodomestici o case vacanze (Mont, 2004; Brunori et al., 2011). In questo modo e possibile condividere uno stile di vita, basato sulla ricerca quotidiana dell’essenzialita, e

    71 Saroldi, Gruppi di acquisto solidali. Guida al consumo locale, EMI, Bologna, 2001, p.8.

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    della sobriety semplicemente come conseguenza naturale delle scelte attuate sino a quel momento (Retegas, 1999). In alcuni casi il rapporto diretto con il produttore puo convincerli a stringere rapporti di collaborazione fino anche a condividere il rischio di impresa o partecipare attivamente (o solidalmente) all’attivita lavorativa72Un’ulteriore aspetto relazionale e che l’alleanza tra produttori e consumatori consente di conoscere l’origine dei prodotti, tramandando culture e tradizioni locali. Saroldi (2002) parla di cultura della conviviality basata sulla condivisione delle risorse naturali in un’ottica di fiducia reciproca.

    La forza del gruppo ha un diretto impatto sulla vita dei cittadini/consumatori. Coordinarsi per fare insieme gli acquisti rende possibile ripartire tra persone con diverse competenze le tante scelte che riguardano le variety, i metodi di produzione, le tecniche di trasformazione, la provenienza e, pill in generale, la quality degli alimenti e, quindi, permette di prendere decisioni efficaci. Inoltre condividere uno stile di consumo pill sostenibile puo portare a creare una consapevolezza profonda che porta a modificare gli stili di vita delle persone e a renderli pill vicini ai bisogni del territorio. Viene infatti promossa la costruzione di reti tra i diversi GAS a livello regionale e nazionale; la promozione di iniziative sociali o politiche sul territorio, che riguardano, per esempio, la mobility sostenibile, la finanza etica, il benessere degli animali o il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Secondo Marino (et al. 2013), la consapevolezza ambientale dei consumatori ha effetti positivi moltiplicativi poiche si ripercuote anche nella scelta di acquisto di altri prodotti non prettamente alimentari e nel comportamento di tutti i giorni.

  • I GAS nella transizione tecnologica

    2.3.1 I GAS nella transizione tecnologica verso lo sviluppo sostenibile

    Analizzando il tema del prezzo vogliamo capire se quella dei GAS puo essere una realty replicabile su larga scala; se vi sia sostenibilita sociale e dunque accessibility ai prodotti anche per le famiglie a medio e basso reddito. Innanzitutto per() e utile comprendere come si pone la letteratura riguardo alle potenzialita dei GAS nel contribuire a una riforma radicale del sistema agroalimentare. Per far questo, analizziamo il contesto dei GAS sotto la lente della teoria dell’innovazione.

    Esistono due paradigmi sul modo in cui bisognera affrontare la riforma del sistema agroalimentare. Il primo 6 quello che viene chiamato “dell’agricoltura neo-moderna” o

    72 Cio avviene pill spesso tramite il prefinanziamento e l’impegno all’acquisto come nel caso del progetto “Spiga e Madia”.

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    “della modernizzazione ecologica”. Si tratta di una rivisitazione del modello della Rivoluzione Verde (ISFOL, 2011) che Integra l’applicazione massiva delle nuove tecnologie (biotecnologie e nanotecnologie) per la gestione delle sfide della competizione globale e dei vincoli ambientali (Spaargaren et al. 2012). Il secondo e quello dell’agricoltura sostenibile e multifunzionale – anche chiamato dello sviluppo “ecologico integrato” (Lang, 2004), che ritiene necessaria una rifondazione delle priorita e dei valori dello sviluppo economico e assume come base fondante i limiti alla crescita derivanti dalla limitatezza delle risorse naturali, gia riconosciuta dal famoso studio del Club di Roma nel 1972 (Meadows et al.,1972; Buttel, 2000; Jackson e Michaelis, 2003; Bruckmeier e Tovey, 2009).

    Per quel che riguarda le reti alimentari alternative, alcuni studiosi sostengono che le filiere corte si possono sviluppare solo negli “interstizi” (o nicchie di mercato73) del sistema dominante (Renard, 1999) e rappresentano quindi una reazione difensiva, non riflessiva, alla globalizzazione (Hinrichs, 2003; DuPuis e Goodman 2005, DuPuis et al. 2006, Guthman 2007). Esse non rappresenterebbero pertanto una minaccia al sistema dominante, poiche non solo convivono con esso, ma ne traggono it motivo della loro esistenza.

    Altri autori guardano con interesse all’intrinseco potenziale innovativo delle filiere corte, ritenendo gli attori coinvolti in grado di costruire delle alternative rispetto ai circuiti convenzionali di produzione-consumo, attraverso la condivisione di valori e principi diversi da quelli puramente economici (in questo caso ambientali, culturali ed etici) (Marsden et al., 2000; Hinrichs, 2000; Holloway e Kneafsey, 2000; Goodman e DuPuis, 2002; Renting et al., 2003; Ilbery e Maye, 2005; Kirwan, 2004; Fonte e Grando, 2006; Brunori, 2003; Brunori, 2007). Questa visione porta a considerare tali alternative una via di mezzo tra le mere nicchie di mercato e un rovesciamento radicale del capitalismo (Goodman e DuPuis 2002, p. 18). Le forme di filiera corta sono considerate come la prefigurazione di un “nuovo paradigma di sviluppo rurale” (Fonte, 2010; Raffaelli et al., 2009), che usa la `locality’ come chiave per la transizione verso la quality dei processi economici (Marsden et al., 2000; Goodman, 2003). Sostenendo i principi di sostenibilita e multifunzionalita si reputa che le filiere corte siano capaci di influenzare it sistema

