I GAS in Italia – Obiettivi

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I GAS in Italia – Obiettivi

Si tratta di gruppi auto-organizzati di famiglie di consumatori che acquistano insieme prodotti (alimentari e non) attraverso una relazione diretta con i produttori, con riferimento a principi etici condivisi. Alla base della loro azione vi è un sentimento di sfiducia e insoddisfazione nei confronti del modello agroalimentare dominante, che rende inaccessibile il cibo sano, pulito e giusto. I GAS rappresentano una delle forme di filiera corta più spontanee e informali: si caratterizzano per essere una delle esperienze consumer-driven di maggior successo.
Si sono sviluppati a partire dai GA (gruppi di acquisto tout court) che hanno lo scopo di spuntare un prezzo migliore, ma sono connotati come esperienze di consumo critico perché il loro obiettivo è di stabilire una “nuova economia delle relazione e dei luoghi” (www.retegas.it).

AAVV, Fa la cosa giusta! Guida pratica al consumo critico e agli stili di vita sostenibili a Milano e in Lombardia, Terre di Mezzo, Emi, 2005

I GAS in Italia - ObiettiviIl Documento Base dei GAS (Retegas, 1999) specifica che la finalità di un GAS è quella di “provvedere all’acquisto di beni e servizi cercando di realizzare una concezione più umana dell’economia, cioè più vicina alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente, formulando un’etica del consumare in modo critico che unisce le persone invece di dividerle, che mette in comune tempo e risorse invece di tenerli separati, che porta alla condivisione invece di rinchiudere ciascuno in un proprio mondo (di consumi)” (Retegas, 1999).

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Ogni GAS e formato mediamente da circa 30-80 nuclei familiari dove il singolo partecipante è definito con il termine di gasista. Ciascun GAS organizza autonomamente l’approvvigionamento di una determinata categoria di prodotti (verdure, frutta, latticini, carne bovina, ecc.) in base alle esigenze che emergono durante le riunioni, cuore pulsante di molti gruppi.

 

I GAS sono stati riconosciuti dalla Legge Finanziaria 2008 che nell’Articolo 1 paragrafo 266, li definisce come “soggetti associative senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi senza applicazione di alcun ricarico, esclusivamente agli aderenti, con finalità etiche di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e vendita”.
Inoltre il comma 267 sottolinea che non sono soggetti ai regimi di imposizione fiscale come le attività a fini commerciali: “le attività svolte dai soggetti di cui al comma 266, limitatamente a quelle rivolte verso gli aderenti, non si considerano commerciali ai fini dell’applicazione del regime di imposta di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 4, settimo comma, del medesimo decreto, e ai fini dell’applicazione del regime di imposta del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917“.

Organizzazione

L’organizzazione base dei GAS è quella di creare delle sotto-reti (sub-networks) in virtù della partecipazione volontaria dei gasisti. L’attività di un GAS comincia di solito con la raccolta di informazioni sui produttori che rispondono ai principi etici dell’economia solidale tramite contatti personali, ricerca sul territorio, ricerca online e informazioni dalla rete GAS. L’organizzazione di un GAS dipende dalla struttura che i partecipanti decidono di mettere in piedi.
I coordinatori o referenti programmano i cicli di ordine e ritiro in riunione con tutti gli altri aderenti. Con riferimento alla definizione del ciclo si affrontano le questioni che riguardano: i prodotti ordinabili, i produttori che effettueranno la consegna, i tempi di apertura e chiusura degli ordini, il momento in cui il prodotto sara distribuito, le modalità di pagamento, i prezzi, la frequenza degli ordini e altro.

 


I GAS in Italia - Obiettivi

Non è infrequente che alcuni GAS decidano di non prendere in considerazione prodotti di provenienza animale, in un pieno stile vegano, o preferiscano evitare l’approvvigionamento di carne per sensibilizzare i partecipanti sui temi legati all’allevamento.
In alcuni casi si può prevedere che un gasista venga retribuito per una mansione che svolge, in tale caso la retribuzione e le possibili alternative sono solitamente discusse all’interno del gruppo.

Talvolta la figura dei coordinatori non coincide con quella dei referenti. In questi casi il referente è un gasista che si occupa esclusivamente di mantenere i rapporti con un singolo produttore. E la somma dei coordinatori-referenti che permette a un GAS di avere un’ampia offerta di prodotti e di essere attivo e coinvolgente nei confronti dei produttori e dei gasisti stessi.

