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  • Psicoterapia e Medicina naturale a Roma – Dottor Aldo Cichetti

    Psicoterapia e Medicina naturale a Roma – Dottor Aldo Cichetti

    Psicoterapia junghiana, EMDR, omeopatia classica, floriterapia: una buona sinergia per la cura “ecologica”  del malessere psichico e fisico

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    L’abbinamento tra psicoterapia e medicina naturale può forse sorprendere, visto che, molto spesso, queste discipline fanno riferimento a mondi culturali molto lontani tra di loro; ma appare meno strano se si pensa che le psicoterapie – alcune in  particolare – hanno in comune con le medicine non convenzionali il  fatto di non imporre un percorso di guarigione esterno, ma di stimolare le ‘naturali’ forze di guarigione di cui sono  dotati gli esseri umani.

    Questa caratteristica è molto evidente, ad esempio, nella psicoterapia junghiana, basata sull’idea di un finalismo psichico e sul concetto di individuazione, con l’interpretazione dei sogni come ‘via maestra’ per cogliere il messaggio che viene dal ‘Sé guida’. Ma è presente, a ben vedere, anche in una psicoterapia  nuova e rivoluzionaria come l’ EMDR, che aiuta la psiche ferita da un trauma a compiere il proprio percorso di guarigione, stimolando il ‘Sistema di Elaborazione delle Informazioni’: un sistema innato di autoguarigione psichica che, nell’esperienza pratica, ha molte affinità con il costrutto junghiano del Sé.

    Sul fronte delle medicine naturali, invece, agiscono in questo modo, tra le altre, l’omeopatia classica e la floriterapia di Bach, che rinforzano la ‘Forza vitale’ dell’organismo umano.

    Si può dire, in sostanza, che tutte queste discipline agiscono sul medesimo nucleo vitale degli esseri umani, che ognuna di esse considera da una prospettiva diversa, un particolare punto di vista da cui guarda al medesimo Sistema innato di autoguarigione psico-fisica, che permette di guarire l’organismo malato (Forza vitale degli omeopati, o Vis Medicatrix Naturae degli antichi medici); di curare le conseguenze dei traumi psichici (Sistema di elaborazione dell’informazione, come lo definisce l’EMDR); ed anche di guidarci verso la nostra realizzazione individuale (compito del Sé nella teoria junghiana).

    Naturalmente, anche altre medicine agiscono rinforzando questo sistema di autoguarigione, e basti pensare alla medicina tradizionale cinese. Pur avendola studiata e praticata per molti anni, non la inserisco tra queste discipline soltanto per le difficoltà pratiche di abbinarla al ‘setting’ psicoterapeutico. Ma ho sempre presente la straordinaria ‘mappa topografica’ che ci fornisce, con le corrispondenze tra organi vitali, emozioni e distretti corporei.

    Il metodo di cura integrato che utilizzo comprende, quindi, da un lato la psicoterapia junghiana e l’EMDR, e dall’altro la medicina omeopatica e la floriterapia, di ognuna delle quali ho seguito lo specifico percorso formativo, dopo la laurea in Medicina, la specializzazione in Psichiatria e la qualifica di Psicoterapeuta.
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    Ogni disciplina viene applicata nel rispetto delle proprie regole, con colloqui periodici, ai quali si aggiunge la prescrizione di un farmaco omeopatico e/o di una miscela di fiori di Bach, il cui effetto viene monitorato durante la terapia.

    Questa è, a mio giudizio, la strategia ottimale per la cura di disturbi psicologici come ansia, depressione, problemi di relazione, fobie, i cosiddetti ‘attacchi di panico’,  e via dicendo. In alcuni casi, però, quando i sintomi sono più lievi (ad esempio, un’insonnia non grave), oppure nel caso di sintomi soprattutto fisici (cefalee, gastriti, problemi reumatici, malattie della pelle, ecc.) o, infine, se il paziente ha già in corso una psicoterapia, è possibile affidarsi soprattutto al potere terapeutico dei rimedi omeopatici, che agiscono, sempre e comunque, sia sulla ‘mente’ che sul ‘corpo’.

    Gli incontri, in questi casi, non differiscono molto dalle normali visite omeopatiche: sono più distanziati nel tempo, e gli elementi psicologici sono al servizio della terapia omeopatica: aiutano a cogliere il significato del sintomo ( che è sempre presente, sia nei sintomi psichici che in quelli fisici), ad inquadrare meglio le problematiche del paziente, e, quindi, a scegliere il rimedio omeopatico ed i fiori di Bach più adatti.