    73 II mercato di nicchia e una forma di vendita che si concentra su piccoli gruppi di clienti. La nicchia e infatti un gruppo circoscritto di clienti che ricerca in un prodotto o servizio benefici per soddisfare bisogni e desideri particolari. Di solito le nicchie sono disposte a pagare prezzi elevati per assicurarsi prodotti e servizi che rispecchino determinate caratteristiche. Il vantaggio di una nicchia rispetto a un segmento esteso di clienti, e la minore concorrenza presente.

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    dominante e di guidarlo verso pratiche piu sostenibili (Lockie e Kitto, 2000; Tovey, 1997). Non a caso it Commissario europeo per 1’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Dacian Ciolo§74 (2012) ha affermato che uno degli elementi innovativi della politica di sviluppo rurale dopo il 2013 sara quello di «rimettere in comunicazione tra loco i grandi bacini di utenza urbani e i bacini di produzione circostanti, favorendo le iniziative dei mercati nelle cilia».

    Nel contesto di questa seconda posizione vi e una parte di letteratura focalizzata sul ruolo della filiera corta nella “transizione tecnologica” verso lo sviluppo sostenibile. Essa intende analizzare le effettive potenzialita di consolidamento e crescita delle filiere corte per definire i possibili scenari futuri. La letteratura in questione si sviluppa nell’ambito dell’approccio convenzionale all’innovazione, in cui le innovazioni devono essere sperimentate all’interno di processi produttivi gia esistenti per poi essere migliorate e giungere a condizionare it modello produttivo vigente.

    L’innovazione 6 qui intesa in senso complessivo e “multilivello” come quel cambiamento in grado di mettere in discussione i principi che regolano it network dal quale l’innovazione stessa e nata.

    I concetti fondamentali della teoria della transizione basata sulla prospettiva multilivello sono due: il paradigma tecnologico75 e il regime. Il primo rappresenta un modello che deve essere sviluppato e migliorato dalla continua sperimentazione, basato su idee e opinioni relative al modo e alle conoscenze con cui affrontare i problemi (Dosi, 1982); il secondo consiste invece nel sistema di regole che coordina le reti di attori e cose, grazie alla trasformazione dei paradigmi in concrete reti di relazioni (Brunori et al., 2007).

    La prospettiva multilivello (MLP) riferisce tre concetti di analisi ad altrettanti livelli (Geels e Schot, 2007) (figura 2.6): il regime socio-tecnologico, la nicchia tecnologica e it panorama socio-tecnologico. Il primo consiste nell’evoluzione del modello di regime tecnologico elaborato da Nelson e Winter’s (1982), definito come quel “sistema di regole comprese in un complesso coerente di conoscenze scientifiche, pratiche ingegneristiche, tecnologie del processo di produzione, caratteristiche del prodotto, ability e procedure, modi di gestione di artefatti utili e persone, modi di definizione dei problemi, tutti fattori inseriti in istituzioni e infrastrutture” (Rip e Kemp, 1998). Il secondo concetto detto anche

    74 Dal 2010 e commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale nella Commissione Barroso II. (http://it.wikipedia.org/wiki/Dacian_Ciolos).

    75 II paradigma e inteso come l’insieme di teorie, leggi e strumenti che definiscono una tradizione di ricerca in cui le teorie sono accettate universalmente (Kunh, 1962).

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    “nicchia di innovazione76 rappresenta quegli spazi economici protetti, posizionate ai margini del regime dominante, dove 6 possibile sperimentare pratiche alternative e trovare soluzioni a specifici problemi (Kemp et al., 1998; Seyfang, 2009). Nelle nicchie nascono novita (o novelty), piccoli cambiamenti con il potenziale di diventare radicali grazie al potere incubatore della nicchia stessa, che le protegge dalla selezione del mercato dominante (Schot, 1998; Kemp et al., 1998). Nello sviluppo l’innovazione e accompagnata dai piccoli network di attori interni alla nicchia. Il panorama socio-tecnologico rappresenta un ambiente esogeno, non direttamente influenzato dalla nicchia e dal regime, caratterizzato da elementi di natura globale al cui interno possono coesistere diversi regimi contemporaneamente. I cambiamenti al suo interno sono lenti e si possono visualizzare solo con il passare di decine di anni.

    L’importanza delle nicchie per conseguire cambiamenti radicali nel panorama socio-tecnologico sono rimarcate da Kemp (et al., 1994), che sottolinea come le innovazioni che si creano all’interno del regime non sono in grado di cambiare radicalmente il regime

    Figura 2.6: Quadro concettuale della transizione tecnologica

    Fonte: Geels (2004)

    stesso, poiche si muovono sempre nel rispetto delle regole preesistenti. Lo sviluppo e it consolidamento delle novelty all’interno della nicchia, se direttamente genera la

    76Il concetto di nicchia deriva dall’ecologia, che definisce lo `spazio ecologico’ come quel luogo in cui una o pin specie attingono a risorse non insidiate da altre specie. La nicchia ecologica definisce it comportamento di un organismo o una popolazione rispetto alla distribuzione di risorse e come a loco volta essi alterino questi stessi fattori. La nicchia descrive la posizione relativa di una specie o di una popolazione nel suo ecosistema.