Nella figura è riportato un esempio di struttura organizzativa di un GAS dove le frecce di colore diverso rappresentano il grado di relazioni (più è scuro più il contatto è forte). I coordinatori interagiscono tra loro intensamente e comunicano con tutti gli altri aderenti, organizzano il lavoro e possono assegnare singoli compiti ai referenti.

I GAS in Italia - ObiettiviIl compito dei referenti e quello di stringere i contatti con il produttore, aggiornare il listino e inviargli l’ordine in tempo utile alla consegna e che la stessa avvenga in un orario e luogo prestabilito, di solito la sede del GAS. I referenti mantengono un flusso costante e trasparente di informazioni verso i gasisti che non partecipano direttamente nella gestione del GAS, i quali ricevono le informazioni prevalentemente tramite internet o social network.
In questo modo i GAS organizzano dei cicli periodici costanti di ordini e ritiri che avvengono per lo più settimanalmente. I prodotti freschi, come frutta, verdura e uova, sono generalmente ordinati e consegnati ogni settimana; mentre i prodotti conservabili (carne, marmellate, biscotti, pasta, olio, vino) o non deperibili (vestiti, detersivi, detergenti, carta) hanno cadenze diverse che possono essere mensili, bimestrali, trimestrali e cosi via.
Dal canto loro, i singoli aderenti, che non hanno un ruolo definito all’interno del GAS, interagiscono in un’atmosfera amichevole e solidale, che è alla base di quello che può essere definito l’humus culturale che permette ai consumatori di cambiare le proprie abitudini. I produttori possono anche auto organizzarsi tra loro per offrire un migliore range di prodotti o ottimizzare alcuni passaggi produttivi (nella figura si può vedere un triangolo di tre produttori con tre frecce di colore scuro).

Altre possibili strutture possono essere più o meno verticistiche con un diverso grado di interazioni. In alcune solo i coordinatori mantengono i contatti con i produttori e interagiscono tramite email con gli aderenti. In altre tutti i partecipanti mantengono i contatti con almeno un produttore e partecipano attivamente alle decisioni e al coordinamento del GAS. Tra questi si possono attivare delle sotto-reti tra coordinatori/referenti per attivare progetti specifici.

Le sotto-reti sono caratterizzate da un alto grado di flessibilità per adattarsi alle caratteristiche peculiari del network. La flessibilità può comportare l’attivazione o disattivazione delle sotto-reti, nel rispetto dei bisogni personali degli aderenti (come esempio la rinuncia temporanea di un coordinatore a causa di motivi personali), alle necessità logistiche (per esempio la vicinanza di un gasista rispetto al punto di smercio), alle caratteristiche specifiche del prodotto (nel caso del Parmigiano Reggiano è necessario effettuare un ordine consistente) e alle necessità specifiche di un produttore, che può avere necessità di consegna particolari, come nel caso dei prodotti da frigorifero.

Quando questi sotto-cicli lavorano a regime, è necessario un alto grado di interazione per variare la logistica e per far coincidere lo scarico dei prodotti con il ritiro da parte degli aderenti. Solitamente la consegna è circoscritta a un determinato periodo di tempo e luogo, in cui i consumatori e produttori possono incontrarsi e interagire, instaurando relazioni personali, immediate e legate a uno spazio condiviso. Un punto chiave dei GAS è quello della riunione periodica, solitamente organizzata su base mensile, alla quale è consentito partecipare a tutti i membri del gruppo. Gli argomenti della discussione sono frequentemente riferiti all’organizzazione interna, ai criteri di selezione dei produttori, a nuove iniziative e ai feedback per i prodotti ordinati in precedenza. Questo e in realtà solo uno dei modi più formalizzati con cui i partecipanti interagiscono. La maggior parte delle interazioni, infatti, avviene tramite internet, prevalentemente via email.

Alcuni GAS hanno formalizzato la loro organizzazione in delle associazioni, di solito però si tratta di gruppi che operano in via informale, dove il processo decisionale è affidato prevalentemente alle riunioni. Quando un GAS cresce di dimensione, la struttura organizzativa può variare oppure il GAS si divide in due o più gruppi, con caratteristiche simili al precedente ma spesso anche con caratteristiche diverse.

Articolo tratto dalla tesi di laurea del Dr. Giacomo Crisci:
“Filiera corta, prezzo giusto e sviluppo sostenibile: il caso
dei Gruppi di Acquisto Solidale a Roma”

Università ROMA TRE – Facoltà di Economia “Federico Caffè” – Anno accademico 2012/2013

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