    In ogni caso, la cura prende in considerazione tutti i sintomi del paziente, sia psichici che fisici, con l’obiettivo di curarli, quando possibile, e, negli altri casi, di integrarsi con le altre terapie, rinforzandone l’effetto, grazie all’attivazione del sistema di autoguarigione.

    In questo senso, quindi, si può definire ‘ecologica’, perché non agisce soltanto su un particolare ‘distretto’ psichico o fisico, ma cerca di individuare le radici profonde del dis-agio che ogni individuo esprime attraverso i sintomi, per aiutarlo a raggiungere quel livello ottimale di equilibrio psicofisico che, come ben sapeva Jung, è anche la meta del cammino che proprio questi sintomi, se li si ascolta, permettono di intraprendere.

    QUesti i contatti per avere maggiori informazioni

    Dr. Aldo Cichetti
    tel. : 06/44291832 – 3292925811

    Roma
    Via Udine, 5 – 00161 Roma

    San Benedetto del Tronto (AP)
    via Simone Formentini, 80 – cap 63039

    E-mail   [email protected]

  • Che cosa è l’omeopatia?

    Che cosa è l’omeopatia?

    È la medicina fondata da Samuel Hahnemann (1755-1843): essa si basa sulla “Legge della similitudine”: una sostanza che provoca a dosi ponderali (cioè misurabili) un effetto, può a basse dosi (anche infinitesimali) essere utilizzata per guarire da quegli stessi sintomi che provoca.
    È un concetto a prima vista contraddittorio, ma per renderlo più comprensibile, si può fare un esempio a tutti noto: il vaccino antinfluenzale; come sappiamo, prima dell’arrivo dell’influenza invernale è consigliabile una somministrazione di vaccino per prevenire l’insorgenza dell’influenza e di tutti i fastidiosi e pericolosi sintomi che l’accompagnano: il vaccino contiene dei piccoli frammenti inattivati del virus influenzale, infatti ne viene modificata ogni anno la composizione in base ai diversi virus influenzali presenti in ogni stagione; questi frammenti stimolano il nostro organismo a riconoscere il vero virus quando dovesse attaccarci, predisponendo difese adeguate.

    Nell’Omeopatia somministriamo basse dosi di un rimedio per stimolare l’organismo a reagire contro quella stessa causa, o contro cause che producono gli stessi sintomi.

    Come scegliere il giusto rimedio L’omeopatia è una medicina molto difficile: la scelta del rimedio va esclusivamente lasciata al medico omeopata, poiché ogni persona può reagire in maniera diversa allo stesso sintomo e quindi aver bisogno di un rimedio diverso; per capire la complessità della scelta va detto che i rimedi omeopatici possono essere di estrazione animale, vegetale o minerale e i cosiddetti ceppi omeopatici sono migliaia. Per venire incontro alle esigenze del soggetto che si cura con l’omeopatia esistono in commercio i rimedi “complessi”, che contengono contemporaneamente più rimedi; anche in questo caso è consigliabile un consiglio professionale del medico o del farmacista.

    Forme farmaceutiche
    Granuli: Piccole sfere di saccarosio e lattosio impregnate con il rimedio omeopatico; si usano per via orale, attraverso assorbimento sublinguale 3/5 alla volta, più volte al giorno secondo il caso. Globuli: Sfere più grandi dei granuli, contenute in un tubo, somministrate in un’unica volta. Esistono altre forme farmaceutiche quali gocce, compresse, pomate…

    Le diluizioni omeopatiche
    Le più comuni sono le CH (centesimali, 5CH, 30CH..) e le K (Korsakoviane, 35K,1000K….), così chiamate in base al metodo di preparazione. I numeri indicano il diverso grado di concentrazione, o meglio di diluizione del principio attivo; più alto è il numero maggiore è la diluizione, cioè minore è la concentrazione, più in profondità si dice agisce il rimedio, cioè più sulle cause che sui sintomi.

    Da segnalare
    L’omeopatia non ha effetti collaterali: ciò è vero, ma non significa che si può prendere alla leggera, poiché se non giustamente consigliata può non avere alcun effetto sulla patologia in corso.

    I rimedi vanno presi per via orale, facendoli assorbire per via sublinguale, poiché in questo modo l’assorbimento è molto rapido. È preferibile assumerli lontano dai pasti, evitando la contemporanea assunzione di alcune sostanze tra cui, per esempio la canfora e la menta, per la loro possibile azione vasocostrittoria che ridurrebbe l’assorbimento e quindi l’efficacia del medicinale omeopatico.

    FONTE:  http://www.omeopatianews.it