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    Entrando a far parte del regime dominante le nicchie si adattano e subentrano ai diversi livelli della societa: economico, relazionale, istituzionale, culturale, ecc. Sfidando attori, regole e artefatti preesistenti, la nicchia preme fino a quando il regime non si sara modificato acquisendo i nuovi paradigmi (Brunori et al, 2007); dallo stesso panorama socio-tecnologico possono a loro volta provenire pressioni che innescano processi di cambiamento nei regimi e stimolare la formazione delle nicchie (Rip e Kemp, 1998; Guidi, 2009).

    L’allineamento di questi processi genera quella rottura in grado di far accedere la novelty nel mercato dominante e di mettere in competizione i nuovi regimi con quelli preesistenti. L’affermarsi e la buona riuscita della novelty, al contatto con il regime dominante, porta alla formazione di nuovi regimi che a loro volta influenzano il panorama socio-tecnologico.

    Analizzando i cambiamenti avvenuti nel settore agro-alimentare in questi anni, alcuni autori sostengono che, nei sistemi agro-alimentari, questi processi di cambiamento si possono compiere solamente a livello locale, poiche sono fortemente influenzati dalla conoscenza tradizionale del luogo (Ploeg et al, 2004). Per questo le innovazioni prodotte non possono essere trasferite in altri luoghi e situazioni senza essere adattate al contesto in cui devono funzionare. Dunque la nicchia si configura come lo spazio in cui i singoli attori mettono in pratica processi di apprendimento a livello locale. Tra questi processi vi e per esempio quello del prezzo.

    Il modo con cui i GAS si approcciano al tema del prezzo puo essere considerato una novelty, un’innovazione in corso di sperimentazione e assestamento all’interno della nicchia che sta cercando una propria collocazione all’interno del regime agro-alimentare dominante.

  • L’importanza del consumo

    L ‘importanza del consumo nella transizione verso la sostenibilita

    Da cio emerge la necessita di dirigere la transizione del regime alimentare verso una maggiore sostenibilita (ambientale, economica, sociale). Una rappresentazione della transizione si puo vedere nella figura 2.8 in cui nuovi paradigmi si affermano e danno luogo a cambiamenti a diversi livelli. Seyfang e Smith (2006) propongono di applicare la teoria della transizione (Rip e Kemp 1998; Rotmans et al. 2001; Geels 2004; Kemp e Loorbach 2006) allo studio del consumo sostenibile. Questa teoria si basa sull’assunto che esistono due tipi di innovazione: la prima, detta incrementale, e basata su un miglioramento step by step’ generato dall’apprendimento sul cameo e supportato dalla

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    conoscenza tecnico-scientifica prodotta all’interno del paradigma stesso; la seconda, denominata radicale, consta nell’introduzione di un nuovo paradigma sulla base di nuove conoscenze e nuove risorse. A questo proposito si scorge, nella letteratura sulle filiere corte e sulle reti alimentari alternative, la visione del consumo critico quale it motore per favorire i processi di transizione verso la sostenibilita (Holloway et al. 2007; Lockie e Kitto, 2000; Maye et al. 2007; Fonte, 2008; Schermer et al. 2011). Per rispondere a tali esigenze, l’azione collettiva e le pratiche di acquisto e consumo vengono ridefinite e riorganizzate interamente.

    Nel contesto della transizione verso lo sviluppo sostenibile si sottolinea l’opportunita di favorire la creazione di ‘nicchie verdi’, come sperimentazione sociale, per la diffusione di processi di apprendimento (Geels e Schot 2007; Geels, 2004). Attraverso processi di

    Figura 2.8 : Schema riassuntivo della transizione attraverso l’azione collettiva e it

    consumo critico

    Fonte: Elaborazioni personali

    apprendimento e interazione sociale, i gruppi riconfigurano it sistema socio-tecnico, definendo nuovi approcci, set di regole, modelli organizzativi e artefatti (Rossi e Brunori, 2011).

    E opinione condivisa the l’apprendimento sia di cruciale importanza per migliorare la capacita di generare soluzioni nuove a problemi specifici (apprendimento di primo ordine) o di immaginare e generare possibili alternative al sistema dominate (apprendimento di secondo ordine) (Kemp et al. 1998, Hoogma et al. 2002; Smith et al.,

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    2005; Seyfang, 2009). Quest() e qualcosa che va ben al di la del consumo critico, mostrando una capacita di cambiamento e di critica al sistema dominante ben pill profonda e incisiva. E la capacita di sperimentare percorsi innovativi e di mostrare il bisogno di innovazione su pill ampia scala il vero potenziale di questa esperienza, di per se limitata in termini dimensionali (Rossi e Brunori, 2011).

    Se da una parte, la letteratura sulla transizione prende in considerazione ‘nicchie verdi’ di innovazione che operano interamente secondo una logica di mercato; dall’altra Seyfang (2006, 2009) sottolinea la necessity di tener conto nello studio della ‘transizione’ anche della necessity di creare una forza mirata al cambiamento dei modelli di consumo.

    Seyfang (2009) distingue tre principali approcci alla teoria del consumo: un approccio utilitaristico, uno psico-sociologico e uno strutturale. Il primo deriva dall’economia neo-classica e dall’individualismo metodologico, che pone la massimizzazione dell’utilita come obiettivo principale del consumatore. Tale concezione secondo Barry e Slater provoca una division tra consumatori e produttori, tra cittadini esperti e profani (2002).

    Il secondo ha le sue origini nell’antropologia sociale (Douglas e Isherwood, 1979) e nella sociologia (Bourdieu, 1984). In quest’approccio i consumatori rispondono non solo a obiettivi di massimizzazione dell’utilita individuale, ma anche a motivazioni intrinseche derivanti da norme sociale e valori morali. Per esempio alcuni interpretano il cibo secondo l’idea del totem di Durkheim, come simbolo che rappresenta le relazioni sociali alla base della produzione (Douglas e Isherwood, 1978), piuttosto che secondo quella del prodotto-feticcio di Marx (Goodman e DuPuis, 2002).

    Infine l’approccio strutturale da valore alle dimensioni materiali e collettive del consumo, piuttosto che a quelle soggettive e individuali. Se oggi i sistemi di approvvigionamento alimentare sono considerati sistemi rigidi (Fine e Leopold, 1993) che costituiscono un insieme di modelli produttivi, istituzioni e norme che non lasciano molto spazio alle scelte dei consumatori, in accord() con Seyfang (2006, 2009), la transizione a un modello di consumo sostenibile non puo avvenire con la somma dei cambiamenti nei comportamenti individuali ma piuttosto richiede un’azione collettiva mirata a trasformare radicalmente lo stesso sistema di approvvigionamento.

    La capacita di trasformazione del consumo, anche secondo Sanne (2002), non puo essere sorretta appellandosi all’interesse personale dei consumatori. Per trovare una via alternativa 6 necessario guardare ai limiti che incontrano gli individui quando adottano nuovi comportamenti di consumo e alle opportunity che si presentano loro per superarli.

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    In accordo con la teoria della transizione, i GAS rappresentano quelle nicchie, intese come spazi protetti in cui sperimentare nuovi paradigmi e nuove soluzioni. I gruppi operano attraverso quelli che sono stati definiti processi di apprendimento e interazione sociale (Rossi e Brunori, 2011) per fornire al sistema socio-tecnico nuovi approcci, regole, modelli organizzativi e artefatti. Lo scopo e quello di riconfigurare i limiti tra consumo e politica offrendo un modo alternativo a quello consolidato di consumo, innescando in questo contesto processi di innovazione ad alto livello (Brunori et al., 2011).

    In poche parole sono la chiave per innovazioni di sistema e si prospettano come un terreno fertile in cui sperimentare e sviluppare il cambiamento nelle pratiche di consumo (Brunori et al., 2011). Ecco perche sono considerati “laboratori di sperimentazione” (Brunori et al., 2011; Rossi e Brunori, 2011; Salvioni e Fonte, 2013 ; Belletti et al., 2010).

    Il GAS mette in dubbio la relazione tra i bisogni e le necessita, tra l’indispensabile e il superfluo, un dibattito molto ampio nella letteratura del consumo sostenibile (Reisch e Ropke, 2004). Considerando che la pratica di consumo e inserita in un contesto sociale, il GAS crea un contesto sociale alternativo in cui e pill facile staccarsi dalle vecchie pratiche. Secondo la teoria della transizione, infatti, il cambiamento degli stili di consumo passa per l’adozione di nuove norme e artefatti in sostituzione di quelli vecchi, processo che e alla base della costruzione di un nuovo regime socio-tecnico (Geels, 2004; Smith, 2006), cosa che i GAS hanno come obiettivo.

    the finora ne e escluso.

  • Il consumo come pratica sociale

    Ii consumo come pratica sociale

    Il GAS, creando un’azione collettiva, permette ai consumatori di esercitare la loro azione, applicando il cambiamento all’intera pratica del consumo. Questa visione si propone di analizzare l’attivita dei GAS attraverso la lente della Teoria delle Pratiche Sociali. Per Reckwitz (2002) una ‘pratica’ (Praktik) e un tipo di comportamento routinario composto da diversi elementi, interconnessi tra loro: azioni fisiche, attivita, mentale, “oggetti” e il loro uso, background di conoscenza, know-how, emozioni e motivazione.

    66

     

    La pratica sociale ruota intorno al concetto di co-produzione, riassunto nella figura 2.9. Tale pratica viene vista come un comportamento routinario che convoglia tre differenti configurazioni: una teleo-affettiva, denominata anche ‘agency’, che abbraccia fini, progetti, emozioni e stati d’animo (Schatzki 1996); una materiale / funzionale, che comprende cose, oggetti, tecnologie e attivita fisiche; una socio-culturale, immateriale, che comprende norme e ruoli sociali, abitudini, conoscenza tacite e pratiche delle cose e del loro use (competenze). Secondo Fonte (2013), i GAS favoriscono la transizione verso un sistema alimentare pin sostenibile tenendo conto della complessita della pratica sociale e della necessity di intervenire ai diversi livelli (motivazionali, socio-culturali, strutturali e materiali).

    Figura 2.9: Schema della co-produzione

    Fonte: Elaborazioni personali

    Nel nostro caso, l’azione collettiva dei GAS mira a creare un sistema di approvvigionamento agroalimentare innovativo, che rende accessibile a tutti i prodotti biologici. La motivazione deriva dall’inaccessibilita di questi ultimi nel sistema di approvvigionamento convenzionale. Le nozioni socio-culturali si basano su diversi criteri di azione. Nel caso della selezione dei prodotti e dei produttori; la struttura materiale/funzionale si basa su un nuovo modo di fare la spesa, non pin con it carrello dentro al supermercato ma su internet e poi in un luogo di scambio e socializzazione. La nuova pratica pud funzionare se gli individui riorganizzano le proprie routine e si adattano ai nuovi modelli (figura 2.10). Il cambiamento avviene grazie allo spostamento

    67

     

    del contesto relazionale: it consumatore lascia i vecchi networks, affidandosi ai nuovi, e modifica it suo grado di coerenza rispetto alle proprie scelte di consumo in base a processi di apprendimento (Brunori et al., 2011).

    I processi the si attivano all’interno dei GAS avvengono attraverso l’interazione sociale tra individui con un diverso grado di consapevolezza e di coerenza nei

    Figura 2.10: Affermazione della nuova pratica sociale nei GAS

    Norme, regole,
    competenze, abitudini,
    conoscenze
    ·Ricerca di cibo sano e piu sostenibile a prezzi · · · · · · · · ·Nuovo modo di fare la spesa: online e in socialite · · ·
    ·Agricoltura bio, legame diretto con it produttore locale e piccolo · · · · · · · · ·
    progetti, stati d’animo
    Tecnologie, oggetti e it loro uso, attivita fisiche

     

    Fonte: Fonte e Seneghe (2013)

    comportamenti di produzione e di consumo. Il meccanismo si attiva nel momento in cui i pin esperti trasferiscono conoscenze e valori ai nuovi entrati, i pin consapevoli ai meno consapevoli.

    A tale proposito Rossi e Brunori (2011) distinguono tre ambiti di relazione attraverso cui avvengono i processi di apprendimento (figura 2.11):

    • L’interazione tra pari, ovvero tra consumatori o tra produttori
    • L’interazione tra consumatori e produttori
    • L’interazione con altre organizzazioni

    Nel primo l’interazione tra consumatori li porta a uscire dalla dimensione “individualizzata” delle loro pratiche di acquisto-consumo (Jaffe e Gertler, 2006), condividendo processi di scelta e ritrovando la funzione di mediazione sociale svolta dal cibo. Tra i produttori si verifica una condizione di interazione e collaborazione, in molti casi impoverita nei rapporti di filiera. Alla necessity di ritrovare la socialite delle pratiche di produzione e consumo si affianca quella di una loro ri-territorializzazione (Renting et al., 2003) in contrapposizione al processo di de-territorializzazione in atto dal meccanismo moderno (van der Ploeg, 2004; Murdoch et al., 2000; Marsden, 2003).

    68

     

    In quest’area si affrontano diversi aspetti: it superamento delle difficolta, it rafforzamento dell’identita, lo scambio di conoscenze e principi, la ridefinizione dei bisogni, it senso di efficacia dell’azione individuale, lo sviluppo di capitale sociale comunitario, la socializzazione e la crescita dell’impegno al di la dello scambio economico (esempio attraverso le pratiche del baratto o del dono; impegno civico e consapevolezza politica). Vivendo questa esperienza collettivamente, l’apprendimento diviene

    Figura 2.11: Schema di sintesi dei livelli di interazione tra GAS e altri soggetti

    Fonte: rielaborazioni uersonali su Brunori (Ross e Brunori. 20121

    “apprendimento sociale o collettivo” (social learning) nel senso che tale innovazione condivisa e diviene parte di uno schema comune di pensiero e azione, che rafforza it percorso dei singoli e crea sinergie.

    Nel secondo caso si tratta di processi di co-apprendimento che portano alla creazione di quei nuovi significati e preferenze, norme e regole che sono alla base di modelli tecnici e organizzativi alternativi propri di questi sistemi di relazione diretta. Si tratta in sintesi dello svolgimento della co-produzione. In questa fase le interazioni tra consumatori e produttori vertono prevalentemente sulla qualita del prodotto, (biologico, locale, tradizionale, stagionale), sulla dimensione economica della relazione (prezzo giusto, forme di pagamento, modalita di condivisione del rischio economico) e gli altri aspetti che

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    qualificano la stessa relazione (rispetto, reciprocity, conoscenza diretta), gli aspetti organizzativi.

    Questo tipo di relazione aiuta a definire it concetto di co-produzione77 (Brunori et al., 2011) per indicare it diverso approccio alle relazioni tra produzione e consumo e ai loro processi, tradotto in modelli tecnici e organizzativi alternativi (Brunori et al., 2010). Nel contesto della co-produzione emergono metodi innovativi di gestione delle relazioni tra GAS e agricoltori. Nascono cosi reti di supporto a produttori in difficolta finanziarie (in molti casi attraverso forme creative), come quella avviata agli inizi del 2009 dall’iniziativa di circa 80 GAS che si sono mobilitati e hanno concesso un prestito di 110 mila euro per permettere a un piccolo caseificio biologico in crisi di liquidity (Tomasoni di Gottolengo, BS) di non chiudere i battenti e continuare la sua produzione78

    Il terzo livello di interazione avviene tra it GAS e altri attori e network: mercati contadini, associazioni di produttori, ma anche con altri attori locali impegnati nella costruzione di sistemi alimentari alternativi o, pill in generale, interessati a modelli economici e a forme di organizzazione sociale sostenibili (associazioni ambientaliste o del commercio equo e solidale, movimenti sociali, comitati di cittadini, imprese del terzo settore, associazioni culturali, amministratori locali, istituzioni scolastiche e sanitarie, istituti di ricerca, agenzie formative, tecnici). La capacity di mettersi in relazione, di condividere approcci e progettualita all’interno di network inclusivi rappresenta una componente essenziale della possibility di favorire piii ampi processi di transizione, in grado di andare ben al di la di una mera ristrutturazione di filiera (Rossi o INEA, 2012). Le relazioni che si sviluppano in questo contesto inter-organizzativo e le relative opportunity che ne derivano si stanno rivelando molto importanti ai fini dei processi di apprendimento e di innovazione (Brunori et al., 2008; INEA, 2012). In particolare, sono alla base della possibility di sviluppo di altre forme di cittadinanza alimentare (Renting et al., 2012; Seyfang, 2006) o di altre forme di consumo etico e della creazione delle condizioni per lo sviluppo di impegno civico e consapevolezza politica, contribuendo alla formazione di un diverso approccio al cibo quale punto di partenza per altri cambiamenti di atteggiamento e pratiche (Sassatelli, 2004).

    Per favorire una transizione verso un sistema alimentare pill sostenibile, le politiche devono tenere conto della complessita della pratica sociale e del contesto relazionale in cui

    77Vedi Ritzer e Jurgenson (2010) e Schermer et al., (2011).

    78 AA.VV., GASP. Gruppi di acquisto solidale e partecipativo, Edizioni Punto Rosso, Milano, 2009,

    p.172.

    70

     

    sono immersi i consumatori. Bisogna dunque intervenire sui diversi livelli (motivazionali, socio-culturali, strutturali e materiali) per attivare it cambiamento.

    Uno di questi cambiamenti avviene infatti nel campo della sostenibilita sociale, dell’accessibilita. Affrontare it tema del prezzo nella filiera dei GAS, dunque, significa indagare se la pratica in corso di consolidamento sta raggiungendo l’obbiettivo di rendere accessibili i prodotti biologici a uno strato di popolazione the finora ne e escluso.

  • Roma – tutti i divieti visti dagli stranieri

    Vacanze in Italia: Roma vieta questo nelle famose attrazioni turistiche – sei a favore o contro?

    ROMA, la capitale d’Italia, ha preso l’ennesima misura drastica per contenere l’eccesso di turismo nelle sue attrazioni più popolari. La città ha vietato le bancarelle di souvenir nei principali siti turistici tra cui il Pantheon e Piazza di Spagna.

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    Vacanze in Italia: le bancarelle possono oscurare la vista per i visitatori e aggiungere alla congestione (Immagine: Getty Images)

    Roma, in Italia , ha vietato le bancarelle di souvenir nei luoghi turistici più famosi della città. Il sindaco della capitale italiana, Virginia Raggi, ha affermato che gli stand “offuscano” Roma. Ha detto che le bancarelle di souvenir sono “incompatibili con il decoro e la sicurezza”.

    Raggi ha aggiunto che è stata presa la decisione di “proteggere il patrimonio culturale e monumentale della capitale, nonché la sicurezza pubblica nelle aree affollate”.

    Le bancarelle, che sono spesso poste direttamente di fronte ai monumenti, possono oscurare la vista dei visitatori e accrescere la congestione intorno a quelle aree.

    Il divieto è una mossa tanto attesa da Raggi, che in precedenza aveva rivendicato le bancarelle “rovinando l’immagine di Roma”.

    Ha detto: “Per anni, i monumenti della città sono stati offuscati dai venditori che vendono bevande, panini e ciondoli di fronte ai gioielli architettonici di Roma. Questo non è più tollerabile. ”

    LEGGI TUTTO:  Terza Guerra Mondiale: mappati i paesi più sicuri del mondo 

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    Vacanze in Italia: il sindaco della capitale italiana, Virginia Raggi, ha affermato che gli stand “appannano” Roma (Immagine: Getty Images)

    La repressione si applicherà a 17 venditori a Roma che vendono souvenir come figure del Papa, magneti per il frigo e statuette del Colosseo.

    Ai venditori è stato vietato allestire le attrazioni turistiche più popolari della città.

    Questi siti includono Piazza di Spagna, il Pantheon, la Fontana di Trevi e Piazza Navona.

    Tuttavia, otto di loro saranno in grado di allestire i propri stand nelle strade vicine al sito originale.

    I venditori non sono contenti della nuova regola che reprime le bancarelle dei souvenir.

    Hanno sostenuto di fornire un servizio ai turisti a Roma.

    Angelo Di Porto, che ha una stalla accanto alla Fontana di Trevi, ha detto a The Telegraph:

    “Questo è stato nella mia famiglia per sette generazioni.”

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    Vacanze in Italia: la repressione si applicherà a 17 venditori a Roma che vendono souvenir (Immagine: Getty Images)

    Ha aggiunto che lo stand era un “business legittimo” che paga l’affitto e una serie di tasse.

    Due associazioni che rappresentano i proprietari delle bancarelle di Roma hanno promesso di combattere le nuove regole attraverso un tribunale amministrativo regionale.

    Sostengono che non sono stati offerti ai venditori abbastanza siti alternativi.

    La repressione segue una serie di misure rigorose introdotte a Roma.

    L’estate scorsa, è stato annunciato che ai visitatori è stato vietato di sedersi su Piazza di Spagna.

    La polizia romana emetterà fischi a coloro che riposano i piedi e scaccia coloro che si sono alzati contro le scale.

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    Vacanze in Italia: i fornitori in questione devono spostarsi su altri siti dopo l’entrata in vigore della regola (Immagine: Getty Images)

    Ora è anche illegale trascinare valigie su ruote e passeggini lungo le scale storiche.

    Inoltre, è vietato passeggiare per la città senza una cima, così come entrare nelle fontane pubbliche.

    Le autorità di Roma hanno anche decretato che quando si beve da fontanelle pubbliche – conosciute come nasoni (che significa grandi nasi) – non è permesso lasciare che le tue labbra tocchino il beccuccio di metallo.

    Invece, i turisti assetati dovrebbero mettere un dito sotto la bocca del becco.

    Ciò si tradurrà in getti d’acqua da un buco in alto e la creazione di un arco d’acqua facile da bere.

    FONTE: express.co.uk
    https://www.express.co.uk/travel/articles/1226051/italy-holidays-rome-ban-souvenir-stands-holidays-2020-news-latest

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  • La visione dei GAS di Roma

    La visione dei GAS di Roma

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    Nei GAS di Roma esistono due concezioni riferite alla loro attività (Fonte et al., 2011; Fonte e Salvioni, 2013). Nonostante la diversità di ideologie, alcuni vedono i GAS come “servizio” per i propri colleghi o soci, con l’obiettivo principalmente di offrire un canale alternativo, più “umano” che possa garantire un buon rapporto qualità prezzo;

    **I GAP sono originati dalle iniziative contro il carovita promosse da Rifondazione Comunista ma oggi operano in modo del tutto indipendente.

     

    altri (la maggioranza) hanno un approccio più politico: vedono gli acquisti tramite i GAS come una strategia di consumo critico, che mira a cambiare la struttura dell’economia e della società. Tra questi ultimi una parte vuole indurre il cambiamento nel sistema a partire da un cambiamento ‘immateriale’, inteso come cambiamento culturale e nelle relazioni sociali e chi invece intende la trasformazione in maniera strutturale, come impatto economico, considerato il solo capace di provocare un cambiamento socio-politico (Fonte e Salvioni, 2013). Queste due visioni non sono contraddittorie ma convivono nello stesso gruppo.

    I GAS di Roma esprimono un interesse comune per i cibi biologici e, in particolare, per la questione legata alla non accessibilità di questi prodotti all’interno dei canali convenzionali. L’obiettivo comune sembra essere quello di costruire un sistema per l’approvvigionamento di alimenti biologici accessibile anche a redditi medi e medio-bassi (Fonte et al., 2011; Brunori et al., 2010).

    Questo punto di vista è dovuto al fatto che, nonostante gli alimenti biologici siano considerati piùl sani e di migliore qualità degli alimenti convenzionali e che siano ambiti da tutti, nei negozi specializzati o nei supermercati non sono accessibili a tutti per i prezzi troppo elevati. Secondo alcuni partecipanti dei GAS di Roma i prezzi dei prodotti biologici nei negozi specializzati (paragonati a “negozi di gioielleria”) sono “esagerati” e “inaccessibili” (Fonte, 2011).

    Tali valutazioni rendono più esplicito quanto già e espresso nel Documento base, dove i GAS sottolineano la necessità di rendere disponibili i prodotti biologici alle fasce di reddito basse o medio-basse: “trattandosi spesso di prodotti di nicchia, con uno scarso mercato e una scarsa capacità distributiva da parte dei produttori, i prezzi sono alti e disincentivanti per le molte famiglie a basso reddito. Il GAS, oltre ad aumentare gli sbocchi di mercato di questi prodotti, consente di far accostare al consumo critico anche chi sarebbe altrimenti tagliato fuori per motivi di reddito”.

    L’organizzazione dei GAS di Roma risponde sia al problema della produzione di alimenti sani, sia a quello della distribuzione degli stessi a prezzi accessibili. L’attuazione del consumo critico nei GAS prende avvio dal cibo, poiché è considerato un’esigenza primaria che può creare quel legame particolare, intimo tra i componenti del GAS e fungere da tramite per trasmettere determinati “valori” e avere un impatto politico concreto, per la transizione verso un modello più sostenibile.
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    Nella filiera dei GAS si riflette la volontà di individuare quello che e un prezzo “giusto”anziche “minimo”, giusto sia per i produttori che per i consumatori, in un’ottica di sostenibilità economica di lungo periodo, tenendo conto dei valori ambientali e sociali incorporati nei prodotti. Secondo) la loro visione, la determinazione dovrebbe tener conto anche dei rischi e della discontinuità degli acquisti (Fonte e Salvioni, 2013; Fonte et al., 2011), visione che corrisponde alla definizione di sicurezza alimentare.Vista questa necessità, i GAS di Roma promuovono la costruzione di una relazione di fiducia con il produttore, in cui si presuppone che il prezzo da lui stabilito sia il prezzo “giusto”, anche se ovviamente si fa contestualmente una comparazione tra prezzi al consumo e ne può scaturire un negoziato.

    Esemplare e, in questo caso, il progetto di prefinanziamento con l’Azienda Agricola il Papavero del maggio del 2013 (Riquadro X), in cui i GAS di Roma hanno stipulato un accordo per andare incontro ai diversi punti critici che venivano riscontrati nell’approvvigionamento di fragole e pesche.

    L’accordo di prefinanziamento tra l’Azienda Agricola “Il Papavero” e i GAS di Roma.

    Nel maggio 2013 é stato definito un accordo di prefinanziamento tra 25 GAS di Roma e l’azienda Agricola Biologica “Il Papavero”, produttore di fragole e pesche. L’Azienda, situata ad Acilia, è nata nel 1938 e ha acquisito la certificazione biologica nel 1994. Questa decisione ha portato i titolari, Angelo e Fiorella, a intraprendere la strada della filiera corta: “Abbiamo deciso di avere un contatto diretto con chi consumava i nostri prodotti, dando importanza anche all’aspetto sociale. Ci siamo avvicinati a questo mondo alternativo dei GAS che è una valida alternativa al malato sistema distributivo the governa la nostra società. Siamo arrivati al prefinanziamento, perche ci è sembrata una risposta veramente valida alla domanda di cambiamento nostra e dei GAS”. Il prefinanziamento ha permesso all’Azienda di pianificare la produzione con la certezza di trovare sbocco all’offerta e di non incorrere nell’eventualità di dover buttare il prodotto per mancanza di acquirenti. Il prezzo proposto dal produttore stato discusso con i GAS coinvolti ed è stato reputato equo. In seno all’accordo è stato anche stabilito che il prezzo del 2013 fosse pari a quello 2012 (scontando quindi l’aumento IVA e di altre imposte e tasse che hanno inciso sui costi di produzione) e non fosse soggetto alla variabilità stagionale, sia nel caso di diminuzione che di aumento della quantità prodotta (salva la possibilità di concedere sconti). I GAS hanno così condiviso il rischio di impresa con “Il Papavero” e si sono impegnati nell’acquistare la produzione del 2013 (da Aprile a Luglio) al prezzo concordato di 4,20 Euro al kg per le Fragole e 2,80 Euro al kg per le Pesche (incluso il trasporto). Dopo la stipula dell’accordo i GAS hanno versato il 40% dell’importo prefinanziato e l’Azienda si é impegnata a dare precedenza alla fornitura dei GAS sottoscriventi nel caso si verificasse, per motivi naturali e imprevisti, una diminuzione della quantità effettivamente prodotta. In questo caso l’azienda si è anche impegnata a portare in acconto all’anno successivo la quota prefinanziata e non acquistata, oppure a restituirla nel caso in cui un GAS volesse recedere dall’accordo. In aggiunta ha garantito un’informazione costante sull’andamento della produzione, la possibilità di accesso alla documentazione di certificazione e la possibilità di concordare date di incontro in Azienda. Angelo e Fiorella sostengono che con l’accordo e cambiata la responsabilità di consumatori: “… i GAS hanno fatto proprio il progetto e si sono sentiti coinvolti (… ) si sono mostrati disponibili a ricevere tempestivamente gli esuberi di prodotto(…) lo scorso anno abbiamo buttato della frutta perché non vi era un contatto consapevole e tempestivo, la maturazione può infatti essere improvvisa e bisogna agire rapidamente (…) Quest’anno si e iniziata la produzione con la consapevolezza che la frutta prodotta sarebbe stata ordinata, che il prezzo (di vendita e trasporto) avrebbe remunerato l’attività e che sarebbe rimasto costante e accessibile per i consumatori… “
    Articolo tratto dalla tesi di laurea del Dr. Giacomo Crisci:
    “Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso
    dei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma”

    Università ROMA TRE – Facoltà di Economia “Federico Caffè” – Anno accademico 2012/2013

    Vedi sullo stesso argomento
    https://www.romanews.it/blog/economia-solidale/gas-gruppi-acquisto-solidale-roma/

    Per leggere tutti gli articoli vai alla sezione WIKI del nostro blog dedicata alla Economia solidale
    https://www.romanews.it/blog/wiki/filiera-corta-prezzo-giusto-e-sviluppo-sostenibile

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  • romanews.it – wiki index

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    Il progetto è partito su due argomenti  poco noti al grande pubblico nei principi e negli aspetti storici anche se spesso molto citati dai grandi mezzi di comunicazione: il volontariato e l’economia solidale.
    Successivamente, grazie alle specifiche competenze di nuovi soci, ci siamo voluti cimentare su un titolo classico del genere giornalismo investigativo: “Misteri di Italia“. La nuova sezione è partita con una precisa retrospettiva dei fatti del caso dell’incendio doloso del Teatro Petruzzelli di Bari avvenuto nella notte tra il 26 ed il 27 Ottobre 1991.

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